Nuova delibera sui trasporti apre la polemica a Perugia
Il nodo della delibera e le richieste della Regione
Il comparto del trasporto su ferro in Umbria affronta una fase di profonda incertezza a causa del recente provvedimento numero 49 emanato dall’Autorità di regolazione dei trasporti. L’atto amministrativo ha innescato un’aspra polemica tra l’amministrazione regionale e l’esecutivo centrale. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha formalizzato il proprio dissenso inviando una missiva ufficiale al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, sollecitando un tavolo di confronto urgente per modificare le linee guida che rischiano di penalizzare pesantemente i collegamenti locali.
La contestazione verte principalmente sui nuovi standard di velocità imposti per l’accesso alle tratte ferroviarie principali. Le recenti riforme avevano previsto investimenti cospicui per l’acquisto di convogli capaci di toccare i 200 chilometri orari, una misura introdotta specificamente per evitare il dirottamento dei lavoratori e degli studenti umbri diretti a Roma verso le linee secondarie e rallentate. Il nuovo orientamento fissa invece la soglia minima a 250 chilometri orari, rendendo di fatto obsoleti o inadeguati i mezzi appena acquistati e declassando il servizio territoriale.
L’alleanza tra i territori e le fasce orarie protette
La mobilitazione istituzionale non vede l’Umbria isolata in questa trattativa. L’ente di Palazzo Donini ha infatti siglato un’intesa strategica con i vertici di Lazio, Toscana e Marche, regioni che condividono la gestione dei flussi pendolari e le medesime tratte interregionali. Le quattro amministrazioni contestano l’apertura forzata al mercato libero che, in caso di sovrapposizione con gli operatori privati sulle tratte di massima percorrenza, costringerebbe i servizi pubblici entro un tetto massimo del 40% della capacità complessiva della linea ferroviaria.
Un ulteriore punto critico riguarda la ridefinizione delle fasce orarie destinate alla tutela dei lavoratori. La delibera riconosce la priorità di transito per i convogli dei pendolari esclusivamente nella fascia compresa tra le ore 6 e le ore 9 del mattino, calcolata dalla stazione di partenza. Questa limitazione temporale esclude tuttavia una fetta consistente di utenza, considerando che numerosi collegamenti essenziali in partenza dalle Marche e diretti verso l’Umbria e il Lazio avviano le proprie corse tra le ore 5 e le ore 6, rimanendo così privi delle tutele necessarie.
Scadenze cruciali e interventi sulla rete
I prossimi giorni risulteranno determinanti per stabilire il futuro della mobilità nel Centro Italia. I tecnici ministeriali e i rappresentanti delle Regioni si riuniranno dopodomani per un vertice operativo volto a esaminare le singole criticità sollevate dai territori. Il confronto precederà la scadenza del 29 giugno, data in cui è prevista la pronuncia definitiva sul testo della delibera.
Parallelamente alle trattative politiche, la rete ferroviaria umbra affronta modifiche strutturali. Sabato 13 si concluderà il periodo di sospensione del traffico sulla tratta compresa tra Terni e Foligno, un blocco necessario per consentire interventi di manutenzione straordinaria. Per quanto concerne il rinnovo della flotta, l’immissione in servizio dei primi due treni da 200 chilometri orari avverrà entro la fine del mese corrente. Secondo le analisi espresse dal consigliere Thomas De Rebotti, l’effettivo beneficio per l’utenza rimarrà tuttavia limitato a pochi minuti di guadagno sui tempi di percorrenza complessivi, dal momento che tale velocità di punta potrà essere mantenuta solo per circa 30 chilometri lungo la direttissima che collega Orte alla Capitale.

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