Nuovo Teatro Verdi Terni non sarà quello disegnato nel metaprogetto

 
Chiama o scrivi in redazione


Nuovo Teatro Verdi Terni non sarà quello disegnato nel metaprogetto

Da Michele Rossi (consigliere comunale)

Ieri la Giunta ha deliberato sul Teatro Verdi. Ci si apre alla fase concorsuale per un progetto che tenga conto, come si legge in delibera, di 11 punti generici che dovranno guidare le proposte in risposta al concorso.

In pratica avevamo ragione quando ci domandavamo come si sarebbe potuto svolgere una fase concorsuale di idee se era lo stesso Comune a fornire una idea progettuale cosi già ben definita nel cosiddetto metaprogetto. Contrariamente a chi sosteneva che dovevamo sorbirci inevitabilmente quella soluzione architettonica, oggi la realtà dei fatti ci ha dato ragione, quell’idea progettuale è di fatto superata con la scelta di procedere ad un concorso internazionale che appunto per sua stessa natura deve poter essere aperto ad ogni idea dei partecipanti. Si legge nella delibera “individuati i punti necessari ad imperniare il percorso progettuale tali da lasciare comunque aperte e libere le scelte progettuali sia formali, estetiche e funzionali”.

Dunque smentito nei fatti e dal testo della delibera di ieri, chi magari per propaganda forzando allora le decisioni politiche ha voluto ad ogni costo portare a casa una soluzione progettuale risolutiva a suo dire per il nostro Teatro Verdi; soluzione che scontento’ moltissimi perche’ non all’altezza del valore del nostro teatro storico e delle giuste aspettative, e che li porto’ in centinaia a manifestare sotto le colonne polettiane con lo slogan “anche per il Verdi Terni merita il meglio”.

In pratica quel progetto (il Metaprogetto che Vittorio Sgarbi defini “cinema porno”) rimane sulla carta come una delle possibili soluzioni e non come ci fu presentato come la sola possibile alla luce degli impedimenti esistenti (vincolo soprintendenza con relative trattative e scarsità delle risorse economiche disponibili).

Quel metaprogetto approvato in Giunta di fatto come si legge nella delibera di ieri “ha il solo scopo di rendere evidenti i limiti imposti dal vincolo esistente e fornire utili indicazioni per il nuovo approccio professionale richiesto dal concorso che per sua natura garantisce la massima libertà ai professionisti di declinare le esigenze tecniche espresse nel metaprogetto in modo autonomo e senza limitazioni”.

Su quel metaprogetto poi, cosi come sul ripristino della facies ottocentesca del Teatro, la Soprintendenza, è giustamente e correttamente ricordato in delibera, non ha mai espresso un parere finale, quest’ultimo demandato all’invio di nuova documentazione conclusiva.

Dal concorso di idee è naturale aspettarsi nuove soluzioni progettuali (penso alla proposta di Teatro all’italiana che il metaprogetto abbandonava per la soluzione auditorium) che propongano quella qualità architettonica che la città si aspetta e merita.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*