Emergenza Covid, situazione fuori controllo nella sanità umbra

 
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Emergenza Covid, situazione fuori controllo nella sanità umbra

Da testimonianze degli operatori sanitari giunte alla nostra attenzione e che abbiamo potuto personalmente riscontrare, la situazione nei principali ospedali umbri è diventata esplosiva. Lunghe code di ambulanze si accalcano fuori dal pronto soccorso, l’Osservazione Breve Intensiva del Pronto Soccorso è sovraccarica di degenti in attesa di essere destinati al ricovero, vengono riaperti in fretta e furia reparti per pazienti positivi, si verificano numerosi cluster interni ai reparti bianchi che costringono all’interruzione di sedute operatorie o di altre attività ambulatoriali e di follow up, tantissimi dipendenti si assentano per positività.

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A questo si aggiungano le difficoltà nel creare percorsi assistenziali e domiciliari post ricovero in considerazione delle gravi criticità nelle RSA, nelle Strutture Riabilitative e nella medicina territorio per garantire assistenza a domicilio. Nel momento in cui accade tutto questo siamo ancora in attesa dei “fantomatici” 1500 dipendenti sanitari da assumere rapidamente così come promesso recentemente dalla Regione Umbria nelle persone della Governatrice e dell’Assessore alla Salute.

Nessuna risposta concreta dalla maggioranza politica e dai dirigenti aziendali, solo un imbarazzante rimbalzo di responsabilità tra i vari protagonisti, soluzioni improvvisate dettate dall’emergenza. Nessuna prospettiva, nessuna lungimiranza, nessuna programmazione. Il personale infermieristico, in prima linea nel combattere la pandemia da ormai un anno, è stremato, avvilito, deluso, disincantato, demotivato. Turni infiniti, riposi saltati, ferie e congedi negati sono ormai la consuetudine per questi professionisti, con sostanziali ricadute sulla qualità dell’assistenza erogata. Nessun riconoscimento concreto all’impegno profuso in questo anno di sofferenza, nessuna miglioria organizzativa per facilitare le condizioni di lavoro.

NURSIND CHIEDE CON FORZA risposte coordinate e coraggiose da parte della dirigenza regionale e delle singole aziende, che portino soluzioni fattive ad una realta’ che non ha mai vissuto un contesto così grave e drammatico, non solo nella A.O. di Perugia ma in tutta la sanità umbra.

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