Violenza sulle donne, a Terni incontro organizzato da Arpa: il problema è culturale

In collegamento Adriana Pannitteri, giornalista del TG1 e scrittrice

Violenza sulle donne, a Terni incontro organizzato da Arpa: il problema è culturale

In collegamento Adriana Pannitteri, giornalista del TG1 e scrittrice

“Diffondere la cultura del rispetto deve caratterizzare l’operato di ogni istituzione e ogni ente pubblico, mettendo in campo una sensibilità maggiore verso questo problema. La violenza e la discriminazione verso le donne è un fatto culturale. Le donne che denunciano di aver subito violenze sono solo il 15%, e quindi occorre mettere in campo tutti gli strumenti per renderle libere e in grado di denunciare atteggiamenti e comportamenti violenti nei loro confronti”.


Di Rossano Pastura


Con queste parole il direttore generale di Arpa Umbria, Luca Proietti, ha avviato i lavori del convegno organizzato dall’Agenzia e dalla SAFA per celebrare la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

L’incontro, moderato dalla giornalista Beatrice Curci, fondatrice e membra dell’Associazione “Giulia giornaliste”, fondata nel 2011 per modificare lo squilibrio informativo sulle donne anche utilizzando un linguaggio privo di stereotipi e declinato al femminile.

“Lo scopo dell’Associazione Giulia – ha spiegato la Curci – è quello di fare le pulci alle parole che si usano in contesti di violenza contro le donne. Si sente spesso parlare di raptus 0 di attacco di gelosia, quando invece si deve parlare di omicidi, femminicidi, comportamenti criminali“.

Adriana Pannitteri, volto noto del TG1 e scrittrice di libri sul fenomeno della violenza sulle donne, si è collegata in diretta online.

La Pannitteri, che si trova in Sicilia in un tour nelle scuole proprio per parlare del suo ultimo libro, “La forza delle donne” che racconta di un femminicidio, ha sottolineato come sia indispensabile partire dall’educazione delle generazioni più giovani: “Occorre  lavorare molto nelle scuole, iniziare dalle più giovani generazioni ad insegnare il rispetto per le persone e a far dialogare ragazzi e ragazze. Alle ragazze occorre spiegare che a volte l’amore può essere malato. L’adolescenza è un momento molto particolare, il periodo dei primi amori, quando si pensa di trovare il principe azzurro“.

“L’adolescenza – ha spiegato la giornalista di Rai 1- è un periodo in cui ci si fida dell’altro, come giusto che sia, però è anche l’età in cui bisogna essere in grado di cogliere i segnali di amori che possono essere malati. E qui è importante il rapporto fra adulti e ragazzi. E’ importante che le ragazze capiscano che quando un ragazzo lancia certi segnali: la gelosia, l’imposizione dell’abbigliamento, la richiesta di non frequentare più le amiche, dimostra segnali di una fragilità che spesso sfocia nel possesso“.

“E le donne -ha concluso la Pannitteri – non devono farsi possedere. Il libro, che vede come protagonista un’adolescente che incontra la mamma di una ragazza uccisa dal proprio compagno, è il mezzo per costruire un contatto con ragazze che vivono il loro periodo adolescenziale, tanto bello quanto delicato”.

L’incontro, che si è tenuto presso la sala convegni di Arpa a terni, è stato arricchito da numerosi interventi di donne in rappresentanza di Istituzioni e di associazioni.

L’Assessore del Comune di Terni, Cinzia Fabrizi, ha sottolineato come il femminicidio vada inquadrato in un contesto culturale. “E’ importante – ha detto l’assessore Fabrizi- l’educazione, quella scolastica, ma anche quella famigliare, perché in un femminicidio, chi ha problemi è l’uomo che aggredisce e non la donna che subisce la violenza“.

“Occorre mantenere alta l’attenzione tutti i giorni su questo fenomeno, perché uno degli errori che spesso si commettono è quello di pensare che il fenomeno non ci riguardi. Non si deve mai dare per scontato che il rispetto per l’altro sia un dato acquisito che invece va coltivato continuamente”.

