Ateneo spinge per la riforma con il vertice Mur a Perugia

Ateneo spinge per la riforma con il vertice Mur a Perugia

 Il segretario Mancini riceve le proposte dell’ateneo Perugia

Perugia, 30 gennaio 2026 – PERUGIA, 30 gennaio 2026 – Il sistema accademico nazionale si trova a un bivio decisivo e l’Università degli Studi di Perugia ha scelto di giocare un ruolo di primo piano nel ridisegnare i confini della formazione superiore in Italia. Presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie, si è consumato un passaggio istituzionale di altissimo profilo: una seduta straordinaria del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, svoltasi alla presenza del Segretario Generale del Ministero dell’Università e della Ricerca, il Professor Marco Mancini. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di analizzare e proporre modifiche sostanziali alla Legge 240/2010, la normativa che da oltre un decennio regola il funzionamento delle università italiane.

Durante la mattinata, i vertici dell’istituzione hanno consegnato a Mancini un dossier tecnico estremamente dettagliato. Questo scritto non è il frutto di una decisione calata dall’alto, ma il risultato di una consultazione corale che ha visto protagonisti i dipartimenti, gli organi di governo e la stessa Consulta degli Studenti. La forza della proposta risiede nella sua natura unitaria: anche le rappresentanze sindacali hanno infatti presentato un documento congiunto, dimostrando che l’Ateneo è capace di esprimere una visione compatta quando si tratta di difendere la qualità dell’istruzione pubblica. Questo spirito di coesione è stato letto come un segnale di maturità istituzionale necessario per influenzare le decisioni del Ministero a Roma.

Le richieste avanzate al Segretario Generale toccano i punti scoperti del sistema universitario attuale. In cima alla lista delle priorità figura il potenziamento dei finanziamenti destinati alla ricerca di base, troppo spesso vincolati a logiche burocratiche soffocanti. Si chiede a gran voce il superamento dei tetti di spesa, così da permettere un impiego più fluido e strategico delle risorse economiche disponibili. Un altro punto di frizione riguarda la precarietà dei percorsi accademici: Perugia spinge per una maggiore stabilità contrattuale che possa trattenere i talenti all’interno dei confini nazionali. Inoltre, si è discusso della valorizzazione del personale tecnico, amministrativo e bibliotecario, auspicando per loro un coinvolgimento più organico nei processi decisionali.

Il Magnifico Rettore, Professor Massimiliano Marianelli, ha sottolineato con vigore che una riforma non può essere calata sulle università senza che queste ne siano gli architetti principali. Il dialogo con il Ministero mira a trasformare l’università in un luogo realmente inclusivo. In quest’ottica, le proposte includono un rafforzamento del diritto allo studio e un ampliamento della “no tax area”, per garantire che l’accesso alla cultura non sia frenato da barriere economiche. La visita di Mancini non è stata solo una formalità, ma l’inizio di un percorso partecipativo che vede Perugia come laboratorio di idee per un’università pubblica capace di evolversi, mantenendo intatti i propri valori etici e la propria missione educativa, come riporta il comunicato stampa della Università degli Studi di Perugia.

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