Terni, convegno e mostra per ricordare la figura di Jole Rodelli Papuli

L'evento si terrà il 22 aprile prossimo e metterà in risalto l'aspetto "privato" della sua produzione

Terni, convegno e mostra per ricordare la figura di Jole Rodelli Papuli

L’evento si terrà il 22 aprile prossimo e metterà in risalto l’aspetto “privato” della sua produzione

Si svolgerà venerdì 22 aprile prossimo, alle ore 17,00, presso la prestigiosa biblioteca del CLT l’evento dedicato alla figura di Iole Rodelli Papuli (1920-2013), artista attiva a Terni nella seconda metà del ‘900.

L’iniziativa è organizzata dalla FIDAPA Sezione di Terni, associazione dedita alla valorizzazione della figura femminile nel campo del lavoro e dell’arte.


Da Antonella Pesola


Jole Rodelli Papuli era la moglie di un noto ingegnere, Gino Papuli, e come tale è stata sempre ricordata.

In realtà è vissuta in un suo mondo artistico “privato” poco dedita alla pubblicità del suo lavoro ma apprezzata nei cenacoli artistici del suo tempo e da importanti istituzioni quali la Calcografia Nazionale di Roma che possiede molte sue stampe di ottima fattura.

Per questo si propone come titolo: Jole Rodelli Papuli, un talento “privato”, con riferimento alla riservatezza del personaggio che ha vissuto l’espressione artistica più come espressione interiore che come confronto con il mondo dell’arte.

[su_panel background=”#fffffff” color=”#080907″ border=”5px groove #f3b3b3″ shadow=”13px 2px 29px #c9c6c6″ radius=”9″ target=”blank”]L’iniziativa nasce da un interesse dell’arch. Michele Giorgini, (ricercatore e autore di numerose pubblicazioni) che, colpito dall’immagine di copertina di una pubblicazione della Soc.Terni ‘, un dipinto di Jole Papuli, ha iniziato una ricerca ed uno studio sulle opere e sul personaggio.[/su_panel]

Ha raccolto testimonianze e fotografato molte delle sue opere in accordo con il figlio Giuseppe Papuli, che vive in Francia, e ideato un evento di presentazione della figura di Jole arricchito da una mostra di opere selezionate fra i vari generi che l’artista ha sperimentato.

La mostra sarà ospitata negli spazi espositivi di cui è dotata la biblioteca.

L’evento vedrà la partecipazione di Antonella Pesola, critica d’arte, che illustrerà e commenterà le opere dell’artista.

La sensibilità creativa dell’artista si esplicitava anche in altri campi come la ceramica e la poesia. Durante l’evento saranno proposte delle letture di poesie e brevi pensieri.

Iole Rodelli Papuli è stata presidente del Sorptimist Club di Terni che prenderà parte all’evento.

La Biografia

(Pesaro 1920 – Terni 2013)

Jole Rodelli nasce a Pesaro, dove la madre Olga Iaculli, originaria della provincia di Foggia, si trova con la famiglia materna essendo il marito emigrato negli Stati Uniti in cerca di lavoro e mai più tornato.

La mancanza del padre segna la figura della giovane Jole che pur circondata dall’affetto dei parenti, sviluppa un carattere malinconico e particolarmente riservato.

Dopo aver frequentato le scuole dell’obbligo, Jole consegue il diploma magistrale e frequenta sino all’ottavo anno il Conservatorio Rossini dove studia pianoforte, mentre sviluppa una sua particolare sensibilità per la natura e una vocazione all’espressione artistica che si eserciterà in particolare nelle arti figurative.

Ancora giovanissima inizia infatti a dipingere incoraggiata e guidata dalla frequentazione amichevole con affermati artisti pesaresi che diverranno suoi riferimenti costanti nel corso del tempo, come Bruno Baratti, Nino Caffè, Arnaldo Ciarrocchi e Alessandro Gallucci.

Nel 1944 sposa l’ing.Gino Papuli (1921/2008) e nel 1953 si stabilisce a Terni a seguito del marito che viene assunto dalla società siderurgica. Jole giunge in città in tempo per testimoniare nelle sue opere di questi anni la lenta ripresa della vita cittadina nello scenario urbano devastato dalla guerra.

Alla fine degli anni 50 l’artista segue dei corsi di incisione tenuti presso l’Università di Urbino, in seguito ai quali si dedicherà continuativamente alla realizzazione di acqueforti.

Durante il sessantennio di residenza a Terni, Jole Papuli si inserisce nella vita culturale della città,  partecipando saltuariamente a mostre ed esposizioni locali e nazionali dove riceve vari premi, ma soprattutto frequentando artisti di valore.

In particolare è da ricordare la sua partecipazione al Cenacolo di Torre Orsina, associazione fondata l’11 dicembre 1963 che comprende artisti del calibro di Aurelio De Felice, Ilario Ciaurro, Augusto De Santis, Felice Fatati, Mario Maggiori, Elvio Manzini, Agapito Miniucchi, Luigi Montanarini, Carlo Quaglia e Giulio Carlo Argan che ne diviene presidente.

Con Ilario Ciaurro, Agapito Miniucchi ed Elvio Manzini si sviluppa in particolare una lunga e duratura amicizia.

L’ampia gamma delle produzioni artistiche di Jole comprende disegni dal vero e in studio, pittura ad olio, acquerello, con una vera e propria predilezione per la stampa ad acquaforte. Nell’insieme ne risulta una figura di entusiasta sperimentatrice, che nella solitudine della propria casa si dedica ad una vasta gamma di interessi artistici, come testimonia anche una tardiva ma interessante esperienza da ceramista, svolta presso l’artista Luigi Marras.

JOLE RODELLI PAPULI, la vita d’artista

Jole Rodelli Papuli sviluppa nel tempo una propensione alla vita ritirata e meditativa, dedita alla cura della famiglia, ma anche all’interesse artistico che nutre per la natura e per gli scenari urbani e paesaggistici nei quali si trova a vivere. Il disegno è la forma espressiva utilizzata sin dai primi anni giovanili con crescente capacità figurativa, corroborata dalla frequentazione di rinomati artisti pesaresi. Le tematiche riguardano la vita sociale che si svolge intorno alla giovane artista, con una focale ravvicinata sul paesaggio e sulla ritrattistica, dove indulge con particolare interesse che si prolunga nel tempo all’autoritratto, come mezzo espressivo per indagare i mutamenti fisici del proprio corpo. Il paesaggio diviene comunque l’argomento principale di interesse, ripreso anche dalla pittura ad olio e dall’acquerello, con risultati che vanno perfezionandosi nel corso del tempo. Nel sentire di Jole è forse proprio il desiderio di meglio definire il paesaggio che spinge l’artista ad avvicinarsi ed impegnarsi nella tecnica dell’acquaforte, che consente di catturare una sorta di valore assoluto dell’osservazione rivolta allo scenario naturale in continua trasformazione.  L’acquaforte diviene così il principale strumento espressivo dell’artista, testimoniato anche dal numero delle opere prodotte; tecnica di complessa attuazione realizzabile sino a quando l’età e il fisico lo consentono.

In età avanzata il disegno riprende il predominio, spesso basato sull’impiego della penna biro, usata con una forza e determinazione particolari, come se il foglio dovesse subire il processo di incisione, e il tempo a disposizione fosse limitato, come infatti lo è, essendo dovuto alla disponibilità e pazienza di accompagnatori vari.

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