Lettura Ad Alta Voce: Oltre 900 Docenti Umbri in Formazione
La Rete Regionale di Lettura Ad Alta Voce, un progetto di formazione che coinvolge oltre 900 insegnanti umbri, continua a crescere. Dopo i primi due incontri a Spoleto e Perugia, che hanno visto la partecipazione di circa 300 docenti, il ciclo di incontri prosegue a Terni, Umbertide e Orvieto. Questa iniziativa è organizzata da un network di 60 scuole dell’Umbria, che adottano la metodologia proposta dal professor Federico Batini.
Il progetto, promosso dall’Itet Aldo Capitini di Perugia, coinvolge direzioni didattiche, istituti comprensivi e scuole secondarie di primo e secondo grado della regione. Dopo i primi due eventi a Spoleto e Perugia, la Rete ha organizzato altri tre incontri rivolti a docenti, dirigenti scolastici, bibliotecari e educatori che collaborano con le scuole.
Questi seminari sono tenuti da Federico Batini, docente dell’Università degli studi di Perugia, ideatore del metodo e responsabile scientifico della Rete, e da Martina Evangelista dell’associazione Nausika. Con questa metodologia, le scuole aderenti intendono promuovere l’utilizzo sistematico e trasversale della lettura ad alta voce condivisa, da inserire nella didattica di ogni ordine e grado di scuola.
L’obiettivo è favorire lo sviluppo e il potenziamento di tutte le abilità funzionali al successo scolastico, la partecipazione e il successo formativo, ridurre la dispersione e costruire un clima relazionale positivo e improntato al reciproco riconoscimento. In questo contesto di digitalizzazione e frenesia tecnologica, è importante riscoprire il valore della lettura come nutrimento dell’anima.
Esperienze e ricerche dimostrano che il metodo, se correttamente utilizzato, offre importanti risposte in termini equitativi e motivazionali, cognitivi, di comprensione e relazionali. Non a caso in molte delle 60 scuole della Rete, la metodologia già era stata introdotta. Leggere, quindi, significa stabilire una relazione coinvolgendo tatto, vista e udito.
Come ricorda Federico Batini: «“Il momento migliore per piantare un albero era 20 anni fa, il secondo momento migliore è adesso”. Guardiamo alle studentesse e agli studenti ora, pensando a dare loro gli strumenti necessari ad essere, un domani, adulti competenti».

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