Difendere l’Onu per salvare la Carta del 1945

Difendere l’Onu per salvare la Carta del 1945

Manifestazione per la legalità globale e la pace

Difendere l’Onu per salvare  – Nel giorno esatto in cui ottant’anni fa veniva firmato lo Statuto fondativo delle Nazioni Unite, la comunità internazionale si confronta con una nuova e drammatica sfida: la sopravvivenza dell’Onu stessa, della sua Carta e del diritto internazionale. Il 26 giugno 2025, mentre tensioni globali sempre più gravi minacciano di trasformarsi in un conflitto su scala mondiale, la Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace e il Centro di Ateneo per i Diritti Umani dell’Università di Padova promuovono una manifestazione straordinaria in difesa delle Nazioni Unite.

La data non è stata scelta casualmente: esattamente otto decenni fa, a San Francisco, i rappresentanti di vari Paesi si riunirono per costruire un nuovo ordine mondiale, sancendo l’impegno a prevenire nuove guerre, a garantire i diritti fondamentali e a promuovere una convivenza fondata su giustizia e rispetto reciproco. Oggi, quegli stessi principi sono messi in discussione da una grave crisi istituzionale e morale.

La manifestazione online di oggi nasce in risposta diretta all’allarme lanciato da 268 ex alti funzionari delle Nazioni Unite, che hanno recentemente firmato un appello per fermare l’erosione della legittimità dell’Organizzazione e rilanciarne la missione originaria. In questo scenario, che molti analisti definiscono senza precedenti per la portata e l’intensità delle minacce alla sicurezza e alla legalità globali, l’iniziativa italiana si propone di ridare forza e visibilità alla Carta delle Nazioni Unite del 1945.

Tra gli interventi previsti figurano figure di primo piano del mondo accademico, della diplomazia e della società civile. Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi, aprirà i lavori mettendo in rilievo l’urgenza di un’azione collettiva per contrastare la disgregazione del sistema multilaterale. A seguire, Marco Mascia, docente dell’Università di Padova e presidente del Centro Diritti Umani “Antonio Papisca”, approfondirà il ruolo strategico delle università per la costruzione della pace.

link per partecipare https://is.gd/2vdSzR

Difendere l’Onu per salvare

Il contributo internazionale sarà rappresentato da Jean Fabre, membro della Task Force Onu sull’economia sociale e solidale ed ex vicedirettore dell’UNDP, che porterà un’analisi sulle possibilità concrete di rafforzare le istituzioni multilaterali attraverso pratiche economiche sostenibili. Sul fronte giuridico, Chantal Meloni dell’Università Statale di Milano offrirà una prospettiva aggiornata sul funzionamento della giustizia internazionale, con un focus sulla Corte Penale dell’Aia e la tutela delle vittime nei contesti di guerra.

Completano il quadro degli interventi Franco Ippolito, presidente della Fondazione Basso, da anni impegnato nella promozione dei diritti civili e politici, e Luigi Marini, già segretario generale della Corte di Cassazione, con un intervento orientato al rafforzamento degli strumenti giuridici sovranazionali. Infine, Emiliano Manfredonia, presidente nazionale delle Acli, porterà la voce del mondo associativo e del lavoro impegnato nella promozione della pace e della solidarietà.

La manifestazione rientra in una più ampia mobilitazione per la pace in corso, che si concluderà con due eventi previsti per l’autunno: l’Assemblea dell’Onu dei Popoli e la Marcia PerugiAssisi, in programma il 12 ottobre. Entrambi mirano a consolidare una rete internazionale di attori impegnati per la difesa della legalità, dei diritti umani e di una convivenza fondata sul rispetto dei principi contenuti nella Carta di San Francisco.

Il contesto attuale è segnato da un progressivo discredito dell’Onu, sempre più ostacolata nel suo ruolo di garante della pace e della cooperazione tra le nazioni. Attacchi sistematici all’architettura giuridica internazionale, derive autoritarie e il ritorno dell’uso della forza come strumento di risoluzione delle controversie hanno reso fragile il sistema costruito nel 1945. La Carta, allora redatta per “salvare le generazioni future dal flagello della guerra”, appare oggi più che mai come un riferimento imprescindibile.

Gli organizzatori dell’iniziativa non intendono soltanto richiamare l’attenzione sul rischio concreto di una nuova crisi globale, ma anche mobilitare una nuova generazione di cittadini e istituzioni per rilanciare i valori fondativi dell’Organizzazione. La manifestazione, dunque, non si limita alla denuncia della crisi attuale, ma intende proporre soluzioni operative per ricostruire la fiducia nelle istituzioni multilaterali.

Alla base dell’evento, il riconoscimento che la pace non è un fatto acquisito, ma il risultato di un impegno quotidiano, fondato su regole condivise e strumenti efficaci di mediazione e cooperazione. In questo senso, l’appello alla difesa dell’Onu non riguarda solo i governi o le diplomazie, ma chiama in causa l’intera società civile internazionale.

A ottant’anni dalla firma della Carta delle Nazioni Unite, il mondo sembra di nuovo sull’orlo di una frattura storica. Ma proprio in questo momento, la riaffermazione dei principi fondativi dell’Onu può rappresentare l’unico argine al ritorno della barbarie e della legge del più forte. Difendere quella Carta significa difendere l’umanità intera.

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