Trasporti, energia, idrico e rifiuti: Cgil, Cisl e Uil della provincia di Perugia a confronto

Trasporti, energia, idrico e rifiuti: Cgil, Cisl e Uil della provincia di Perugia a confronto

Trasporti, energia, idrico e rifiuti: Cgil, Cisl e Uil della provincia di Perugia a confronto

Esaminare la situazione dei settori trasporti, energia, idrico e rifiuti nel territorio provinciale. Questo era l’obiettivo della riunione di ieri 4 agosto, tenutasi in videoconferenza tra le associazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil della provincia di Perugia.

L’esigenza di fare il punto nasce, affermano i sindacati, dopo le iniziative di mobilitazione dei lavoratori avvenute l’ultimo 30 giugno, giornata di sciopero per gli operatori responsabili della nettezza urbana in tutto il territorio nazionale. In quell’occasione, i lavoratori hanno scioperato contro l’articolo 177 del Codice di appalto, che impone di esternalizzare a terzi l’80% dei servizi pubblici, senza gara ad evidenza pubblica. Tali iniziative sindacali hanno determinato, almeno per ora, la proroga della sua efficacia fino al dicembre 2022.

Secondo quanto appreso, le associazioni di categoria non sono soddisfatte, vista la mancata abrogazione definitiva del suddetto articolo 177. Questa decisione, ritengono i sindacati, deve impegnare tutte le parti in causa prima di tale scadenza a livello locale ma soprattutto in parlamento affinché ci sia la totale abrogazione di tale norma.

A livello territoriale diventerebbe necessario, dicono le associazioni di categoria, entrare nel merito e capire la prospettiva e le opportunità rispetto al quadro generale di trasporti, rifiuti, energia e idrico sui costi tariffari, l’efficienza dei servizi e gli investimenti tesi ad occupazione sana, attuale ed in prospettiva crescita, in osservanza alle leggi ed ai CCNL di ogni settore, a salvaguardia della sicurezza e salute degli addetti.

Secondo la Cgil in Umbria mancherebbe una coerenza da permettere una omogeneità di offerta di servizi, legata soprattutto alla gestione dettata da aziende pubbliche in house e/o per assegnazione da gara, ed aziende private e con partecipazione pubblica con servizi assegnati per gara, in un territorio suddiviso in Aree Territoriali, almeno quattro, che non garantiscono più le necessarie economie di scala e sinergie tese alla massima ottimizzazione con recuperi di produttività e contenimento dei costi ai cittadini.

Il sindacato ritiene irrinunciabile sempre una presenza pubblica, valida e qualificata, su ciascuno dei settori dei servizi pubblici essenziali, che svolga il ruolo di indirizzo e controllo, oggi lasciato in mano al privato, laddove è presente, ovvero teso alla futura presenza di quest’ultimo, necessario spesso per il know-how, ma teso al mero e legittimo profitto e non all’interesse generale della collettività.

Infine, ribadiscono e confermano le organizzazioni sindacali, che la priorità resta che tali servizi vengano svolti dal pubblico e laddove la norma preveda l’ingresso del privato deve essere svolto con totale trasparenza e piena concertazione

A tal fine, la discussione all’interno del sindacato nelle prossime settimane sarà utile settore per settore per meglio conoscere lo stato dell’arte del lavoro che nel territorio si sta facendo e quello che esso determinerà nel breve e lungo periodo. Questo con l’obiettivo per le organizzazioni sindacali di chiedere l’apertura immediata di confronti con i soggetti coinvolti a vario titolo, rispetto alle tematiche di cui sopra.

 
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