Casa Salute Monteluce, soluzione sensata dice lo SpiCgil

Monteluce, Giunta regionale delibera consenso all’operazione

Casa Salute Monteluce, soluzione sensata dice lo SpiCgil

Lo scorso 20 febbraio in Consiglio regionale la presidente della giunta, Donatella Tesei, ha annunciato il crono-programma per la ripresa dei lavori della Casa di Comunità a Monteluce, in risposta all’interrogazione posta dalla vice presidente del Consiglio. “Finalmente si è arrivati alla soluzione sensata che come sindacati dei pensionati abbiamo sempre caldeggiato – si legge in una nota di Spi Cgil e Uilp Uil territoriali di Perugia – cioè collocare la Casa della Salute nel luogo più consono, l’ex complesso ospedaliero di Monteluce, e non in via XIV Settembre come proposto dal Comune e dalla Regione, luogo assolutamente non idoneo da un punto di vista logistico”.

“Certo, ci sarebbe piaciuto che a questa soluzione si fosse arrivati attraverso un sano confronto con le forze sociali che si sono battute per questa soluzione, piuttosto che in risposta ad un’interrogazione, che appare piuttosto strumentale e forzata, presentata da un rappresentante della stessa maggioranza (e dello stesso partito della presidente) in consiglio regionale”. Per Spi Cgil e Uilp Uil, comunque, la soluzione individuata, per quanto sicuramente positiva, non è risolutiva rispetto alle necessità di salute del territorio di Perugia.

“Le due Case di Comunità previste nel comune sono sicuramente insufficienti per la densità di popolazione del territorio – spiegano i sindacati – e sulla base dei numeri indicati dalla riforma sanitaria nazionale dovrebbero essere tre. In questo modo, di fatto – continuano Spi e Uilp – resterebbero escluse realtà popolose come San Sisto, Castel del Piano, Case Nuove di Ponte della Pietra, Pila, Mugnano, Fontignano, etc”.

Inoltre, se i tempi di realizzazione saranno quelli attualmente indicati, sarà necessario, secondo i sindacati, che la Usl Umbria 1, in tempi realisticamente idonei, convochi le forze sociali per “valutare la composizione dei servizi che nella struttura dovranno trovare collocazione, compreso il personale medico, tecnico ed infermieristico necessario per garantire la piena operatività delle Case di Comunità stesse”. Insomma, un passo è stato fatto, ma molti altri sono ancora da fare.

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