L’Umbria affonda: la Giunta Proietti blocca tutti i servizi

L'Umbria affonda: la Giunta Proietti blocca tutti i servizi

Caos a Perugia la giunta Proietti ferma scuola e sanità

Il cuore verde d’Italia batte a ritmi sempre più lenti, strozzato da una gestione amministrativa che sembra aver smarrito la bussola del pragmatismo. L’attuale scenario politico vede la Giunta Proietti finire sotto accusa per una paralisi diffusa che sta colpendo i pilastri fondamentali della convivenza civile: dalla tutela della salute pubblica alla gestione ambientale, fino al delicato settore dell’istruzione. Quello che emerge è il ritratto di una regione in apnea, dove le decisioni operative vengono sistematicamente posticipate per lasciare spazio a una dialettica puramente ideologica e a una propaganda che fatica a nascondere i nodi che vengono al pettine.

Uno dei fronti più caldi è senza dubbio quello del dimensionamento scolastico. Su questo tema, la narrazione istituzionale della regione viene descritta come profondamente fuorviante. Nonostante gli allarmi lanciati su presunte chiusure di plessi, la realtà dei fatti parla di una mera razionalizzazione delle cariche dirigenziali, un passaggio obbligato per rispettare i parametri stabiliti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La Giunta Proietti avrebbe scelto deliberatamente la strada del muro contro muro, ignorando le finestre temporali e le proroghe concesse dal governo centrale. Il risultato è un commissariamento ormai certo, una macchia amministrativa che rischia di tradursi nella perdita di finanziamenti vitali per il futuro dei giovani studenti umbri e nella precarietà dei servizi educativi.

Tuttavia, il caos scolastico è solo la punta dell’iceberg di un malessere più profondo che attraversa i corridoi del potere regionale. Nel settore sanitario, il quadro è altrettanto desolante: i cittadini si scontrano quotidianamente con liste d’attesa che sembrano non avere fine, frutto di una programmazione che appare del tutto evaporata. Non va meglio sul versante ambientale: il ciclo dei rifiuti, elemento cardine per la sostenibilità e l’economia del territorio, è rimasto incagliato nelle secche dell’indecisione sin dai primi giorni dell’insediamento dell’esecutivo.

Questa condizione di stallo non viene percepita come un incidente di percorso, ma come la conseguenza naturale di una precisa visione politica che preferisce lo scontro istituzionale alla risoluzione dei problemi reali. La strategia di puntare il dito contro nemici esterni per giustificare l’immobilismo interno non sembra più reggere davanti alla concretezza dei ritardi accumulati.

L’Umbria, oggi, appare come un territorio ostaggio di una governance che ha trasformato la gestione della cosa pubblica in una trincea ideologica, lasciando che le grandi riforme restino chiuse nei cassetti mentre la qualità della vita dei residenti continua inesorabilmente a scendere.

Roberta Tardani
Presidente Civitas Umbria

2 Commenti

  1. Quanto scritto dalla Presidente di Civitas Umbra risponde a verità, purtroppo. Non ci si può improvvisare amministratori capaci e con la necessaria esperienza da un giorno all’altro. Purtroppo, chi paga il prezzo più alto di questa incapacità sono i Cittadini che hanno creduto, spero in buona fede e non su presupposto ideologico, alle promesse elettorali che in genere sono scritte sulla sabbia.
    Comunque, era tutto prevedibile.

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