Precari esclusi da abilitazioni e assunzioni: l’allarme

Precari esclusi da abilitazioni e assunzioni: l’allarme

Barros sollecita Sasso e Bucalo: servono risposte urgenti

Precari esclusi – Persistono gravi ostacoli all’inclusione lavorativa per centinaia di docenti precari, in particolare quelli con titolo di studio conseguito all’estero. A denunciarlo è la prof.ssa Yessenia Barros, docente e attivista per i diritti del personale scolastico, che ha indirizzato una nota formale agli Onorevoli Rossano Sasso e Carmela Bucalo, chiedendo interventi urgenti da parte del Governo.

Nel documento, Barros evidenzia tre criticità principali che penalizzano i professionisti del settore e avanza proposte operative per superarle. La prima riguarda l’accesso ai percorsi abilitanti, regolati dal DPCM del 4 agosto 2023: molti docenti con titolo estero restano esclusi se non hanno ancora ricevuto il riconoscimento del titolo, anche se la procedura è in fase avanzata. Si propone l’iscrizione con riserva, consentendo la frequenza fin dalla prima edizione del percorso.

Un secondo nodo critico è l’esclusione dalla “call veloce” per l’immissione in ruolo, disciplinata dal D.Lgs. 59/2017. Nonostante l’esperienza già maturata nelle scuole italiane, i docenti con titolo estero sono ancora tagliati fuori, compromettendo la continuità didattica e la valorizzazione delle competenze acquisite. Barros chiede la possibilità di partecipare con riserva, completando la regolarizzazione del titolo dopo il percorso Indire.

Infine, si segnala il blocco informatico nella procedura per la scelta delle 150 scuole nelle GPS di sostegno, a danno dei docenti di prima fascia con titolo estero. Una disfunzione che, secondo la docente, può essere superata tramite un intervento tecnico a livello centrale, che consenta l’inserimento immediato nella piattaforma.

Barros definisce questo momento cruciale per correggere distorsioni sistemiche, sottolineando come il centrodestra al governo abbia l’opportunità concreta di distinguersi rispetto alle gestioni precedenti, spesso accusate di immobilismo. A Sasso, ex docente e attuale parlamentare, ricorda l’urgenza di dare risposte tangibili ai lavoratori precari della scuola, da troppo tempo esclusi dai processi di stabilizzazione.

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