Taglio del nastro per il centro medico d’eccellenza a Orvieto
Inaugurata la nuova struttura sanitaria a Sferracavallo
Il panorama sanitario dell’Umbria meridionale si arricchisce di un nuovo importante punto di riferimento per l’assistenza e la prevenzione. Sabato 13 giugno 2026 sono stati ufficialmente aperti al pubblico i poliambulatori CIDAT a Orvieto, situati precisamente nella frazione di Sferracavallo. L’opera si sviluppa su una superficie complessiva che supera i mille metri quadrati, interamente disposta su un unico livello per garantire la massima accessibilità e priva di barriere architettoniche. Questa configurazione logistica, unita ad ampie aree di parcheggio esterne, mira a servire in modo capillare un bacino d’utenza molto vasto, il quale valica i confini regionali per estendersi verso la Toscana del sud e le aree settentrionali del Lazio. Al taglio del nastro hanno presenziato numerosi rappresentanti delle istituzioni, esponenti della Chiesa locale, professionisti del settore e una folta rappresentanza di cittadini.
Autorità e istituzioni presenti alla cerimonia di apertura
L’evento ha richiamato l’attenzione delle massime cariche civili e religiose del territorio. Tra i partecipanti figuravano il presidente del Gruppo CIDAT, Maurizio Gambino, affiancato dai soci societari Silvio Pascolini e Paolo Amadei. Il Comune di Orvieto è stato rappresentato dalla sindaca Roberta Tardani, mentre per la diocesi di Orvieto-Todi è intervenuto il vescovo Gualtiero Sigismondi. La rilevanza politica dell’opera è stata testimoniata dalla presenza del portavoce nazionale di Forza Italia, Raffaele Nevi, e dei consiglieri della Regione Umbria, Francesco Filipponi e Matteo Giambartolomei. A illustrare nel dettaglio il potenziale scientifico e clinico dell’investimento è stato invece il direttore sanitario del centro, Sandro Fratini, che ha guidato gli ospiti alla scoperta dei diversi reparti specialistici.
Tecnologie diagnostiche e offerta clinica d’avanguardia
La nuova sede si caratterizza per una dotazione strumentale di altissimo profilo tecnologico, concepita per accorciare i tempi d’attesa e offrire esami ad alta precisione. All’interno dei laboratori spiccano una risonanza magnetica da 1,5 Tesla e un macchinario Tac a 64 strati di ultima generazione. La sezione radiologica si completa con apparecchiature per la mammografia, la radiologia di tipo tradizionale e la densitometria ossea computerizzata. Oltre all’area puramente diagnostica, lo stabilimento ospita una sala operatoria dedicata alla chirurgia ambulatoriale di secondo livello. Questo settore consentirà l’esecuzione di interventi in regime di day-surgery per specialità quali l’ortopedia, l’urologia, la ginecologia, l’oculistica e l’endoscopia, riducendo la pressione sulle strutture ospedaliere pubbliche della zona.
Il piano occupazionale e i servizi di riabilitazione
Quando l’infrastruttura lavorerà a pieno regime, il personale complessivo sarà composto da circa ottanta figure professionali. Il nucleo operativo comprende oltre sessanta specialisti medici di varie discipline, a cui si affiancano tecnici radiologi, infermieri professionali, fisioterapisti e addetti all’accoglienza amministrativa. Un’intera sezione della struttura è specificamente dedicata alle terapie riabilitative e alla fisioterapia, con spazi interni ed esterni appositamente progettati per il recupero motorio. L’obiettivo dichiarato dai vertici aziendali è quello di strutturare un percorso assistenziale integrato che possa accompagnare il paziente in ogni singola fase, partendo dagli screening preventivi fino alla cura e alla successiva riabilitazione fisica.
Le dichiarazioni del Gruppo CIDAT e della municipalità
Il presidente Maurizio Gambino ha espresso grande soddisfazione per il traguardo raggiunto, evidenziando come l’investimento miri a trattenere i flussi di mobilità sanitaria passiva, evitando ai cittadini lunghi spostamenti verso altre province. Gambino ha inoltre rimarcato la volontà di operare in stretta sinergia con la sanità pubblica locale tramite apposite convenzioni. Su questa linea si è espressa anche la sindaca Roberta Tardani, la quale ha evidenziato che lo sviluppo del territorio passa inevitabilmente attraverso investimenti capaci di generare occupazione. La prima cittadina ha definito la sanità pubblica come il pilastro insostituibile della tutela della salute, sottolineando però che un legame sano ed equilibrato tra pubblico e privato accreditato produce benefici immediati per l’intera comunità orvietana.
Le parole del vescovo e dei rappresentanti politici
Durante la benedizione dei locali, il vescovo Gualtiero Sigismondi ha espresso sentimenti di gratitudine verso i promotori del progetto, ricordando l’importanza della dimensione umana dell’ascolto che nessuna tecnologia potrà mai rimpiazzare. L’onorevole Raffaele Nevi ha invece inquadrato l’opera nel contesto del progressivo invecchiamento della popolazione, fenomeno che richiede una rete sempre più fitta di presidi sanitari di prossimità. Successivamente, il consigliere regionale Francesco Filipponi ha ricordato le difficoltà storiche dei residenti dell’orvietano, spesso costretti a viaggiare per ricevere prestazioni specialistiche, individuando nel nuovo centro una risposta concreta a tale disagio. Infine, il consigliere Matteo Giambartolomei ha evidenziato il ruolo fondamentale del privato convenzionato nel contrasto alle liste d’attesa, ponendo l’accento sulla necessità di supportare l’ospedale cittadino nell’erogazione dei servizi assistenziali per un comprensorio geografico strategico situato al confine tra tre regioni.

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