Umbria 2024: economia stagnante, crisi manifatturiera grave

Umbria 2024: economia stagnante, crisi manifatturiera grave

Agricoltura e turismo resistono, ma rilancio resta urgente

Perugia, 1 novembre 2025 – L’economia dell’Umbria nel 2024 si presenta in una fase di evidente stagnazione, con segnali contrastanti che evidenziano la necessità di un intervento strutturale per invertire la rotta. I dati recentemente pubblicati da Tagliacarne-Unioncamere, con il supporto della Camera di Commercio dell’Umbria, tracciano un bilancio complesso: la regione è ferma a una crescita nominale dello 0,99% del valore aggiunto, risultato che si annulla completamente se si considera l’inflazione media regionale, stimata attorno allo 0,9%. In termini reali, dunque, l’Umbria non cresce affatto, collocandosi al penultimo posto in Italia, seguita solo dall’Emilia-Romagna, come riporta il comunicato stampa della Camera di Commercio dell’Umbria (Dati Tagliacarne–Unioncamere con il supporto della Camera di Commercio
dell’Umbria).

Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio, sottolinea come la difficoltà sia strutturale e lunga: «L’Umbria deve sfruttare l’opportunità data dall’inserimento nella Zona Economica Speciale insieme alle Marche. È fondamentale un rilancio che passi attraverso investimenti mirati, digitalizzazione e formazione, per aumentare la produttività e attrarre capitali e competenze.»

Umbria 2024: economia stagnante, crisi manifatturiera grave

L’industria manifatturiera, tradizionale volano della regione, è il comparto più colpito. Con un calo dell’8,08% nel 2024, risulta il peggior andamento d’Italia. Le province di Terni e Perugia riflettono questa realtà con una contrazione del valore aggiunto industriale rispettivamente del -10,45% e -7,53%. Il fenomeno va oltre la congiuntura economica: è un indebolimento strutturale della filiera produttiva dovuto a ritardi nell’innovazione e calo degli investimenti.

 

Umbria 2024: economia stagnante, crisi manifatturiera grave

 

All’opposto, l’agricoltura rappresenta una solida fonte di resilienza, crescendo del 13,64%, ben al di sopra della media nazionale.
Il successo è più marcato a Terni, 26° con +18,75%, mentre Perugia si assesta al 53° posto (+11,38%).

Il settore beneficia della spinta dell’agroalimentare di qualità e del turismo rurale, elementi che sostengono un territorio profondamente legato alle sue tradizioni.

Anche il turismo e i servizi correlati – commercio, trasporti, alloggio e ristorazione – mostrano segni di vitalità, con una crescita complessiva del 3,3%, in linea con la media nazionale.
La regione si distingue per una ricca offerta culturale e un posizionamento geografico favorevole che contribuiscono all’attrattività turistica.

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