Fondo non autosufficienza: stanziati 12 milioni per il welfare umbro

Fondo non autosufficienza: stanziati 12 milioni per il welfare umbro

Nuovi fondi per la non autosufficienza decisi a Perugia 

PERUGIA, 28 gennaio 2026– La tutela delle fasce più fragili della popolazione torna prepotentemente al centro dell’agenda politica regionale con uno stanziamento massiccio e strutturale. La Giunta dell’Umbria ha dato il via libera definitivo a un investimento di 12 milioni di euro complessivi, spalmati sul triennio 2026-2028, interamente dedicati al potenziamento del Fondo regionale per la non autosufficienza. Questa manovra economica, che garantisce una stabilità di 4 milioni di euro per ogni singola annualità, non è soltanto un’operazione di bilancio, ma una risposta diretta alle necessità di migliaia di cittadini che convivono con la disabilità e alle loro famiglie, spesso lasciate sole a gestire carichi assistenziali logoranti. L’obiettivo dichiarato è la prosecuzione senza interruzioni di tutti i servizi di presa in carico già attivi sul territorio, evitando che il passaggio verso il nuovo Piano regionale possa creare vuoti assistenziali pericolosi, come riporta il comunicato dell’Agenzia Umbria Notizie.

La distribuzione del denaro segue criteri di assoluta trasparenza e aderenza alle realtà locali. Le risorse verranno veicolate attraverso le Aziende Sanitarie Territoriali, con un vincolo di destinazione ferreo che obbliga il trasferimento dei fondi direttamente ai Distretti sanitari, ovvero il punto di contatto più immediato per l’utenza. Nel dettaglio, per l’anno 2026, l’Usl Umbria 1 riceverà una quota pari a oltre 2,1 milioni di euro, mentre all’Usl Umbria 2 andranno circa 1,8 milioni di euro. Questi importi sono stati calcolati incrociando i dati demografici più recenti con il numero di residenti che beneficiano dell’indennità di accompagnamento, assicurando così che il sostegno economico fluisca laddove la domanda di cure e monitoraggio è più pressante.

L’atto varato dall’esecutivo umbro recepisce con vigore le innovazioni introdotte dal recente Decreto Legislativo 62 del 2024. Il cuore pulsante della nuova strategia è il cosiddetto “progetto di vita” individuale e personalizzato. Non si parla più di erogazione passiva di sussidi, ma di un budget di progetto partecipato, dove le risorse regionali concorrono a costruire un percorso su misura per ogni individuo. Questa visione trasforma radicalmente il rapporto tra istituzione e cittadino: il disabile non è più un utente standardizzato, ma il protagonista di un piano assistenziale che tiene conto delle sue aspirazioni, del contesto familiare e delle necessità cliniche specifiche, garantendo una dignità che va oltre la semplice cura medica.

Per la governatrice Stefania Proietti, questa delibera rappresenta un atto di coerenza e responsabilità civica. Consolidare le risorse per il prossimo triennio significa dare ossigeno ai servizi territoriali e rassicurare le famiglie sulla continuità dei sostegni domiciliari e residenziali. La scelta di agire con largo anticipo sulla programmazione 2026-2028 serve a stabilizzare un sistema di welfare che la Giunta intende rendere sempre più inclusivo e prossimo alle persone. Si tratta di un impegno che troverà ulteriore espressione nel piano “L’Umbria per tutti”, una strategia integrata che mira a raddoppiare gli sforzi per l’abbattimento delle barriere sociali e l’integrazione socio-sanitaria, ponendo l’Umbria all’avanguardia nazionale nelle politiche di sostegno alla fragilità.

L’investimento regionale funge da ponte verso una riforma più profonda del sistema di protezione sociale umbro. Oltre ai fondi immediati, la Giunta sta lavorando a una semplificazione delle procedure di accesso ai servizi, affinché la burocrazia non diventi un ulteriore ostacolo per chi già vive situazioni di disagio. La sinergia tra i vari distretti sanitari permetterà di scambiare buone pratiche e ottimizzare l’uso dei 12 milioni stanziati, garantendo prestazioni omogenee dalla Valnerina all’Alto Tevere. Con questo provvedimento, l’Umbria ribadisce che la non autosufficienza non è un problema privato dei singoli nuclei familiari, ma una sfida collettiva che richiede investimenti certi, visione politica e una profonda sensibilità umana.

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