Misure approvate a Perugia per rafforzare reti e aiuti
Tonnellate di cibo vengono sprecate ogni giorno mentre ci sono lavoratori che non riescono a garantire i bisogni primari alla propria famiglia. È su questa contraddizione evidente che si fonda l’azione approvata a Palazzo Cesaroni, con un indirizzo politico che punta a rafforzare in modo stabile le politiche regionali contro lo spreco alimentare.
Un intervento strutturale contro lo spreco
L’atto approvato mira a costruire un sistema più efficiente e coordinato, capace di trasformare le eccedenze alimentari in una risorsa concreta per le fasce più fragili della popolazione. Non si tratta di interventi episodici, ma di una strategia strutturale che coinvolge istituzioni, enti locali e realtà del Terzo Settore.
Il quadro sociale che impone una risposta
Ci troviamo di fronte ad un paradosso che non possiamo continuare ad accettare. Mentre tonnellate di cibo vengono sprecate ogni giorno, il Rapporto Caritas 2024 restituisce una fotografia che interroga le istituzioni nel profondo: quasi il 20% di chi si rivolge ai centri d’ascolto è rappresentato da lavoratori che, pur avendo un’occupazione, non riescono a garantire i bisogni primari alla propria famiglia.
Un dato che evidenzia una trasformazione profonda della povertà, sempre più legata alla precarietà lavorativa e alla perdita di potere d’acquisto. Il fenomeno dei cosiddetti “working poor” impone una revisione delle politiche sociali, orientandole non solo all’assistenza ma anche alla prevenzione e all’inclusione.
Norme e strumenti per una rete più efficace
Il provvedimento richiama esplicitamente il quadro normativo nazionale e regionale già esistente, a partire dalla legge n. 166 del 2016, nota come legge Gadda, fino alla normativa umbra del 2017. L’obiettivo è rafforzare la governance istituzionale e migliorare il coordinamento tra i diversi livelli amministrativi.
Particolare attenzione viene riservata al ruolo delle reti territoriali, chiamate a gestire il recupero e la redistribuzione delle eccedenze alimentari. Il sostegno a queste realtà diventa un pilastro fondamentale di un modello di welfare definito “generativo”, in grado di produrre valore sociale ed economico.
Dalla gestione dell’emergenza a una visione integrata
L’indirizzo approvato supera la logica degli interventi emergenziali, proponendo un approccio sistemico. Le istituzioni vengono sollecitate a mettere in campo strumenti duraturi, capaci di incidere nel tempo e di adattarsi alle nuove forme di disagio sociale.
Ridurre lo spreco alimentare assume così una doppia valenza: economica e sociale. Da un lato si ottimizzano le risorse disponibili, dall’altro si risponde in modo concreto alle esigenze delle famiglie in difficoltà.
Coesione sociale e sostenibilità ambientale
Il provvedimento lega in modo esplicito la lotta allo spreco alla tutela ambientale. Recuperare e riutilizzare il cibo significa anche ridurre l’impatto ambientale della filiera alimentare, contribuendo a un modello di sviluppo più sostenibile.
Allo stesso tempo, il rafforzamento delle reti di solidarietà rappresenta un elemento chiave per la coesione sociale. Trasformare l’eccedenza in risorsa e la fragilità in opportunità diventa l’obiettivo centrale di una politica regionale che punta a risposte concrete e durature.

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