Turismo: Perugia corre, Terni rincorre tra 107 province

Luoghi Invisibili 2016, gli appuntamenti del primo weekend a PerugiaTurismo: Perugia corre, Terni rincorre tra 107 province

Cresce la domanda ma Airbnb e Pil restano deboli

L’Umbria ha superato la crisi pandemica sul fronte turistico, ma la vera sfida ora è diventare una destinazione strutturalmente competitiva. È quanto emerge dal report Dataview – Il barometro dell’economia territoriale, realizzato da Unioncamere e dal Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, in collaborazione con la Camera di Commercio dell’Umbria.

Turismo: Perugia corre, Terni rincorre tra 107 province

Il confronto tra le due province umbre – Perugia e Terni – mostra un sistema turistico regionale diviso in due velocità. Perugia mostra segnali incoraggianti su quasi tutti i parametri analizzati, pur senza eccellere; Terni invece resta indietro, penalizzata da limiti strutturali e scarsa attrattività nei circuiti nazionali.


“La sfida oggi è capitalizzare questa fase positiva – afferma Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria –. Il turismo è una delle leve più potenti della nostra economia: considerando anche l’indotto (trasporti, commercio, cultura), il suo peso sul Pil si moltiplica. Le presenze sono cresciute tra il 2019 e il 2024, e il 2025 parte con numeri promettenti, anche grazie al Giubileo. Ora serve investire su qualità, accoglienza e promozione”.

Tra i sei parametri analizzati, spicca quello delle presenze turistiche per chilometro quadrato di superficie consumata, cioè effettivamente urbanizzata. Perugia si piazza al 41° posto su 107 province italiane, con 16.819 presenze per kmq. Terni segue lontana: 9.350 presenze per kmq, al 63° posto. Entrambe le province restano comunque ben lontane da fenomeni di over-tourism, con margini importanti per una crescita sostenibile.

Turismo: Perugia corre, Terni rincorre tra 107 province

La variazione delle presenze tra il 2019 e il 2024 è positiva per entrambe le province: Perugia registra un +15,15% (23° posto nazionale), mentre Terni si ferma a +11,50% (33° posto). Dati che confermano la capacità dell’Umbria di recuperare i livelli pre-Covid e rilanciare il comparto turistico. Un elemento positivo arriva dall’indice di concentrazione mensile delle presenze turistiche, basato sul coefficiente di Gini. Minore è il valore, più distribuito nel tempo è il flusso turistico. Terni (0,253) fa leggermente meglio di Perugia (0,259), collocandosi rispettivamente al 35° e 37° posto nazionale. Un segnale di equilibrio e resilienza del sistema.

Turismo: Perugia corre, Terni rincorre tra 107 province

L’universo AirBnb rivela invece un punto debole per entrambe le province umbre. Perugia ha 2,02 alloggi disponibili per kmq (50° posto), Terni appena 1,48 (63° posto). L’occupazione media annuale degli alloggi è bassa: 22,21% per Perugia e 20,74% per Terni, che scivola al 77° posto nazionale. Questi dati mostrano una scarsa competitività dell’offerta extra-alberghiera, in particolare del turismo breve.

Anche il contributo del turismo al Pil provinciale è inferiore alla media nazionale. Perugia si attesta al 3,93% (51° posto), Terni al 3,39% (70° posto). Numeri che dimostrano quanto ancora si possa crescere, in termini economici, attraverso il turismo.

L’Umbria ha tutte le carte per diventare una destinazione turistica solida e sostenibile, ma servono investimenti in infrastrutture, promozione e modernizzazione dell’offerta.

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