Il Times accende i riflettori su Perugia: l’Umbria conquista la stampa internazionale

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Il prestigioso quotidiano britannico dedica a Perugia una guida di 48 ore e la propone come alternativa alla Toscana più affollata

di Antonella Valoroso
C’è una pubblicità per l’Umbria che nessuna campagna istituzionale potrebbe facilmente ottenere. È quella che arriva dalle pagine di uno dei più autorevoli quotidiani britannici, The Times, che ha dedicato a Perugia un ampio servizio nella sua sezione Travel, proponendo il capoluogo umbro come destinazione ideale per un soggiorno di 48 ore e, soprattutto, come una vera alternativa alle mete più conosciute e affollate della vicina Toscana.

L’articolo, firmato da Joey Tyson e pubblicato il 17 agosto, è un riconoscimento di grande rilievo non soltanto per Perugia, ma per l’immagine dell’intera Umbria sul mercato turistico internazionale. Il titolo scelto dal quotidiano britannico definisce la città la “easygoing capital” dell’Umbria e ne esalta il carattere rilassato, creativo e autentico. Una città collinare capace di offrire, in uno spazio relativamente raccolto, storia, arte, gastronomia, musica e una vivace dimensione contemporanea.

Il messaggio è particolarmente significativo perché arriva da un mercato, quello britannico, fondamentale per il turismo italiano e perché Perugia viene presentata non come semplice tappa secondaria di un viaggio in Italia, ma come destinazione in sé, capace di competere con mete ben più note. Il Times sottolinea come la città sia stata spesso trascurata dai viaggiatori diretti verso Toscana e Lazio, nonostante possieda un patrimonio storico e artistico di assoluto rilievo e una propria identità culturale.

E proprio questa identità sembra essere la chiave del successo del racconto del Times. Perugia viene descritta come una città nella quale il passato etrusco precede quello romano, dove gli edifici medievali convivono con musei, street art, atelier, cinema indipendenti e locali. Una città universitaria e giovane, ma profondamente radicata nella propria storia; una città che trova nella musica, e in particolare in Umbria Jazz, uno dei suoi più importanti strumenti di riconoscibilità internazionale. Una città che si può raggiungere con volo diretto e poi esplorare a piedi assaporando il piacere di perdersi nel labirinto del centro storico.

Il Pozzo Etrusco tra le esperienze da non perdere

Particolarmente importante, anche per il valore che assume nella promozione del patrimonio storico della città, è il posto riservato dal Times al Pozzo Etrusco, inserito esplicitamente tra le esperienze da fare durante le 48 ore perugine.

Il quotidiano britannico ricorda come il pozzo, realizzato nel III secolo avanti Cristo, si trovi a quasi dieci metri sotto il livello stradale e rappresenti una delle testimonianze più affascinanti della presenza etrusca a Perugia. Il Times lo colloca subito dopo la visita al centro storico e prima dell’esperienza della scena jazzistica cittadina.

Un riconoscimento accolto con particolare soddisfazione da Ruggero Ranieri, presidente della Fondazione Ranieri di Sorbello, che gestisce il Pozzo Etrusco. «Come presidente della Fondazione Ranieri di Sorbello ETS che gestisce il Pozzo Etrusco, siamo felici di vederlo riconosciuto dal Times di Londra come una landmark, un punto di eccellenza, della scena turistica di Perugia, testimonianza viva dell’origine della città resa ancora oggi vitale e godibile dai nostri allestimenti». Non è soltanto la presenza del monumento nella guida del Times a essere significativa. È il modo stesso in cui il Pozzo viene inserito nel racconto: non come reperto archeologico isolato, ma come una delle esperienze attraverso le quali il visitatore può entrare concretamente nella storia della città.

