Presidio a Ponte San Giovanni, chiesto un tavolo istituzionale
📌 FLASH NEWS – FIT-CISL e FAST Ferrovie Umbria contro le aggressioni al personale dei trasporti. Dopo il grave episodio a Ponte San Giovanni, chiesti più videosorveglianza e vigilanza e un tavolo con Prefettura, Regione, aziende e sindacati
Un presidio alla stazione di Ponte San Giovanni come luogo simbolo di un problema che riguarda l’intero sistema regionale dei trasporti. FIT-CISL Umbria e FAST Ferrovie Umbria rilanciano l’allarme sulle aggressioni verbali e fisiche ai danni dei lavoratori e chiedono interventi alle aziende, maggiore vigilanza e l’apertura di un tavolo istituzionale con Prefettura e Regione Umbria.
A spiegare le ragioni dell’iniziativa è Fabio Ciancabilla, segretario generale FIT-CISL Umbria. La scelta della stazione di Ponte San Giovanni è collegata anche a un recente e grave episodio che, secondo quanto riferito dal sindacalista, ha visto un passeggero rendersi protagonista di un’aggressione fisica e di atti vandalici nei confronti di capistazione.
L’episodio ha riportato in primo piano una situazione che le organizzazioni sindacali definiscono ormai intollerabile. Nel mirino non ci sono soltanto le aggressioni fisiche, ma soprattutto una successione di comportamenti verbali ostili che interesserebbe quotidianamente diverse categorie di lavoratori.
Ciancabilla: situazione diventata intollerabile
“Oramai è diventata una situazione intollerabile quella che riguarda le aggressioni nei confronti del personale dei trasporti”, afferma Fabio Ciancabilla.
Secondo il segretario generale di FIT-CISL Umbria, il fenomeno interessa l’intero settore e non può essere circoscritto a una singola categoria professionale. “Non passa giorno che non ci sia un’aggressione verbale”, sottolinea, precisando che fortunatamente soltanto più raramente questi episodi degenerano in aggressioni fisiche o atti vandalici.
Tra i lavoratori maggiormente esposti vengono indicati gli autisti degli autobus e soprattutto i capotreno. A questi si aggiungono il personale addetto alla vendita e all’assistenza, i capistazione e anche gli operatori della manutenzione.
Il quadro denunciato dai sindacati è quindi quello di un problema diffuso che coinvolge chi lavora sui mezzi, nelle stazioni e nei servizi destinati direttamente agli utenti.
Il recente episodio a Ponte San Giovanni
La decisione di concentrare la mobilitazione sulla stazione di Ponte San Giovanni non è casuale. Ciancabilla spiega che il luogo è stato scelto simbolicamente dopo un recente episodio di particolare gravità.
“Purtroppo c’è stato un fatto recente grave di aggressione fisica e anche atti vandalici nei confronti di capistazione da parte di un passeggero”, riferisce il segretario generale FIT-CISL Umbria.
L’iniziativa, tuttavia, non vuole limitarsi al singolo episodio. Ponte San Giovanni diventa il punto dal quale richiamare l’attenzione sulle aggressioni che interessano il personale dei trasporti in tutta l’Umbria.
Il messaggio lanciato insieme a FAST Ferrovie Umbria è “STOP AGGRESSIONI AL PERSONALE DEI TRASPORTI”, accompagnato dalla richiesta di non considerare questi episodi una componente inevitabile dell’attività lavorativa.
Autisti e capotreno tra i lavoratori più esposti
La denuncia sindacale comprende una vasta platea di addetti. Gli autisti degli autobus sono quotidianamente a diretto contatto con i passeggeri, mentre nel settore ferroviario, secondo Ciancabilla, sono soprattutto i capotreno a risultare particolarmente esposti.
Anche il personale che opera nei punti di vendita e assistenza può trovarsi coinvolto in situazioni conflittuali. Lo stesso vale per capistazione e lavoratori della manutenzione.
Le aggressioni verbali rappresentano, secondo quanto denunciato, la manifestazione più frequente del problema. A preoccupare sono però anche i casi nei quali la tensione cresce fino a trasformarsi in violenza fisica oppure in danneggiamenti.
Per FIT-CISL Umbria e FAST Ferrovie Umbria la risposta deve quindi intervenire sia sulla protezione concreta degli operatori sia sulle condizioni di sicurezza degli ambienti nei quali lavorano.
Più videosorveglianza e illuminazione
Le richieste avanzate alle aziende riguardano innanzitutto gli interventi infrastrutturali. Ciancabilla indica tra le priorità il miglioramento dei circuiti di videosorveglianza nelle aree interessate.
Un altro punto riguarda l’illuminazione. Secondo FIT-CISL Umbria è necessario migliorare le condizioni di visibilità nelle zone frequentate dal personale, con particolare attenzione alle fasce orarie nelle quali i lavoratori terminano il servizio.
Il sindacato chiede inoltre di rendere più sicuri i percorsi che i dipendenti devono compiere una volta concluso il turno, soprattutto nel tragitto tra il luogo di lavoro e i parcheggi.
“Chiediamo alle aziende di fare degli interventi infrastrutturali, ad esempio migliorare i circuiti di videosorveglianza, migliorare l’illuminazione, tutelare comunque il percorso che fanno i lavoratori quando escono dal turno verso i parcheggi”, spiega Ciancabilla.
La richiesta di maggiore vigilanza
Accanto agli interventi sulle infrastrutture, le organizzazioni sindacali chiedono un rafforzamento del supporto sul fronte della vigilanza.
