Vertenza Ast, presentata interrogazione sul futuro delle acciaierie di Terni

Cassa integrazione Ast, azienda mantiene e incrementa attuali livelli produttivi e occupazionali

Vertenza Ast, presentata interrogazione sul futuro delle acciaierie di Terni. E’ stata presentata oggi alla Camera dei Deputati un’interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, da parte dei deputati Pd Walter Verini  (primo firmatario) e Anna Ascani, sottoscritta anche dal Capogruppo Graziano Del Rio, riguardante il futuro della Acciai Speciali Terni, alla luce dell’annunciata fusione dei gruppi Tata Steel e Thyssen Krupp.

Per i deputati Verini e Ascani “preso atto che la costituzione del nuovo soggetto ha escluso AST dal nuovo perimetro industriale,  intendiamo portare all’attenzione del Governo una vicenda che pone seri interrogativi sulle prospettive del compendio produttivo di Terni”.

“Con questa azione – sottolineano – si intende accompagnare lo sforzo delle istituzioni  e delle forze sociali affinché il Governo attivi un monitoraggio costante sulla vicenda ed assicuri che gli assetti proprietari garantiscano la messa in sicurezza del futuro di questo sito industriale, della sua capacità produttiva e dei suoi livelli occupazionali”.

“Il fatto che anche il Capogruppo Del Rio abbia sottoscritto questa nostra richiesta al Governo – concludono i due deputati – dimostra il rilievo e l’attenzione che il Pd pone su una vicenda che ha un valore nazionale oltre che regionale”.

Al Ministro dello sviluppo economico – per sapere – premesso che: lo scorso 29 giugno l’indiana Tata Acciai e la tedesca ThyssenKrupp hanno annunciato la fusione delle loro attività europee, dando vita al secondo colosso europeo nel mercato dell’acciaio piano dopo ArcelorMittal, creando un soggetto da 21 milioni di tonnellate prodotte ribattezzato ThyssenKrupp Tata Steel, con sede in Olanda; con le fusioni già effettuate e con altre operazioni  in corso, compresa la programmata acquisizione dalla procedura di Amministrazione Straordinaria di ILVA da parte di ArcelorMittal, i due gruppi potrebbero  arrivare a controllare  il 50 per cento del mercato continentale;

la principale controllata in Italia di Thyssen è Acciai Speciali Terni (AST), dove, in un’area di oltre 1.500.000 mq, sono presenti gli impianti che  sfornano circa un milione di tonnellate di acciai speciali l’anno coprendo l‘intero ciclo di produzione in modo integrato, dalla fusione fino all‘imballaggio;

dopo un accordo di ristrutturazione con i sindacati, che ha individuato nel 2014 circa 300 esuberi, l’azienda sta attraversando una fase di assestamento registrando un utile per due anni consecutivi;

lo scorso novembre, il Ceo di Thyssenkrupp Hiesinger, ha dichiarato all’agenzia di stampa Reuters il disinteresse di Thyssenkrupp nei confronti della produzione di acciaio Inox con la conseguenza che AST rappresenterebbe per il colosso tedesco semplicemente un asset in vendita, decisione poi suffragata dall’esclusione degli stabilimenti ternani dalla joint venture con Tata Steel che potrebbe accelerare il processo di cessione dello stabilimento ternano;

come per la vicenda dell’Ilva di Taranto, è evidente la convinzione degli ultimi governi che ribadiamo ancora alla luce della guerra commerciale sui dazi in corso, circa l’esigenza di considerare l’acciaio e i relativi stabilimenti e processi produttivi come “interesse strategico nazionale”, coniugando l’obiettivo di rendere compatibile produzione e ambiente, migliorare e innovare la qualità delle produzioni e tutelare la buona occupazione;

di fronte a una eventuale proposta di acquisizione, si renderebbe quindi necessario un intervento del Governo con finalità di guida, sorveglianza e garanzia della continuità produttiva e dei livelli occupazionali, un intervento quindi che affidi, una produzione così strategica, a scelte svincolate dalla volubilità dei mercati e da iniziative imprenditoriali estemporanee e che sia invece inquadrata in una logica di concertazione che – coinvolgendo i lavoratori e le loro rappresentanze sindacali, le forze sociali e le istituzioni a tutti i livelli individui le migliori soluzioni per l’Europa, per l’Italia, per i cittadini e per i lavoratori di Terni: se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali siano le intenzioni del Governo per assicurare che i futuri assetti proprietari, relativi ad un impianto di rilevanza strategica nazionale, garantiscano la messa in sicurezza del futuro di questo sito industriale, della sua capacità produttiva e dei suoi livelli occupazionali.

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