Assegno del sollievo in ritardo, inammissibile, la furia di Marco Squarta


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Assegno del sollievo in ritardo, inammissibile, la furia di Marco Squarta

Assegno del sollievo in ritardo, inammissibile, la furia di Marco Squarta

“Inammissibile ritardo nella erogazione degli assegni di sollievo per l’assistenza di disabili gravissimi, adulti e minori, da parte delle due Asl umbre. È un fatto gravissimo che complica il già pesante impegno di cura e assistenza delle tante famiglie umbre che hanno in casa un familiare con queste serie problematiche. Nessuna questione, di carattere burocratico o legata alla attuale critica situazione politico-istituzionale, può giustificare un qualsiasi rallentamento dell’intervento socio-assistenziale nei confronti dei soggetti più deboli”.

Assegno del sollievo in ritardo, inammissibile, la furia di Marco Squarta
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Così il consigliere regionale Marco Squarta (FdI-portavoce centrodestra) che annuncia la presentazione di una interrogazione alla Giunta regionale in cui chiederà che siano forniti “dati e spiegazioni relativi alla vicenda, nonché individuate le oggettive responsabilità di una situazione incresciosa, che aggrava la già difficoltosa vita di tante famiglie”.

Spiega poi il consigliere di FdI che negli ultimi due mesi gli sono giunte “numerose segnalazioni da varie parti dell’Umbria che denunciavano il ritardo nella corresponsione degli assegni di sollievo per disabili ‘gravissimi, adulti e minori’ (600 euro mensili). Oltre a ciò sono stati lasciati fuori diversi soggetti della fascia ‘adulti’, proprio a causa della carenza di fondi.

Sembrerebbe che la causa di tutto ciò sia l’esaurimento dei fondi del 2018 e che si stia aspettando la programmazione 2019’. Sembra poi che vi sia un rimpallo di responsabilità tra le due Asl e la Regione Umbria. Ma ancor più grave è il fatto che – conclude Squarta – siamo entrati nel secondo semestre di questo anno e perciò le famiglie umbre con queste gravose esigenze di assistenza non possono certo aspettare i tempi assurdi della pubblica amministrazione, ne sopportare le conseguenze della crisi in cui versa la classe dirigente che ha retto la politica regionale in tutti questi anni”.

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