Tagli tpl, si toglie il mezzo pubblico a chi non riesce a pagare assicurazione auto, nafta e bollo

Tagli tpl, si toglie il mezzo pubblico a chi non riesce a pagare assicurazione auto, nafta e bollo

“Noi non stiamo protestando contro la politica, ma contro le scelte che sta facendo la politica”. A dirlo durante la conferenza stampa è Ciro Zeno di Filt Cgil. Filt Cgil e Faisa Cisal dell’Umbria hanno organizzato nella giornata di oggi una conferenza stampa sui tagli al trasporto pubblico locale effettuati dalla Regione Umbria e sulle ripercussioni della nuova gara con rimodulazione in 4 lotti.

“Noi oggi abbiamo 63 milioni di euro destinati al TPL della nostra regione – aggiunge -: la scelta che vuole fare chi amministra la Regione è portarli a 50. Un taglio del 25 per cento che senza dubbio metterà a rischio i posti di lavoro e in qualità del lavoro, ma soprattutto metterà a rischio le aree più remote di questa regione. Ma non solo, metterà a rischio anche gli studenti, che molto probabilmente vedranno un taglio notevole di corse che passeranno durante l’orario scolastico. Non riusciremo più a portare le persone anziane a prendere la pensione alla Posta”.

E poi aggiunge: “Noi non possiamo accettare questa scelta ma anche per un’altra ragione: andremo verso la privatizzazione del TPL in Umbria, un qualcosa che già abbiamo vissuto in termini geografici, avevamo la regione divisa in quattro, cinque bacini, si vuole ritornare a quell’epoca. Ritornare a quel passato vuol dire mettere a rischio le fasce più deboli di questa comunità”.

“Oggi le famiglie – continua Zeno – non riescono più a pagare il bollo e l’assicurazione dell’auto, non riescono più a pagare la nafta o la benzina e andiamo a togliere il mezzo pubblico oggi in chi ne ha maggior bisogno? Ma non è questa la scelta che si può fare in questo momento, ma se vogliamo essere lineari in un momento in cui abbiamo la massima crescita turistica della regione andiamo a togliere ai turisti i pullman per spostarsi nella nostra nella nostra bellissima Umbria, cioè sono delle scelte controtendenza rispetto ai tempi non lo possiamo consentire, non lo possiamo accettare, perché le organizzazioni sindacali difendono non solo i posti di lavoro, ma anche gli interessi delle comunità”.

E per finire: “Questo è quello che faranno in piazza la CGIL e il FAISA CISAL (Uil e Cisl non parteciperanno), il 5 agosto in Piazza Italia, e lo diremo con grande forza, fino a quando avremo fiato: no ai tagli della nostra regione, non li vogliamo. I servizi li dobbiamo mantenere, non è il tempo dei tagli, è il tempo di supportare le fasce deboli”.

1 Commento

  1. Certo se sti extracomunitari nonmpaganoneanchebil biglietto viaggi lunghi gratis ecdiamo arrivati a questo

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