Invalsi 2022, allievi dell’Umbria ottengono quasi sempre risultati sopra alla media

Invalsi 2022, allievi dell'Umbria ottengono quasi sempre risultati sopra alla media

Invalsi 2022, allievi dell’Umbria ottengono quasi sempre risultati sopra alla media

Gli esiti delle prove 2022 confermano l’arresto del calo dei risultati osservati nella scuola secondaria nel 2021 rispetto al 2019 in seguito alla pandemia. E’ quanto emerge dal Rapporto Invalsi 2022 presentato oggi presso l’Università ‘La Sapienza’. I risultati della scuola primaria sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto al 2019, anche se con alcune piccole flessioni in determinati territori. Infine si osserva un certo miglioramento negli esiti delle prove d’Inglese, soprattutto nella comprensione dell’ascolto (Listening), confermandosi la tendenza positiva già riscontrata nel 2021.

I divari tra regioni del Paese rimangono molto rilevanti e in alcuni casi (Calabria e Sicilia) già a partire dalla scuola primaria. Infine si riscontrano differenze considerevoli tra indirizzi di studio nella scuola secondaria di secondo grado, continua il rapporto, ampiamente al di là di quanto ci si potrebbe attendere, soprattutto considerando che le prove Invalsi rilevano apprendimenti di base che, almeno negli aspetti essenziali, dovrebbero essere garantiti a tutti e a ciascuno.

Nelle regioni meridionali di Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna c’è un maggior numero di allievi con livelli di risultato molto bassi, che si attesta attorno al 50% della popolazione scolastica in Italiano, al 55-60% in Matematica, il 35-40% in Inglese-reading e il 55-60% in Inglese-listening. E’ quanto emerge dal rapporto Invalsi 2022 presentato oggi all’università ‘La Sapienza’ di Roma. Il rapporto evidenzia che in tutte le materie le perdite maggiori di apprendimento si registrano tra gli allievi che provengono da contesti socio-economico-culturali più sfavorevoli.

I divari territoriali, sottolinea ancora Invalsi, alle scuole medie non migliorano rispetto alle rilevazioni precedenti e rimangono molto ampi. Emergono infine forti evidenze di disuguaglianza educativa nelle regioni del Mezzogiorno sia in termini di diversa capacità della scuola di attenuare l’effetto delle differenze socio-economico-culturali sia in termini di differenze tra scuole e, soprattutto, tra classi.

In particolare, i ricercatori di Invalsi sottolineano che gli allievi dell’Umbria e della Valle d’Aosta conseguono quasi sempre risultati significativamente sopra alla media. Con la sola eccezione della prova di matematica di II primaria, la Sicilia consegue invece risultati significativamente al di sotto della media. E lo svantaggio che si riscontra negli esiti della Calabria in tutti i gradi della scuola secondaria (medie e superiori) diviene significativo già a partire dai risultati della V primaria. Sono buoni i risultati d” inglese degli allievi della scuola primaria italiana: il 94% (+2 punti rispetto al 2018) degli allievi raggiunge il prescritto livello A1 del Qcer nella prova di lettura (reading), mentre nella prova di ascolto (listening) è l” 85% degli allievi (+6 punti rispetto al 2018) a raggiungere il prescritto livello A1 del Qcer. Al Nord e al Centro gli allievi che raggiungono il livello A1 di reading sono circa il 95-96%, mentre al Sud circa il 92%. Per il listening, invece, gli allievi che si collocano al livello A1 sono circa l” 85-90% al Nord e al Centro, mentre circa il 75% al Sud. Diminuisce la differenza tra scuole in tutta Italia, anche se in italiano, in inglese e ancora di più in matematica si riscontra una differenza dei risultati tra scuole e tra classi più accentuata nelle regioni meridionali. Ciò significa – osservano i ricercatori di Invalsi – che la scuola primaria nel Mezzogiorno fatica maggiormente a garantire uguali opportunità a tutti, con evidenti effetti negativi sui gradi scolastici successivi.

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