Disturbi del neurosviluppo e legge Adhd, un plauso alla Commissione regionale

Disturbi del neurosviluppo e legge Adhd, plauso a Commissione regionale

Disturbi del neurosviluppo e legge Adhd, un plauso alla Commissione regionale

Un plauso alla Commissione regionale e ai firmatari sia della legge “bipartisan” che vuole comprendere tutti i disturbi del neurosviluppo (Solinas-Mdp, Rometti-Socialisti, Squarta-FDI e Ricci-mistoRP-IC), sia della proposta originaria riguardante il solo Adhd (deficit di attenzione e iperattività), unico a non poter contare su alcuna legge nazionale né su linee guida ministeriali (iniziativa dei consiglieri Leonelli e Casciari-PD). Ma anche molti rilievi riguardanti le carenze, finanziarie, di personale e programmatiche, e sulla tardiva partecipazione al disegno di legge, avvenuta a testo già scritto: è quanto emerso dall’audizione di ieri con le associazioni dei familiari e i medici dei servizi già in funzione sul tema del neurosviluppo. Dopo l’audizione, la Commissione sanità e servizi sociali ha ascoltato il direttore generale della Sanità umbra, Walter ORLANDI, il quale ha spiegato, tra le altre cose, che uno degli obiettivi principali del prossimo Piano sanitario è l’intervento sull’area materno-infantile, “dove si cercherà di dare la risposta più omogenea possibile su tutto il territorio regionale”.

“É una prima risposta organizzativa e strutturale a tutti i disturbi neurologici in maniera equa, poiché il legislatore deve tenere conto di tutte le problematiche – ha detto il presidente della commissione Attilio Solinas – per questo abbiamo ampliato la già valida proposta relativa all’Adhd. Oggi abbiamo recepito critiche e richieste di integrazione, nonché il grido d’allarme venuto dagli operatori del settore, che hanno evidenziato carenze funzionali di organico e inadeguatezza delle sedi per la ricettività. La sanità umbra non è al passo coi tempi in questa materia, i numeri sono esplosi, abbiamo migliaia di ragazzi e adulti con questi problemi e mancano provvedimenti adeguati, quindi occorre ridefinire l’organizzazione assistenziale, implementare gli organici, formare insegnanti di sostegno.

Dobbiamo costruire una legge che contenga queste cose e metta in campo dei servizi pubblici per aiutare le famiglie in difficoltà non solo per i disturbi dei figli ma anche per le spese ingenti che devono sostenere. Il disegno di legge prevede una consulta regionale che sarà aperta a famiglie, associazioni e operatori di settore e un Comitato tecnico scientifico che supporti le attività da mettere in campo, a cominciare da prevenzione e diagnosi precoce. Prevista la possibilità di inserimento in strutture di tipo residenziale per le problematiche più gravi, anche nei casi di Adhd”.

MOLTI DEGLI INTERVENUTI (Dimensione autismo, Liberi di, Simpia, Anfas, Aidaiper, Aladino, Aurap, Osservatorio regionale disabilità, Dis e dintorni, Azienda ospedaliera di Terni, Centro regionale Adhd, Dipartimento salute mentale) hanno rimarcato la difficoltà delle famiglie che sostengono spese ingenti per i farmaci perché quelli generici non hanno effetto, le difficoltà di inserimento dei propri figli senza l’ausilio di strutture adeguate e la loro “sparizione” dall’assistenza sanitaria dopo il compimento dei 14 anni (finiscono nei centri di salute mentale) e le carenze di un organico fatto da professionisti seri ma non in grado di prendere in carico l’enorme numero di situazioni che coinvolge i disturbi del neurosviluppo. Chiesta la presa in carico dei giovani con disturbi secondo progetti individualizzati, per rispondere al meglio ai bisogni diversissimi che la casistica propone. Necessario supplire alla mancanza di strutture per i ricoveri e evitare che i bambini finiscano insieme agli adulti.

Criticità che sono state tutte confermate dagli operatori del settore, che hanno voluto evidenziare come una legge che voglia dare risposte efficaci a tutti i problemi non può basarsi sulle risorse che sono state individuate, 200mila euro, a fronte del milione e mezzo di euro stanziato dall’Abruzzo, e si rischia anche di scontentare tutti perché un unico centro per tutti i i disturbi rischia di vedere la propria funzione indebolirsi. Bisogna anche distinguere il livello diagnostico dai bisogni assistenziali: per il primo si agisce nei confronti di una patologia, quello assistenziale può essere migliorato con una seria messa a sistema con le altre problematiche.

Dopo l’audizione, la Commissione sanità e servizi sociali ha ASCOLTATO SUL TEMA IL DIRETTORE GENERALE DELLA SANITÀ UMBRA, WALTER ORLANDI, il quale ha detto che “uno degli obiettivi principali del prossimo Piano sanitario è l’intervento sull’area materno-infantile, dove si cercherà di dare la risposta più omogenea possibile su tutto il territorio regionale, con una forte integrazione dei servizi nei percorsi dal pediatra fino al dipartimento sanitario. Ma sull’implemento del personale – ha ricordato – grava il limite del tetto di spesa per le assunzioni in sanità alle stesse cifre del 2004, un vincolo che si sta cercando di togliere perché ha penalizzato le regioni più virtuose e consente a chi ha speso di più allora di godere di risorse maggiori oggi, rispetto a chi aveva saputo contenersi.

Allo stato attuale – ha spiegato – se voglio aggiungere dei servizi, devo toglierli da qualche altra parte. Il nuovo Piano sanitario prevede posti letto adiacenti alle pediatrie, per evitare che i bambini siano ospedalizzati insieme agli adulti. L’obiettivo generale è quello di creare una rete fra i servizi che risponda meglio alle necessità, obiettivo non facile perché si tratta di mettere insieme professionisti a volte anche refrattari a farlo. In ogni caso, una legge quadro che rimandi all’elaborazione scientifica degli operatori dei servizi sarebbe opportuna”.

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