Nuova lettera genitori studenti Liceo Classico e Musicale «A.Mariotti»
Una nuova lettera dei genitori degli studenti del Liceo Classico e Musicale «A.Mariotti» per contestare l’introduzione di una sesta ora per le classi del triennio. Riceviamo e pubblichiamo dalla professoressa, Antonella Valoroso.
L’organizzazione del tempo scuola di studenti e studentesse del Liceo Classico e Musicale «A.Mariotti», dopo le accese discussioni di inizio 2024, sembrava essersi conclusa con la delibera del Consiglio d’Istituto dello scorso 12 gennaio secondo la quale si stabiliva, per l’anno scolastico 2024/25, di «adottare, in via sperimentale, l’articolazione didattica su cinque giorni settimanali per le classi del ginnasio e per la prima e seconda musicale, lasciando invece momentaneamente invariata l’articolazione didattica su 6 giorni per i licei e per l’ultimo triennio del Musicale» ( https://www.liceomariotti.edu.it/wp- content/uploads/AllegatiAttiAlboPretorio/Verbale_5_Consiglio-Istituto- del_12.01.2024.pdf ).
Lo scorso venerdì 20 settembre studenti e famiglie hanno invece appreso con sorpresa, e un certo disappunto, che anche l’orario delle classi del triennio sarebbe stato modificato aggiungendo una sesta ora infrasettimanale per ridurre da cinque a quattro ore la giornata scolastica del sabato.
La raccolta firme tra i genitori del classico contrari all’iniziativa, rilanciata anche tra le classi del musicale, è partita immediatamente.
Questo il testo della lettera, sottoscritta durante il fine-settimana da 143 genitori, che è stata inviata ieri alla D.S. del Liceo «A.Mariotti» dott.ssa F. Gobbi:
Alla Dirigente del Liceo Classico e Musicale “A. Mariotti” Dott.ssa Francesca Gobbi
OGGETTO: ORARIO SCOLASTICO DEL SABATO AL TRIENNIO
Si è appresa, tramite la pubblicazione dell’orario scolastico provvisorio, la riduzione da 5 a 4 ore dell’orario del sabato, con la conseguente aggiunta di una sesta ora in un altro giorno infrasettimanale.
Si ritiene che una tale modifica, che incide in maniera sostanziale nell’organizzazione scolastica e personale degli studenti, andasse prima proposta, discussa o quanto meno comunicata alle famiglie, spiegandone le ragioni.
Oltre ad evidenziare un approccio metodologico poco incline all’ascolto di tutte le componenti della comunità scolastica – e la perplessità trascende il caso contingente – , si fatica nello specifico ad individuare motivazioni didattiche e più in generale formative che abbiano portato al cambiamento dell’orario.
Se si era deciso di mantenere al triennio la settimana lunga affinché i ragazzi non fossero gravati di un eccessivo carico di lavoro su cinque giorni, che andrebbe a discapito del loro apprendimento e del loro benessere, non si comprende ora quale logica abbia determinato la recente modifica. Si teme che essa sia un ulteriore passo verso l’estensione della settimana corta a tutte le classi. Si rinnova a tale proposito la contrarietà di molte famiglie, espressa e argomentata nel precedente anno scolastico.
Si auspica che davvero la crescita culturale e umana dei ragazzi e il loro benessere siano al centro dell’organizzazione scolastica e che questa tenga conto delle specificità di ogni indirizzo e non prescinda da un reale ascolto delle esigenze degli studenti e di chi ha a cuore la loro formazione. Si chiede pertanto di ripristinare il precedente orario scolastico del sabato, rassicurando in prospettiva relativamente al mantenimento della settimana lunga al triennio.
Nel frattempo con una circolare pubblicata nella giornata di ieri, i rappresentanti degli studenti sono stati convocati dalla D.S. in Aula Magna mercoledì 25 alle 10:15 per «un confronto in merito all’orario scolastico». Sarebbe stato forse più opportuno convocare i rappresentanti della comunità scolastica prima, e non dopo aver introdotto il cambiamento.
Si spera tuttavia che questo primo momento di confronto possa essere l’inizio di un dialogo costruttivo. Intanto, vale la pena sottolineare che il sistema di trasporto urbano garantisce di sabato lo stesso servizio che c’è negli altri giorni della settimana, quindi non si comprende quale sarebbe il motivo del cambiamento di orario. Auspicabilmente l’incontro di domani potrà chiarire anche questo punto.

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