Arriva Nesta col Frosinone il Perugia si è già … ingrifato

Arriva Nesta col Frosinone il Perugia si è già ... ingrifato

Arriva Nesta col Frosinone il Perugia si è già … ingrifato

da Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – Griffa, Griffa: assalto al Frosinone. La parola d’ordine non può essere che questa. La rivalità – sportiva, sia chiaro – è intensa, forte, prorompente. L’imperativo è netto: intascare i tre punti. Certo l’equilibrio mentale – predicato da Massimo Oddo – ancora non si vede, vista la défaillance che la squadra ha mostrato nel cuore della partita al Picco, e tuttavia la prestazione, ha fornito alcune risposte convincenti, almeno “qui e ora”.

“Ci vorrebbe uno psicologo per capire perché i grifoni hanno perso la testa dopo un inizio molto, molto buono…”, ha commentato l’allenatore. Che, però, si è dimostrato attento e lucido nel fare tre cambi (Iemmello, Melchiorri, Fernandes) che hanno restituito una squadra dignitosa e le hanno permesso di acciuffare il pareggio. “Che ci va stretto”, ha sostenuto il tecnico.

Oddo, comunque la si pensi sulla giustezza del risultato (Vincenzo Italiano ha espresso un giudizio contrario), ha permesso con le sue sostituzioni di allargare il gioco e di conquistare sulle fasce una supremazia che, alla fine, ha consentito a Buonaiuto di servire il pallone giusto per la conclusione vincente di Iemmello.

La giocata dell’attaccante si è rivelata un prezioso cammeo tecnico: stop di petto e tiro imprendibile: quarta rete stagionale.

I numeri dicono che Pietro Iemmello, rapace d’area, poco incline alla partecipazione al gioco di squadra, si dimostra un vero “cecchino”: servitegli un pallone e lui, se non sempre molto spesso, lo trasformerà in … oro colato. Tuttavia il bomber non deve atteggiarsi a Pirgopolinice, il Miles gloriosus, di Plauto: quella uscita nel dopo gara (“Io capocannoniere? se me lo permettono…”) è stata non solo infelice, ma offensiva del lavoro del tecnico e dei compagni.

D’altro canto, Iemmello non è, almeno non ancora, Cristiano Ronaldo al quale è comprensibile vengano stesi davanti tappeti rossi. Pietro deve ancora dimostrare di essere un campione, sebbene abbia qualità e tempo per diventarlo. Cominci a stendere il Frosinone e gli verrà cinta sulla fronte una corona di alloro.

Un’altra considerazione che scaturisce dalla prestazione del Picco riguarda la condizione atletica: la fiammata finale della squadra sta a significare che il lavoro sul piano fisico va considerato ottimo. La “birra” i grifoni ce l’hanno, la pensano, dunque, al meglio.

E questo in vista della gara coi ciociari (e poi con l’Empoli fuori) riveste un significato nodale. Così come appare eccellente la duttilità della squadra nel cambiare modulo a gara in corso. Aspetto che, in Liguria, ha consentito di riportare a casa un punto pesante che consente ai grifoni di rimanere ancora in alto, nella zona di vertice, nella “top five” della classifica.

Oddo sottolinea, giustamente, pure gli aspetti ancora negativi: la mancanza di lucidità in alcune fasi, la carenza di capacità di gestione dei momenti, i troppi errori ancora commessi, singolarmente e come complesso. Ci vorrebbe Sigmund Freud (di cui oggi cade il giorno della morte) per capire cosa succeda nella mente dei grifoni in certi momenti…

Oltre alla viva rivalità che l’ambiente esprime contro i laziali, anche la presenza di Alessandro Nesta sulla panchina avversaria potrebbe rappresentare uno stimolo in più, per la squadra umbra. Se non tutti, una buona parte dei tifosi hanno vissuto come una sorta di tradimento l’addio a fine stagione del tecnico romano. A molti, presidente Massimiliano Santopadre in testa, era sembrato che nelle ultime ore Nesta si fosse convinto a restare e a dare continuità al lavoro. Invece ha tagliato gli ormeggi. Ora la sua ombra si staglia sul Curi.

correlati

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Solve : *
5 + 10 =