Il Capitano dei Carabinieri, Laura Protopapa, comandante della Compagnia di Amelia, ha illustrato le attività che i Carabinieri porta avanti su questo versante. L’Arma è da tempo molto attenta per contrastare questo fenomeno.

“La violazione delle norme di contrasto alla violenza sulle donne, che è di diversa tipologia, è una delle attività strategiche per l’attività dell’Arma dei Carabinieri, con l’istituzione della Sezione Atti Persecutori e dal 2014 di una rete di monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere. In ogni comando provinciale dell’Arma è stato formato del personale, attraverso un corso, che sono i punti di riferimento per tutti i militari. Nel Comando Provinciale di Terni ci sono 5 operatori che si occupano di questo fenomeno“.

Il Capitano Protopapa ha poi fornito i dati relativi all’ultimo periodo circa denunce e maltrattamenti, “dati purtroppo in aumento”.

“In provincia di Terni – ha spiegato il Comandante della Compagnia di Amelia – dall’ottobre del 2020 ad oggi, si sono registrati alcune decine di casi, tutti perseguiti dall’Arma, che hanno portato nel 22% dei casi all’arresto dell’uomo violento, mentre il restante 78% è stato denunciato all’autorità giudiziaria”.

Il Capitano ha poi voluto ricordare come, grazie alla collaborazione con il Soroptimist International di Terni, sia stata allestita una stanza, chiamata “tutta per se”, che è predisposta per assistere la donna nel delicato momento della denuncia delle violenze subite.

Il diritto al lavoro e all’autonomia economica è stato l’argomento sollevato da Ivana Bouché, consigliera di parità supplente della Provincia di Terni.

Quando la donna non ha un lavoro, non ha autonomia finanziaria – ha aggiunto la Bouché -, deve dipendere dall’uomo e questo comporta un sentimento di sopraffazione da parte dell’uomo. C’è un retaggio culturale, che a volte può giustificare comportamenti violenti”.

Gli altri interventi, quelli di due avvocate, Simona Schiavoni, della Casa delle Donne di Terni e Alessandra Robatto, de Soroptimist International di Terni.

Entrambe hanno raccontato le tante attività che queste due associazioni fanno per contrastare questo fenomeno, che rappresenta una piaga anche nel nostro territorio.

La Casa delle Donne – ha spiegato la Schiavoni – rappresenta un luogo ma fornisce un servizio che promuove pratiche di contrasto alla violenza sulle donne. E’ uno sportello che indirizza poi ai servizi utili alla donna che denuncia problematiche relative a violenza o discriminazioni di genere“.

L’avvocato Alessandra Robatto ha raccontato l’esperienza del Soroptimist, che si sta interessando sempre di più alla violenza di genere.

“Abbiamo realizzato presso il Comando Provinciale dei Carabinieri e presso la Questura di terni, due luoghi, le “Stanze tutte per se“, che sono due salotti, due luoghi di accoglienza che non siano respingenti per chi decide di denunciare. Altro intervento del Soroptimist è stato il kit donato alla compagnia di Orvieto, che consente di registrare la denuncia della violenza e cristallizarla e mantenerla agli atti “.

Il compito delle istituzioni e delle associazioni – ha detto la Robatto – è quello di formare ragazze e ragazzi, attraverso la collaborazione con le scuole. E’ importante la formazione anche per le donne, perché siano consapevoli dei loro diritti, ma anche delle strutture che possono aiutarle nel percorso di denuncia dei soprusi”.

“Il problema, quando si parla di violenza sulle donne, è degli uomini. Sono loro che con la violenza dimostrano di non sono in grado di gestire il rapporto con le donne e forse con se stessi. Eliminare la violenza sulle donne non serve solo a loro, ma è utile a tutta la società” hanno concluso le donne che hanno partecipato alla tavola rotonda.  

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