Il giornalista avrà sempre la meglio sull’intelligenza artificiale
“Il giornalista avrà sempre la meglio sull’intelligenza artificiale”: a sostenerlo sono Carola Frediani di Guerre di Rete e Vincenzo Tiani dello studio legale Panetta, i relatori del panel ‘Intelligenza artificiale e (dis)informazione’, uno dei primi appuntamenti del Festival del giornalismo che si è aperto a Perugia. “L’intelligenza artificiale – spiega Frediani all’Agenzia nazionale di stampa associata – può avere un senso per una produttività e per compiti di basso livello.
Ma i due relatori sono soprattutto d’accordo nell’evidenziare i pericoli che l’intelligenza artificiale può causare all’informazione, facendola diventare disinformazione e citano esempi noti come le foto dei finti funerali di Berlusconi o di Trump in carcere. “In pochi minuti o secondi si possono creare notizie che, se non verificate, possono invadere i media. È quindi fondamentale – spiegano i relatori – che i media conservino la loro capacità e autorevolezza di identificare una notizia, verificarla e quindi essere certi di dare ai lettori e alle persone notizie che siano reali”.

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