Teatro Verdi Terni? Michele Rossi, tutto ciò che potevo l’ho fatto

 
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Teatro Verdi Terni? Michele Rossi, tutto ciò che potevo l’ho fatto

Nella non facile posizione di voce dissonante, ma sicuro dei miei argomenti, ho sostenuto fino a che ho potuto l’idea di ricostruire il Teatro Verdi secondo la sua forma originale, così come fu realizzato secondo il progetto dell’architetto pontificio Poletti.

Difficile per me accettare la rassegnazione di chi rinunciava a dare alla città un Teatro di quel livello ed ho dissentito da chi si permetteva addirittura di irridere quella parte della città che chiedeva, sull’esempio di altre, un ritorno alla forma originaria nella eccezionale bellezza e nei fasti di quel teatro.

Per come l’ho sempre sentita, questa sarebbe stata una grande occasione per realizzare un’importante operazione di tipo culturale di riappropriazione di un’originaria e perduta identità culturale cittadina.

Occasione persa. Peccato. Nessun rammarico tutto quello che potevo fare lho fatto. Mi sono opposto in commissione, sui giornali, sulle scale del Verdi, come nelle riunioni ristrette.

Fosse stato per me, avrei percorso quella soluzione con convinzione fino all’ultimo (nonostante il vincolo della Soprintendenza). Forse Terni non è pronta a tali rivendicazioni culturali, occorre per questo lavorare di più alla conoscenza della storia della nostra città e al consequenziale senso di orgoglio. Per logica di pensiero la richiesta della soluzione polettiana era per un teatro di indiscussa bellezza e qualità eccezionale. “No alla mediocrità, Terni merita il meglio” scrivemmo su uno striscione sulle scalinate del teatro.

Oggi per il Teatro Verdi c’è un bando internazionale. È comunque una scelta che rappresenta alcuni non scontati elementi di novità.

Innanzitutto finalmente si abbandona il cosiddetto “metaprogetto” , quello della progettazione interna del comune, lo stesso che non esitai a caldo a definire “spasa di sedie” quando su mia iniziativa chiesi che fosse illustrato in Consiglio Comunale (nel rispetto di un atto di indirizzo sempre da me presentato e votato all unanimità a sollecito di una definizione del problema teatro), mentre qualcuno voleva approvarlo di corsa in Giunta senza alcuna condivisione; quelle stesse tavole che riuscirono a dividere la città e a mobilitare tanti cittadini contrari ed indignarono perfino Vittorio Sgarbi.

Quello stesso progetto che ci fu presentato da qualcuno (lo stesso di sopra), bulimico di visibilità elettorale, come unica soluzione possibile realizzabile e che ragionevolmente, invece, oggi l’attuale esecutivo ha abbandonato (questo grazie anche al dissenso pubblico), tanto da inserirlo nel bando solo come mero esempio progettuale di cui non tener conto.

Non banale novità è che per la prima volta a Terni, nella sua storia recente, ci si affida ad un concorso internazionale di architettura per uno spazio pubblico importante come un Teatro. Questo in una città che troppo spesso ha rinunciato anche alla diversificazione e qualità architettonica per interessi di convenienza politica che hanno fin qui portato a far lavorare sempre gli stessi…

Michele Rossi
Capogruppo TerniCivica
Consiglio Comunale Terni

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