Ciancabilla fa riferimento anche alla presenza prevista da dicembre con FS Security, indicandola come uno degli strumenti attraverso i quali potrà essere fornito un ulteriore supporto sotto il profilo della sicurezza.
L’obiettivo indicato è costruire un sistema nel quale gli interventi non siano isolati, ma comprendano videosorveglianza, illuminazione, protezione dei percorsi utilizzati dai lavoratori e presenza di personale destinato alla vigilanza.
Sono queste, secondo il segretario generale FIT-CISL Umbria, le principali richieste rivolte direttamente alle aziende del settore.
Un tavolo con Prefettura, Regione, aziende e sindacati
La seconda parte delle richieste riguarda invece il livello politico e istituzionale. FIT-CISL Umbria sollecita l’apertura di un tavolo al quale partecipino organizzazioni sindacali, aziende, Prefettura e Regione Umbria.
Il confronto dovrebbe servire innanzitutto a raccogliere le proposte avanzate dai rappresentanti dei lavoratori e a individuare le possibili risorse da destinare agli interventi per la sicurezza.
“Chiediamo alle istituzioni, in questo caso alla Prefettura ma riguardo anche alla Regione, di aprire un tavolo istituzionale con le organizzazioni sindacali, con le aziende, Prefettura e Regione”, afferma Ciancabilla.
Il tavolo dovrebbe affrontare sia gli aspetti infrastrutturali sia quelli relativi alla vigilanza, mettendo insieme i diversi soggetti coinvolti nella gestione e nella sicurezza del trasporto.
L’obiettivo di un protocollo d’intesa
Il confronto istituzionale, nelle intenzioni del sindacato, dovrebbe arrivare alla definizione di un protocollo d’intesa con specifiche linee guida.
La richiesta è quindi quella di trasformare le segnalazioni e le proposte provenienti dai lavoratori in un percorso condiviso tra istituzioni, organizzazioni sindacali e aziende.
Ciancabilla indica anche la necessità di individuare risorse che possano essere utilizzate per migliorare le infrastrutture e rafforzare la vigilanza.
Il protocollo rappresenterebbe il punto di arrivo di questo confronto, fissando un quadro di riferimento comune per affrontare il fenomeno delle aggressioni nel settore.
Presidio serale alla stazione
La mobilitazione non si limiterà all’iniziativa di denuncia. FIT-CISL Umbria ha annunciato un presidio alla stazione di Ponte San Giovanni, scelto come luogo simbolico rispetto a un problema che viene riferito all’intero territorio regionale.
Secondo quanto annunciato da Fabio Ciancabilla, il presidio partirà domenica e si svolgerà nella fascia oraria dalle 21 alle 23, proseguendo fino a venerdì.
La scelta dell’orario consentirà di incontrare anche i lavoratori impegnati nei servizi serali e di raccogliere direttamente le loro indicazioni.
Le organizzazioni intendono utilizzare questi momenti anche per far emergere proposte e testimonianze provenienti da chi affronta quotidianamente le situazioni denunciate.
L’invito rivolto alle istituzioni
FIT-CISL Umbria invita inoltre i rappresentanti delle istituzioni a recarsi alla stazione durante il presidio per confrontarsi direttamente con i lavoratori.
“Invitiamo tutte le istituzioni a presentarsi, se vogliono, a parlare con i lavoratori interessati per raccogliere le loro proposte e eventualmente poi riportarle nei luoghi istituzionali deputati”, afferma Ciancabilla.
L’obiettivo è quindi creare un collegamento tra chi opera quotidianamente nel settore e i soggetti chiamati ad assumere decisioni sul fronte della sicurezza.
Le proposte raccolte durante il presidio potrebbero diventare materiale da portare successivamente nel tavolo istituzionale richiesto a Prefettura e Regione Umbria.
Sicurezza dei lavoratori e dei cittadini
FIT-CISL Umbria e FAST Ferrovie Umbria collegano la tutela del personale alla sicurezza complessiva del trasporto pubblico. Stazioni, autobus e treni più sicuri vengono considerati una garanzia non soltanto per chi vi lavora, ma anche per i cittadini che utilizzano quotidianamente questi servizi.
Il messaggio sindacale punta quindi a superare una lettura del problema limitata alle sole condizioni dei dipendenti. La sicurezza degli operatori e quella dei passeggeri vengono considerate due aspetti dello stesso sistema.
La richiesta è di intervenire prima che le aggressioni verbali possano trasformarsi in episodi più gravi, aumentando la protezione nei luoghi maggiormente esposti e rafforzando gli strumenti di prevenzione.
Ponte San Giovanni simbolo di una questione regionale
La stazione di Ponte San Giovanni diventa così il punto di partenza di una mobilitazione che FIT-CISL Umbria e FAST Ferrovie Umbria intendono riferire a tutta la regione.
Il recente episodio denunciato ai danni dei capistazione rappresenta la circostanza più immediata, ma la protesta nasce da una situazione descritta come molto più ampia e caratterizzata dalla frequenza delle aggressioni verbali nei confronti del personale.
Videosorveglianza, illuminazione, maggiore tutela nei tragitti verso i parcheggi e rafforzamento della vigilanza costituiscono le richieste indirizzate alle aziende. Sul versante istituzionale, invece, l’obiettivo è ottenere un tavolo con Prefettura, Regione Umbria, imprese e organizzazioni sindacali, individuare risorse e arrivare alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa.
Il presidio serale di Ponte San Giovanni punta infine a coinvolgere direttamente i lavoratori e a portare le loro proposte all’attenzione delle istituzioni, mantenendo al centro una richiesta: rendere più sicuro il lavoro di chi garantisce ogni giorno i servizi di trasporto.

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