Dalla storia alla creatività: una città che non vive soltanto del passato

Il servizio britannico ha il merito di restituire un’immagine di Perugia lontana dallo stereotipo della città d’arte esclusivamente legata al passato. Accanto alla Fontana Maggiore, alla Cattedrale di San Lorenzo e alla Galleria Nazionale dell’Umbria, il Times accompagna il lettore verso via della Viola e via Cartolari, nel cosiddetto Quartiere dell’Arte, dove murales, studi creativi, performance musicali e cinema indipendente raccontano una Perugia contemporanea e in continuo movimento. È una dimensione che si intreccia perfettamente con quella musicale. Umbria Jazz viene indicato come uno dei motori della notorietà internazionale della città, mentre i locali jazz permettono di mantenere viva l’atmosfera musicale anche al di fuori del grande appuntamento di luglio. E poi c’è il cibo. Il Times racconta il tartufo, il vino umbro, la cucina tradizionale e naturalmente il cioccolato, legato indissolubilmente alla storia della Perugina. Una narrazione che mette insieme prodotti, ristoranti e territorio e che, ancora una volta, contribuisce a costruire un’immagine dell’Umbria come destinazione capace di offrire un’esperienza completa.

Il Gufo: anche la ristorazione perugina entra nella guida del Times

Tra gli indirizzi scelti dal quotidiano britannico compare anche Osteria Il Gufo, in via della Viola, indicata per la sua cucina stagionale, la pasta fatta in casa e l’attenzione alla sostenibilità. Il Times cita espressamente lo chef Luca Pisauri e racconta una cucina legata ai prodotti umbri, dal tartufo al cinghiale, inserita nel carattere bohémien del quartiere.

Una sorpresa particolarmente gradita per Luca Pisauri, titolare del ristorante, che ha appreso la notizia proprio da una cliente. «Sono venuto a sapere dell’articolo da una nostra cliente», racconta soddisfatto, «e naturalmente io e tutto lo staff del ristorante siamo molto contenti. Essere indicati dal Times è una grande soddisfazione e rappresenta anche un riconoscimento per il lavoro che facciamo ogni giorno, cercando di valorizzare i prodotti e la cucina del territorio».

La presenza de Il Gufo accanto ad altri indirizzi della città -dal Ristorante del Sole all’osteria Al Tartufo-  mostra come il racconto del Times non si limiti ai grandi monumenti, ma finisca per fotografare un ecosistema turistico nel quale cultura, ristorazione, artigianato, musica e creatività concorrono insieme a definire l’identità di Perugia.

Una promozione internazionale che l’Umbria deve saper cogliere

Il vero valore di questo articolo va dunque oltre il prestigio della testata. Il Times offre una narrazione che può diventare uno strumento prezioso per riposizionare Perugia e l’Umbria nella percezione del pubblico internazionale. Il quotidiano britannico suggerisce infatti di visitare Perugia in autunno, quando il caldo estivo diminuisce e il “cuore verde d’Italia” si trasforma nei colori della stagione. E indica la città anche come punto di partenza per scoprire il territorio circostante e alcuni dei luoghi più belli dell’Umbria, da Assisi a Spello fino a Spoleto, lungo la Via di Francesco.

È proprio questo l’aspetto che sarebbe importante cogliere: non disperdere la visibilità ottenuta, ma trasformarla in promozione concreta. Una grande testata internazionale ha raccontato Perugia come una destinazione autonoma, autentica, facilmente percorribile e capace di sorprendere. Ha raccontato il Pozzo Etrusco e la Galleria Nazionale, Umbria Jazz e la street art, il tartufo e il cioccolato, i ristoranti e i quartieri creativi. In altre parole, ha raccontato una città e, attraverso di essa, un’intera regione. Ora spetta anche a Perugia e all’Umbria utilizzare questa occasione per farsi conoscere ancora di più, soprattutto nei mercati internazionali. Perché quando a parlare è The Times, il messaggio arriva molto lontano. E questa volta il messaggio è chiaro: per scoprire un’Italia meno scontata, autentica e sorprendente, vale la pena fermarsi per qualche giorno nel cuore verde d’Italia.

 

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