Posti letto terapie intensive, persi 7 mesi di tempo così i gruppi di minoranza

 
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Covid, 10 proposte da minoranza per affrontare emergenza

Posti letto terapie intensive, persi 7 mesi di tempo così i gruppi di minoranza

“La governatrice Tesei è stata smentita dal commissario Arcuri sulla mancata realizzazione delle terapie intensive in Umbria e sul clamoroso ritardo nell’adeguamento della rete ospedaliera. La conferenza stampa del commissario Arcuri ha chiarito definitivamente lo scaricabarile che a livello locale, Lega e Fratelli d’Italia, stanno facendo verso il Governo”. Così i consiglieri di Minoranza: Tommaso Bori, Michele Bettarelli, Simona Meloni, Fabio Paparelli, Donatella Porzi-PD, Vincenzo Bianconi-Misto, Thomas De Luca-M5S i quali ritengono che questo “scaricabarile” sia utile soltanto a “nascondere l’inadeguatezza sconcertante di una maggioranza che a confronto con le altre regioni è riuscita a fare meno e peggio di tutti”.

“La maggioranza – sostengono i consiglieri di minoranza – ha avuto sette mesi per implementare i posti di terapia intensiva e adeguarsi al piano per il potenziamento della rete ospedaliera e ha perso tempo correndo dietro agli ospedali da campo e scaricando le sue responsabilità sul Governo nazionale. Oggi le strutture sanitarie sono al collasso, non vi sono più posti letto per nessun tipo di patologia, non solo Covid. La conferenza stampa del commissario Arcuri ha fatto definitivamente chiarezza sulle fake news della Lega sul piano di rafforzamento degli ospedali. Il comma 14 dell’articolo 2 del Decreto Rilancio dispone infatti chiaramente che già da maggio la Regione avrebbe potuto realizzare i piani di adeguamento della rete ospedaliera utilizzando sin da subito i 25 milioni messi a disposizione dal Governo. L’Umbria – sottolineano – avrebbe potuto utilizzare sin da subito quella cifra senza aspettare i bandi commissariali che costituiscono oggi un ulteriore strumento a supporto soprattutto di tutte quelle regioni, come l’Umbria, che non hanno chiesto la delega commissariale”.

“Si tratta di soldi – aggiungono i rappresentanti di PD, M5S e gruppo Misto – che la Regione poteva spendere subito per adeguare gli ospedali con copertura totale a rendicontazione. Ma la notizia più clamorosa emersa dalla conferenza stampa di ieri riguarda proprio il piano di attuazione della rete ospedaliera che illustra come l’Umbria intendeva spendere quei soldi, a disposizione già da maggio, e con quali tempistiche. Il piano per la riorganizzazione definito dalla Regione – spiegano – avrebbe avuto tempi d’attuazione di ben oltre 2 anni. Ciò significa che nelle intenzioni della Giunta regionale l’aumento strutturale delle terapie intensive sarebbe entrato a regime solo nel 2023. Basta incompetenza, arroganza e indisponibilità al dialogo. Siamo a un passo dalla catastrofe. E’ ora di rimboccarsi le maniche e la Tesei – concludono – sia la Presidente di tutti gli umbri, non solo una militante di partito”.

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