Approvato il piano tutela delle acque, 12 voti favorevoli della maggioranza

Approvato il piano tutela delle acque, 12 voti favorevoli della maggioranza

di Martina Rastelli
Approvato il piano tutela delle acque, 12 voti favorevoli della maggioranza.  L’aggiornamento del ‘Piano di tutela delle acque 2016-2021’ è stato approvato dall’Aula di Palazzo Cesaroni.

Questo aggiornamento è stato predisposto dalla Giunta regionale con 12 voti favorevoli della maggioranza, 7 astenuti ed il voto contrario di Mancini .

Sono stati approvati due emendamenti di iniziativa dell’Esecutivo, uno prettamente tecnico e non sostanziale, l’altro consiste invece nella posticipazione per l’applicazione del Piano di utilizzazione agronomica all’ultima stagione agraria, cioè all’annata agraria 2020/2021.

L’adeguamento del Piano di tutela delle acque (2016-2021) insieme alle associazioni agricole dei produttori e alle associazioni ambientaliste, riguarda una rivisitazione delle aree sensibili e come spiega Eros Brega è un piano di settore approvato ai sensi della legge regionale 25/2009.  L’obiettivo è quello di prevenire e ridurre l’inquinamento, proteggere le acque ad usi particolari, puntare ad usi sostenibili delle acque potabili, mantenere la capacità dei corpi idrici di sostenere comunità umane e animali.

Andrea Liberati (relatore di minoranza) dice “Siamo alla fine del 2018 e stiamo affrontando UN PIANO ‘2016-2021’ CHE ARRIVA DUNQUE IN RITARDO. Si tratta di un lavoro accademico impegnativo ed interessante. L’obiettivo finale  era il raggiungimento entro il 2015 di un buono stato delle condizioni di biodiversità ma il problema fondamentale della nostra rete idrica è quello del controllo, in quanto nessuno controlla gli acquisti dei fitofarmaci, mancano catasti informatizzati, c’è uno scarso interesse per la materia ambientale, e ci sono meno di 5 funzionari per la tutela delle acque.”

Su un altro fronte c’è poi l’idroelettrico, ovvero come le grandi lobby dell’energia scrivono direttamente i piani con il concorso della pubblica amministrazione dentro un quadro normativo con buchi da tutte le parti. In Commissione, in tema di agricoltura, sono intervenuti alcuni dirigenti regionali che hanno ricordato come i fitofarmaci hanno già principi e linee guida per il loro utilizzo e quindi non si capisce come applicare il principio di precauzione.

Liberati afferma che “19 corpi idrici (della montagna dell’Umbria) hanno raggiunto l’obiettivo della qualità ambientale prevista nella direttiva quadro ma un importante percentuale invece, presenta una stato ecologico scarso o appena sufficiente. ”

Il relatore di minoranza conclude invitando quindi la Regione ad uno sforzo maggiore per le situazioni più critiche del territorio, come il sottobacino del Nestore, dei torrenti Genna e del Caina ed ancora nella zona del Timia, Teverone, Marroggia. In aree cioè con evidenti difficoltà che non si riescono ad affrontare per rilevantissimi interessi, in particolare del settore dell’agricoltura”.

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