Educazione affettiva, coinvolti oltre 1.800 studenti umbri

Educazione affettiva, coinvolti oltre 1.800 studenti umbri

Successo per Vince l’amore: tutte le scuole chiedono il bis

Si è conclusa con un’ampia partecipazione l’edizione 2025-2026 di “Vince l’amore: educare alle emozioni”, il progetto promosso in Umbria per diffondere tra i giovani la cultura del rispetto, della consapevolezza emotiva e della prevenzione della violenza di genere. I risultati dell’iniziativa sono stati presentati a Perugia, nella sede del Centro per le Pari Opportunità della Regione Umbria, alla presenza dell’assessore regionale all’Istruzione, Welfare e Politiche giovanili Fabio Barcaioli e della presidente del Centro per le Pari Opportunità Federica Moretti.

I numeri confermano una partecipazione particolarmente significativa. Hanno aderito al progetto 70 scuole secondarie di primo e secondo grado distribuite sull’intero territorio regionale, coinvolgendo almeno 1.872 studentesse e studenti. Un dato che gli organizzatori sottolineano con soddisfazione riguarda l’assenza di opposizioni da parte delle famiglie: nessun genitore ha infatti negato il consenso alla partecipazione alle attività proposte.

Il percorso educativo è stato articolato attraverso diversi moduli formativi affidati a professioniste specializzate. Tra le attività maggiormente richieste figurano gli incontri realizzati in collaborazione con i consultori territoriali, attivati in 40 plessi scolastici, i laboratori dedicati all’educazione emotiva che hanno interessato 55 sedi scolastiche e gli approfondimenti sulla prevenzione della violenza di genere sviluppati in 41 istituti.

Dall’analisi conclusiva emerge un risultato considerato particolarmente rilevante dagli organizzatori: tutti gli istituti che hanno partecipato al progetto hanno manifestato l’intenzione di aderire nuovamente all’edizione 2026-2027. Un consenso unanime che conferma il gradimento dell’iniziativa sia da parte delle scuole sia degli studenti coinvolti.

Commentando gli esiti del progetto, l’assessore Fabio Barcaioli ha richiamato le evidenze scientifiche che attribuiscono all’educazione affettiva un ruolo importante nella prevenzione di fenomeni sociali e sanitari complessi. Secondo l’assessore, il percorso promosso dalla Regione Umbria si è fondato sui principi dell’ascolto, della prevenzione e della consapevolezza, ottenendo una risposta molto positiva da parte della comunità scolastica.

Barcaioli ha inoltre espresso preoccupazione per le recenti disposizioni nazionali che intervengono sui percorsi di educazione sessuale nelle scuole, sostenendo che tali misure rischiano di limitare il ruolo dell’istituzione scolastica come luogo universale di formazione e crescita. A suo giudizio, l’accesso a percorsi educativi di questo tipo dovrebbe essere garantito in maniera uniforme a tutti gli studenti.

Anche la presidente del Centro per le Pari Opportunità, Federica Moretti, ha evidenziato il valore preventivo dell’iniziativa, sottolineando come il contrasto alla violenza contro le donne debba partire dall’educazione e dalla diffusione di una cultura fondata sul rispetto reciproco. Secondo Moretti, il progetto ha consentito di fornire ai giovani strumenti utili per comprendere il valore del consenso, della libertà personale e della costruzione di relazioni equilibrate e rispettose.

Alla base del progetto vi è una rete di collaborazione che ha coinvolto numerose istituzioni regionali. Hanno partecipato la Direzione Salute e Welfare della Regione Umbria, il Centro per le Pari Opportunità, l’Ufficio Scolastico Regionale, l’USL Umbria 1 nel ruolo di azienda capofila attraverso il Centro Unico di Formazione, l’USL Umbria 2, i consultori territoriali e i Centri antiviolenza presenti nella regione.

I riscontri raccolti da docenti e studenti hanno già orientato la programmazione futura. Per le prossime edizioni si punta ad anticipare l’avvio delle attività all’inizio dell’anno scolastico e ad ampliare ulteriormente il coinvolgimento delle famiglie, con l’obiettivo di rafforzare il messaggio educativo anche al di fuori delle aule e favorire una diffusione più ampia della cultura del rispetto e delle pari opportunità all’interno della comunità umbra.

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