Stanziamento in crescita del 3% rispetto al 2024
Le università umbre disporranno di maggiori risorse nel 2025. Il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), principale canale di sostegno pubblico agli atenei italiani, assegna complessivamente 161.942.977 euro agli istituti accademici della regione. La cifra rappresenta un incremento del 3% rispetto allo stanziamento dello scorso anno e segna una crescita del 17,45% rispetto al 2019, quando la somma destinata era pari a 137.886.776 euro.
Il decreto di riparto, firmato dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, distribuisce a livello nazionale oltre 9,4 miliardi di euro, 336 milioni in più rispetto al 2024. “Un Paese che crede nel futuro investe nell’Università e nella Ricerca, perché è questa la strada della crescita – ha commentato Bernini –. Possiamo essere orgogliosi di un percorso che difende le sue priorità: valorizzare i giovani, attirare talenti, accettare le sfide di un mondo in rapido cambiamento. Se cresce la nostra Università, cresce l’Italia”.
Nel dettaglio, l’Università degli Studi di Perugia riceverà 145.708.463 euro, pari a un aumento del 3% sul 2024. L’Università per Stranieri di Perugia otterrà invece 16.234.514 euro, con un incremento del 2,5%.
L’aumento dei fondi agli atenei umbri si inserisce in un quadro di potenziamento complessivo del sistema universitario italiano. Il FFO rappresenta infatti la voce di bilancio più rilevante per il funzionamento ordinario degli atenei e la copertura delle spese relative al personale docente e tecnico-amministrativo.
Secondo il Ministero, l’obiettivo principale rimane quello di rafforzare la competitività del sistema accademico nazionale e la capacità di attrarre studenti e ricercatori dall’Italia e dall’estero, in un contesto internazionale in continua evoluzione.
Per l’Umbria, regione che ospita due realtà universitarie storiche, il finanziamento aggiuntivo rappresenta un sostegno strategico non solo alla formazione ma anche alla ricerca e all’innovazione. Il consolidamento delle risorse, sottolineano gli addetti ai lavori, potrà incidere positivamente sullo sviluppo locale e sull’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

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