Referendum: avvocati umbri spingono per separare carriere

Referendum: avvocati umbri spingono per separare carriere

Camere Penali unite per autonomia e terzietà dei giudici

Le Camere Penali dell’Umbria hanno avviato una mobilitazione compatta a sostegno del referendum costituzionale che propone la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Da Perugia a Spoleto, fino a Terni, gli avvocati penalisti ribadiscono che la riforma non è una battaglia corporativa, ma un passo di civiltà giuridica volto a rafforzare l’autonomia della magistratura e la credibilità del sistema giudiziario.

Il comitato distrettuale, guidato dall’avvocato Pietro Gigliotti, ha definito la scelta “trasversale e democratica”, sottolineando come la terzietà del giudice sia ancora un tassello mancante del giusto processo. La riforma, proposta dall’Unione Camere Penali già nel 2017, viene presentata come completamento della revisione avviata nel 1988, quando il codice di procedura penale introdusse nuove garanzie senza però risolvere il nodo della terzietà.

A Terni, la manifestazione “129 piazze per il Sì” ha visto la Camera Penale impegnata in Piazza Europa con un banchetto informativo rivolto ai cittadini. A Spoleto, la vicepresidente Francesca Pepperosa ha rimarcato che la campagna è indirizzata alla società civile e non agli addetti ai lavori. A Perugia, il presidente della Camera Penale ha ribadito che la separazione delle carriere non significa subordinare il pubblico ministero al potere politico, ma garantire un giudice realmente indipendente.

Gli avvocati umbri evidenziano come oggi il processo si celebri davanti a un giudice che è collega del pubblico ministero, con la difesa relegata a un ruolo marginale. La riforma punta a riequilibrare le parti, eliminando il fenomeno del correntismo e restituendo fiducia ai cittadini.

La consultazione referendaria è prevista per i primi mesi di marzo, e le Camere Penali umbre si dichiarano pronte a sostenere la campagna fino al voto. “Non è una riforma per gli avvocati – ha sottolineato Francesca Carcascio da Terni – ma per i cittadini, perché un processo equo è la base di una democrazia credibile”.

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