Contratti cooperative sociali: pochi adeguamenti in Umbria
L’Osservatorio Regionale Appalti ha evidenziato ritardi nell’adeguamento dei contratti delle cooperative sociali da parte della maggior parte dei Comuni umbri. A sette mesi dall’entrata in vigore del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), il monitoraggio ha mostrato che solo alcune amministrazioni hanno recepito i cambiamenti normativi, nonostante i costi aggiuntivi per le cooperative.
Il CCNL, in vigore dal 1 febbraio 2024, ha aumentato i salari dei lavoratori delle cooperative sociali, migliorando il loro potere d’acquisto. In Umbria, sono attive 280 cooperative che erogano servizi per un valore di 260 milioni di euro. Il settore impiega 9.500 lavoratori, tra cui 1.000 persone disabili o svantaggiate, e fornisce servizi a circa 80.000 cittadini. Il nuovo contratto ha comportato un aumento del costo del lavoro di 12 milioni di euro nel 2024, pari a un incremento del 5%, che potrebbe raggiungere il 15% negli anni successivi. Poiché circa il 90% dei ricavi delle cooperative proviene da contratti con enti pubblici come USL e Comuni, il mancato adeguamento rischia di compromettere la sostenibilità del welfare locale.
Durante una conferenza stampa tenutasi il 13 settembre 2024 a Perugia, l’Osservatorio, composto da rappresentanti di cooperative come Legacoop, Confcooperative, Agci e sindacati (tra cui Fp Cgil, Cisl, Uil), ha presentato i risultati del monitoraggio sul riconoscimento del valore della cooperazione sociale. Secondo il coordinatore dell’Osservatorio, Andrea Bernardoni, alcuni progressi sono stati fatti, come l’adeguamento delle tariffe dei servizi sociosanitari da parte della Regione Umbria e delle USL Umbria 1 e Umbria 2. Tuttavia, molti Comuni non hanno ancora adeguato i contratti, soprattutto quelli legati alle cooperative di inserimento lavorativo.
Monica Di Angelo, vice-coordinatrice dell’Osservatorio, ha sottolineato che la maggior parte dei Comuni umbri non ha ancora proceduto con l’adeguamento, o lo ha fatto in modo parziale e limitato. Ciò riguarda anche alcuni Comuni che hanno applicato adeguamenti solo su contratti specifici, lasciando scoperti settori importanti.
Di fronte a questa situazione, l’Osservatorio ha scritto ai sindaci di 12 Comuni capofila delle zone sociali umbre, chiedendo un incontro urgente per discutere i ritardi e garantire l’applicazione della Legge Regionale 2/2024. Questa legge, approvata all’unanimità dall’Assemblea legislativa umbra, punta a migliorare la qualità del lavoro nelle cooperative sociali e promuovere l’inclusione lavorativa delle persone disabili. Tra gli strumenti previsti dalla normativa, ci sono le procedure di gara riservate, come stabilito dal codice dei contratti pubblici.
L’Osservatorio ha citato come esempio positivo la recente gara pubblicata dall’Azienda USL Umbria 2, giudicata conforme ai principi della legge regionale. Nonostante alcuni progressi, l’applicazione della normativa resta disomogenea e l’Osservatorio invita le amministrazioni locali a intensificare gli sforzi per garantire il pieno adeguamento dei contratti.
Adeguamenti contratti nelle principali amministrazioni umbre
Regione Umbria
Adeguamento tariffe servizi sociosanitari: Effettuato (Dgr 465/2024)
Adeguamento tariffe servizi per minori: Non effettuato
Aziende USL
USL Umbria 1: Confronto in corso per adeguamento contratti
USL Umbria 2: Contratti adeguati per i servizi sociosanitari
Zone sociali
Zona 1 (Città di Castello): Parziali adeguamenti su alcuni servizi educativi
Zona 2 (Perugia): Non adeguato
Zona 3 (Assisi): Non adeguato
Zona 4 (Marsciano): Non adeguato
Zona 5 (Lago Trasimeno): Confronto in corso
Zona 6 (Norcia): Non adeguato
Zona 7 (Gubbio): Non adeguato
Zona 8 (Foligno): Non adeguato
Zona 9 (Spoleto): Parziali adeguamenti su alcuni servizi educativi
Zona 10 (Terni): Non adeguato
Zona 11 (Narni): Parziali adeguamenti su alcuni servizi educativi
Zona 12 (Orvieto): Parziali adeguamenti su alcuni servizi educativi
Il mancato adeguamento dei contratti in gran parte delle zone sociali umbre è un tema che resta al centro dell’attenzione dell’Osservatorio, il quale continuerà a monitorare la situazione per garantire che le cooperative sociali possano continuare a svolgere un ruolo essenziale nel welfare regionale.

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