Perugia Pedala attacca Ferdinandi: «Promesse ferme al palo»
Un anno dopo le elezioni amministrative che hanno portato Vittoria Ferdinandi alla guida del Comune di Perugia, l’associazione «Fiab Perugia Pedala» rompe il silenzio e lancia un ultimatum diretto all’amministrazione. A parlare è il presidente Paolo Festi, figura di riferimento anche del gruppo Facebook «Perugia Sosta Selvaggia», che raccoglie da tempo segnalazioni e fotografie delle irregolarità più diffuse.
Il messaggio, dai toni duri e senza giri di parole, prende di mira la gestione del fenomeno della sosta selvaggia, denunciando – come scrive M.N. su La Nazione – l’assenza di un cambiamento tangibile nonostante le promesse contenute nel programma elettorale. «La nostra pazienza è finita» scrive Festi, rimarcando come i segnali finora arrivati dal Comune si riducano a qualche multa in più e a pochi dissuasori installati qua e là, senza una visione strutturale né una campagna comunicativa forte che mostri reale determinazione.
L’associazione, che nelle amministrative del 2024 aveva apertamente sostenuto la coalizione guidata da Ferdinandi, ricorda di aver presentato proposte concrete fin dal primo giorno di mandato. Ora chiede una risposta chiara: «Il Comune deve dire se vuole davvero contrastare la sosta selvaggia o se ha scelto di ignorarla».
Tra le soluzioni indicate da Festi vi è innanzitutto il ripristino della Ztl, giudicato strumento essenziale per ridurre il numero di veicoli che accedono in centro storico. La richiesta è accompagnata dall’esigenza di nuovi dissuasori, soprattutto nelle aree dove la sosta abusiva è diventata pratica abituale, come in piazza del Circo e in via Pellini. Proprio qui, dove si stanno rifacendo i marciapiedi, l’associazione chiede garanzie: «Saranno installati paletti di protezione oppure tutto tornerà come prima, trasformandosi in un parcheggio informale dopo poche settimane?».
Il presidente sottolinea anche la necessità di incentivare forme di mobilità alternative all’auto privata: camminare, andare in bicicletta o utilizzare il trasporto pubblico locale. «Bisogna rendere queste scelte non solo possibili, ma anche più comode e vantaggiose rispetto all’uso dell’automobile» ribadisce.
Altro punto cruciale, secondo l’associazione, riguarda i controlli della polizia municipale. Festi chiede una presenza più capillare su tutte le strade comunali, non limitata al solo centro, con particolare attenzione alle zone dove la sosta irregolare è ormai una consuetudine nota e documentata anche dalle segnalazioni dei cittadini. «Magari – aggiunge – potrebbero consultare la nostra pagina Facebook, che raccoglie quotidianamente esempi di violazioni».
Il tono dell’intervento lascia trasparire una delusione profonda rispetto alle aspettative di cambiamento generate dall’insediamento della nuova amministrazione. «È trascorso un anno, ne restano ancora quattro prima della fine del mandato – osserva Festi –. C’è il tempo per imprimere una svolta, ma non si possono più rimandare decisioni concrete».
Il documento diffuso da «Perugia Pedala» assume quindi i tratti di un vero e proprio ultimatum politico: da una parte la disponibilità a collaborare e a fornire contributi, dall’altra l’avvertimento che la fiducia si sta esaurendo.
La questione della sosta selvaggia, divenuta negli anni uno dei problemi più discussi della viabilità cittadina, viene posta dall’associazione come banco di prova della volontà amministrativa di affrontare con serietà la mobilità urbana. La richiesta finale è esplicita: «Serve un impegno forte, visibile e costante, altrimenti il rischio è che la città resti ostaggio del disordine».
Con questo richiamo diretto e perentorio, la voce dei ciclisti e dei cittadini che si battono per una mobilità sostenibile torna al centro del dibattito pubblico, chiedendo che le promesse non restino parole ma diventino finalmente azioni tangibili.

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