Zes, Proietti e Acquaroli incalzano Bruxelles sulla carta aiuti

ZES Umbria, nasce l’Unità regionale per sviluppo investimenti

Carta aiuti, Umbria e Marche spingono per una revisione Zes

 I presidenti di Umbria e Marche, Stefania Proietti e Francesco Acquaroli, hanno scritto alla vice presidente esecutiva della Commissione europea e commissaria alla Concorrenza, Teresa Ribera, chiedendo un incontro preliminare sulla revisione delle rispettive carte degli aiuti a finalità regionale alla luce dell’inclusione delle due regioni nella Zes Unica. L’obiettivo è aprire un confronto politico‑tecnico che consenta di allineare il perimetro degli aiuti alle nuove opportunità offerte dal regime speciale e di evitare squilibri tra territori in transizione che stanno puntando con forza su investimenti produttivi e occupazione.​

Con la legge 18 novembre 2025, n. 171, Marche e Umbria – entrambe regioni in transizione – sono state ufficialmente ricomprese nel perimetro della Zes Unica, aprendo a tutte le imprese dei due territori l’accesso alla semplificazione amministrativa legata all’autorizzazione unica e allo Sportello Unico Digitale. In aggiunta, le imprese localizzate nei comuni inclusi nella Carta degli aiuti a finalità regionale 2022‑2027 possono beneficiare del credito d’imposta Zes sugli investimenti effettuati nel periodo agevolato, con intensità differenziate in base alla dimensione aziendale.​

I primi numeri confermano un forte interesse del sistema produttivo: nelle Marche, in appena due settimane, sono arrivate 158 domande, per investimenti complessivi pari a 69,8 milioni di euro e un credito d’imposta richiesto di 18,6 milioni di euro. In Umbria, nello stesso arco temporale, sono state presentate 92 domande, legate a programmi d’investimento per 59,8 milioni di euro e a un credito d’imposta di 14,7 milioni di euro, segno di una risposta pronta sia dell’industria sia delle Pmi dei settori manifatturiero, dei servizi avanzati e della logistica.​

Nella lettera, Proietti e Acquaroli evidenziano come, per due regioni a vocazione manifatturiera e con aree interne fragili, la combinazione tra Zes e carta aiuti rappresenti una leva cruciale per consolidare filiere produttive, agganciare la transizione verde e digitale e sostenere l’occupazione qualificata. L’attuale mappa degli aiuti, costruita su indicatori precedenti all’estensione della Zes, rischia però di lasciare ai margini territori contigui e distretti che oggi stanno esprimendo una forte domanda di investimento, con possibili sperequazioni tra imprese che operano nello stesso bacino socio‑economico.​

Per questo le due giunte chiedono a Bruxelles di valutare una modifica mirata della Carta degli aiuti a finalità regionale, anche mantenendo invariati alcuni indicatori di base ma ricalibrando la perimetrazione delle aree agevolate, così da renderla coerente con la nuova architettura della Zes Unica e con gli obiettivi di rilancio dei territori in transizione. L’intento, sottolineano, non è stravolgere le regole sugli aiuti di Stato, ma costruire un quadro più aderente alla realtà economica di Marche e Umbria, in cui la spinta agli investimenti privati possa tradursi in infrastrutture migliori, maggiore competitività internazionale e ricadute sociali diffuse.​

La richiesta di incontro alla commissaria Ribera si inserisce in un dialogo già avviato tra le regioni del Centro Italia e le istituzioni europee sulla gestione degli strumenti di coesione e delle misure straordinarie per le aree in difficoltà. Proietti e Acquaroli puntano a far valere la specificità di due territori colpiti negli anni da crisi industriali e, nel caso umbro‑marchigiano, anche dagli effetti di eventi sismici, che ora intravedono nella Zes Unica e nella revisione della carta aiuti un’occasione per attirare capitali e stabilizzare nuova occupazione.​

Nel confronto con la Commissione europea, le due regioni intendono portare dati, trend di domanda e proposte operative, in modo da costruire una soluzione condivisa e compatibile con il quadro degli aiuti di Stato. In gioco c’è la capacità di trasformare l’attuale dinamismo delle imprese – testimoniato dalle domande già presentate per oltre 129 milioni di euro di investimenti complessivi tra Marche e Umbria – in un percorso strutturale di sviluppo, capace di ridurre i divari interni e di rafforzare la tenuta sociale dei territori.​

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