Una lettera “d’amore” di una studentessa al Giordano Bruno: Cara scuola…
Pubblichiamo una lettera scritta da Elisa Nicoletti, una studentessa del 5^AB, IIS Giordano Bruno, di Perugia, che ha scritto in occasione di un compito di italiano. Ecco il testo integrale.
Cara scuola,
mi ricordo ancora il giorno in cui sono venuta a fare il famoso “studente per un giorno” in questo edificio che mi sembrava tanto più grande di me, con molti professori e studenti che vedevo affannati nella loro frenetica ed impegnatissima mattinata.
Il mio fu un po’ un amore a prima vista, avevo visitato altre scuole ma nessuna aveva fatto scattare in me quella curiosità e quella voglia di apprendere cose nuove che mi hai fatto provare Tu.
E’ bastata una semplice mattinata passata fra i tuoi banchi per capire che eri quella giusta, quella che faceva per me, e non mi sbagliavo. Giorno dopo giorno mi sono affezionata sempre di più ai tuoi laboratori in cui all’inizio non sapevo bene come orientarmi ma poi, grazie agli insegnamenti dei professori, sono riuscita a capire come usare tutti quegli strumenti che mi facevano tanto brillare gli occhi.
Il nostro è sempre stato un rapporto amore/odio, certe volte mi sembrava di non essere alla tua altezza, altre volte mi sembrava invece di aver trovato il mio posto ideale, quello che faceva per me; ad oggi devo dire che anche se ho passato ore e ore sopra i libri piangendo e disperandomi tanto che mi facevi sembrare come Leopardi con il suo “studio matto e disperatissimo”, so che rifarei questa scelta altri miliardi di volte.
Mi hai fatto imparare cose nuove che partono dallo studio dell’anatomia, della biologia, della chimica organica e arrivano allo studio delle nuove formule matematiche, della chimica in lingua inglese e degli autori e dei poeti che abbiamo analizzati partendo dai loro testi per ricostruire il loro modo di pensare, cercando quindi di capire cosa ci volevano trasmettere, quale il loro, messaggio, le loro scelte stilistiche e soprattutto i loro sentimenti.
Tutto questo ha contribuito alla mia crescita personale e, indubbiamente, culturale, è come se mi avessi guidato verso una strada che so di voler intraprendere a tutti i costi una volta preso il tuo tanto atteso e bramato diploma; questa strada è quella della medicina, ora infatti so che “da grande” vorrò fare il medico legale e spero con tutta me stessa di poterci riuscire.
Purtroppo da quel fatidico 4 marzo ci hanno separate, privandomi di poterti vedere e quindi di crescere ed imparare con i tuoi infiniti insegnamenti. E chi se lo sarebbe mai aspettato? Io no di certo, l’avevo presa come uno scherzo, un gioco, un qualcosa che comunque era destinato a finire prima o poi e pensavo che sarei tornata molto presto a studiare sui tuoi banchi. In fin dei conti è così che doveva andare, ma grazie a quest’esperienza ho capito il vero valore che assumi nelle nostre vite; spesso infatti ti sminuiamo e ti malediciamo ma la verità è che sei indispensabile.
Ti devo ringraziare anche perché mi hai fatto conoscere persone che rimarranno sempre dentro di me e che mi hanno aiutato spesso in questo lungo viaggio;mi hai mostrato anche che ci sono professori di tutti i tipi, dai più severi ai più comprensivi, da quelli che sembravano fregarsene del loro lavoro a quelli che amavano immensamente ciò che facevano e quindi trasmettevano passione proprio questi mi hanno fatto amare anche le materie che mi sembravano banali e noiose.
Ma questo è il bello, questa è la parte più emozionante del percorso; è in questo momento che posso mostrare veramente quello che tu mi hai dato e le conoscenze che ho acquisito. Spero vivamente di non deludere né te né i miei insegnanti che hanno fatto molto per me/noi soprattutto in questo momento. Una cosa è certa, ce la metterò tutta per riuscire a raggiungere il mio obiettivo finale.
Per finire voglio rassicurarti dicendoti che anche se avrò finito il mio percorso sicuramente verrò a salutare sia te che i miei ex professori, quindi quello tra di noi sarà solamente un arrivederci e non un addio.
Elisa Nicoletti, 5^AB, IIS Giordano Bruno, PG.


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