Scuola, i docenti replicano ai sindacati: disagi reali

Scuola, i docenti replicano ai sindacati: disagi reali
foto manifestazione studenti, ph. tommyB

Scuola, i docenti replicano ai sindacati: disagi reali

Insegnanti di tre istituti scolastici del Perugino rompono il silenzio e rispondono con fermezza alle recenti dichiarazioni delle sigle sindacali e dell’assessore regionale all’Istruzione. I docenti del liceo Galeazzo Alessi di Perugia, dell’Istituto comprensivo Perugia 12 di Ponte San Giovanni e della scuola secondaria Cocchi-Aosta di Todi contestano le versioni ufficiali e ribadiscono la realtà di disagi quotidiani vissuti all’interno delle scuole.

La loro posizione, scrive oggi Egle Priolo su Il Messaggero,  è espressa in una lunga lettera firmata da un gruppo di dipendenti scolastici che si dicono testimoni diretti delle criticità. Il documento nasce in risposta alle affermazioni pubbliche dei sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals Confals e Dirigentiscuola, che avevano invitato a evitare la “spettacolarizzazione” della scuola e avevano esortato a maggiore responsabilità, mentre l’assessore Fabio Barcaioli aveva negato l’esistenza di una crisi scolastica strutturale in Umbria.

Secondo i docenti, queste affermazioni non riflettono il vissuto quotidiano all’interno degli istituti e non tengono conto delle difficoltà reali che insegnanti, studenti e personale devono affrontare. “Viviamo ogni giorno nei corridoi e nelle aule i problemi di gestione, organizzazione e convivenza che condizionano l’ambiente scolastico”, affermano nella nota. Per i firmatari, la loro presa di posizione nasce dalla necessità di restituire una rappresentazione autentica della situazione e non ha alcuna finalità politica.

Nel dettaglio, gli insegnanti difendono la legittimità delle segnalazioni di disagio che, negli ultimi mesi, hanno generato proteste, calo delle iscrizioni e trasferimenti di massa. Episodi emblematici sono stati quelli del liceo Alessi, divenuto caso nazionale dopo l’intervento del ministro Valditara, e dell’Istituto comprensivo Perugia 12, per il quale è in corso una mobilitazione cittadina culminata in una petizione rivolta all’Ufficio scolastico regionale. Anche la scuola Cocchi-Aosta è stata teatro di forti tensioni, con genitori e alunni coinvolti in un acceso confronto pubblico.

Nel loro intervento, i docenti sottolineano come tra i lavoratori che hanno denunciato le criticità vi siano anche iscritti ai sindacati che oggi prendono le distanze dalle proteste. Un passaggio che viene interpretato come contraddittorio. “Non è in discussione la professionalità di tanti dirigenti scolastici – chiariscono – ma è altrettanto necessario riconoscere che in determinati contesti i problemi esistono e non possono essere liquidati come percezioni alterate o amplificate”.

La lettera si sofferma anche sul ruolo dell’assessore Barcaioli, contestando l’interpretazione secondo cui la scuola umbra non sarebbe in crisi. “Rigettiamo con decisione la narrazione secondo cui tutto funzionerebbe – spiegano – perché essa offende l’impegno di chi ogni giorno si confronta con realtà complesse e non sempre supportate adeguatamente dalle istituzioni”.

Al centro della riflessione, i docenti pongono il diritto allo studio, che a loro avviso deve restare prioritario rispetto a qualunque polemica politica o sindacale. “Il nostro compito – si legge ancora – è garantire un ambiente di apprendimento sereno, sicuro e formativo per gli studenti. Per farlo servono ascolto, risorse e una visione condivisa. Non bastano dichiarazioni d’intenti”.

Nessun attacco personale, precisano i firmatari, ma una presa di posizione civile e costruttiva che nasce da un senso di responsabilità nei confronti degli alunni. “Non intendiamo alimentare scontri – affermano – ma riportare l’attenzione sulla realtà quotidiana che, se ignorata, rischia di compromettere la qualità dell’istruzione”.

Infine, viene rilanciato un appello alla collaborazione tra tutte le componenti del sistema scolastico, comprese le istituzioni regionali e i sindacati, affinché si possa lavorare in modo sinergico alla risoluzione dei problemi. “Non è con i comunicati polemici – conclude la lettera – che si tutela la scuola, ma con azioni concrete e rispetto per la verità dei fatti”.

Mentre l’Ufficio scolastico regionale, guidato da Sergio Repetto, è atteso da un confronto con i firmatari della petizione per la scuola di Ponte San Giovanni, il clima rimane teso. La scuola umbra appare oggi al centro di un dibattito acceso che coinvolge dirigenti, docenti, famiglie e istituzioni, con al centro una domanda precisa: chi ascolta davvero la voce di chi ogni giorno lavora nelle aule?

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