L’importanza dei vaccini. “Diffondere notizie poco chiare in merito alle vaccinazioni è pericoloso – ha chiarito subito Orlandi –. Le vaccinazioni e la scoperta degli antibiotici sono stati tra gli elementi più innovativi del 20esimo secolo e hanno consentito di sconfiggere epidemie come la spagnola e il vaiolo che mietevano milioni di vittime. I vaccini sono sicuri e ogni volta che vengono messi sul mercato ci sono test di sicurezza internazionali effettuati dai più grandi esperti scientifici. Noi abbiamo un sistema di sorveglianza sugli effetti collaterali molto evoluto e sappiamo che gli effetti collaterali sono veramente minimi rispetto ai rischi e alle conseguenze delle malattie”. “Abbiamo il dovere – ha commentato Marini – di riaffermare la centralità della scienza medica a protezione della popolazione. Le vaccinazioni sono una conquista della ricerca e della civiltà. Quello che vogliamo fare, anche con queste iniziative pubbliche, è di separare le bugie e le false verità da ciò che le conoscenze scientifiche ci consegnano. Come servizio sanitario nazionale, abbiamo l’obbligo di fare in modo che tutta la popolazione di riferimento si possa vaccinare per non far venir meno quella capacità di rendere immune l’intera popolazione”.
Il Piano nazionale vaccinazioni. Durante l’iniziativa è stato anche illustrato il nuovo Piano delle vaccinazioni che ha introdotto nuovi vaccini, in particolare contro il meningococco e il papillomavirus (hpv). Prevista anche la graduale introduzione di vaccini anti-varicella, anti-rotavirus e anti-pliomelite. “L’Umbria – ha ricordato Orlandi – è tra le regioni più performanti nell’ambito delle vaccinazioni anche se abbiamo registrato dal 2015 un calo della copertura vaccinale in alcuni settori come il morbillo e la polio. L’Organizzazione mondiale della sanità consiglia di non scendere sotto il 95 per cento delle adesioni perché soltanto una vaccinazione di massa può debellare le malattie. Si sta rivedendo il morbillo che è tornato a colpire e quindi occorre tenere alta la guardia e tranquillizzare tutta la popolazione, soprattutto i genitori più giovani che non hanno visto cosa sono davvero le malattie infettive, e consigliar loro di aderire ai programmi di vaccinazione”.
Il caso morbillo. Proprio il caso del morbillo è stato portato ad esempio con grafici che ne mostravano il ripresentarsi anche in Umbria. Da agosto 2016 ad aprile 2017 ci sono stati 43 casi concentrati soprattutto nella fascia d’età tra i 25 e i 54 anni, mentre in Italia da gennaio ad aprile 2017 i casi sono stati 1.920. Al 31 dicembre 2014 risultavano coperti per il morbillo l’88,97 per cento degli umbri mentre a livello nazionale assistiamo a un calo delle vaccinazioni a partire dal 2011. “È gravissimo che un Paese come l’Italia – ha affermato Marini – torni a essere segnalato su una malattia debellata come il morbillo. Insieme al Ministero della salute abbiamo approvato e si avvia all’attuazione il piano di vaccinazioni per il 2017-2019 che contiene una molteplicità di vaccini che mirano a debellare alcune malattie e a rendere immune la popolazione di riferimento”.

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