Sisma in Umbria: seconda regione per sismicità dopo Sicilia
PERUGIA, 12 gennaio 2026 – L’Umbria si conferma uno dei territori più geologicamente attivi d’Italia, secondo i dati ufficiali dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) contenuti nello “Speciale 2025”, la regione ha occupato lo scorso anno il secondo gradino del podio nazionale per numero di terremoti, preceduta soltanto dalla Sicilia. In totale, sono stati localizzati 3.260 eventi sismici nel cuore verde d’Italia, una cifra che testimonia un monitoraggio capillare e una dinamicità sotterranea costante, pur rimanendo in gran parte confinata sotto la soglia della percezione umana, e come riportato nella nota stampa di Ansa.
L’analisi tecnica rivela che la stragrande maggioranza di queste scosse (ben 3.190) ha fatto registrare una magnitudo inferiore a 2.0. Soltanto tre episodi si sono collocati nella fascia tra 3.0 e 3.9 e secondo il calendario sismico dell’anno, il mese di febbraio è risultato il più calmo con 240 rilevazioni, mentre settembre ha segnato il picco massimo di attività con 326 scosse. Proprio in quel mese si è verificato l’evento più rilevante del 2025: il sisma di Massa Martana, che con una magnitudo di 3.7 ha rappresentato l’apice energetico annuale per il territorio umbro.
Un capitolo significativo dello studio riguarda la persistenza della sequenza iniziata il 24 agosto 2016. L’area compresa tra Amatrice, Visso e Norcia continua a mostrare un’attività sismica strutturata e costante. Anche se la maggior parte degli oltre 5.000 eventi registrati in questa specifica zona presenta intensità molto basse (sotto magnitudo 2.0), il loro peso complessivo è determinante: da sola, questa sequenza contribuisce per oltre il 30% alla sismicità totale registrata dall’intera Rete Sismica Nazionale nel 2025.
Secondo gli esperti dell’Ingv, questo “respiro” della terra è un fenomeno atteso e monitorato, che sottolinea l’importanza di non abbassare mai la guardia sulla prevenzione.

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