Sciogliamo il Nodo di Perugia, per un cambiamento radicale

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Sciogliamo il Nodo di Perugia, per un cambiamento radicale

da Simonetta Cianetti e Pietro Floris (Presidente e Vicepresidente Coordinamento dei comitati Sciogliamo il nodo)
Interpretare o commentare la scelta della Lega di espellere dal partito l’Assessore Melasecche non è nostro compito. Il nostro compito è quello di salvaguardare il territorio e i cittadini di Perugia e dell’Umbria da un’opera del tutto inutile per risolvere il traffico pendolare in entrata su Perugia e devastante da un punto naturalistico, ambientale ed economico.

L’Assessore Melasecche ha sbandierato il Nodino di Perugia come l’opera risolutrice della viabilità perugina e umbra. Potremmo dire che lo ha fatto a prescindere!

A prescindere, dall’ambiente. Basti dire che fra le varie deleghe che l’assessore ai trasporti della Regione dell’Umbria ha, c’è anche quella delle Politiche del paesaggio. Ebbene sventrare con gallerie artificiali e tratti in superficie, una collina come quella di Collestrada che costituisce uno di quei paesaggi umbri con i quali la nostra Regione si promuove in tutto il mondo e che gode, con i suoi boschi a Farnetto, della ZSC (zona speciale di conservazione) ossia della massima tutela europea a livello ambientale. Ebbene, come “politica del paesaggio” ci sembra quantomeno paradossale.

A prescindere, dai cittadini. E tutto questo lo ha fatto, senza mai aprire un confronto serio con noi cittadini. Nessuna partecipazione in fase di progetto preliminare, difficoltà ad accedere agli atti e ascolto prossimo allo zero (nonostante le quasi 8000 firme raccolte dalla petizione dall’associazione “Colle della Strada”). Chiusura insomma su tutti i fronti con cittadini apostrofati – dall’assessore alla stampa – con termini che qui per decenza non vogliamo ripetere; e poi ancora, gravi omissioni di informazioni da parte dei suoi dirigenti alle massime istituzioni dello stato (come nel caso della zona non dichiarata ZSC al Min. dei beni culturali). L’unica promessa che abbiamo ottenuto nell’unico incontro che abbiamo avuto con lui, è stata quella del confronto aperto sui dati di traffico che Anas avrebbe e ha di recente presentato. Confronto che a distanza di quasi due mesi non c’è stato.

A prescindere, dalla buona politica. La politica giusta è quella che ascolta, che informa e tutela i cittadini, è quella che fa rispettare le norme e le prescrizioni, è quella che non spreca denaro pubblico (come altrimenti potremmo definire l’incarico a ditte private per progetti ancora né deliberati né autorizzati da enti pubblici), è quella che non permette di far accedere senza regolare autorizzazione l’Anas (un’azienda privata non pubblica) in un terreno di un privato cittadino.

A prescindere. Proprio quest’ultimo fatto è per noi emblematico. L’accelerazione che l’assessore Melasecche ha impresso sul Nodino, nonostante le evidenti criticità dell’opera di cui detto, la sostanziale contrarietà delle amministrazioni locali (Comuni di Perugia e di Torgiano), le richieste dei ministeri mai evase (come quella che richiedeva alla Regione dell’Umbria progetti alternativi all’opera), ha consentito di fatto ad un’azienda privata di invadere i terreni dei proprietari senza regolare permesso.

A noi non interessa chi ci governa, la nostra scelta, in un modo o nell’altro, la facciamo nel segreto delle urne. A noi interessa che chi ricopre certi incarichi di governo sia una persona competente e appassionata alla buona politica.

La buona politica ascolta il cittadino e si confronta con esso, non mette a rischio un territorio di valore, prende posizioni chiare (cosa che non tutte le forze politiche hanno ancora fatto sul tema) ed esamina i problemi nel suo complesso. La questione del traffico Collestrada – Ponte San Giovanni si risolve, secondo noi, con interventi mirati per agevolare il traffico privato automobilistico in alcuni punti della tratta ma anche – e soprattutto – potenziando, trattandosi come noto di un traffico di tipo pendolaristico, e rendendo realmente appetibile il trasporto pubblico locale. Per esempio quello su rotaie; sfruttando al meglio la rete esistente intorno alla città di Perugia e valutando seriamente progetti innovativi. Come fanno nel resto d’Italia e del mondo.

Fare strade, e questo tipo di strade, forse è più facile per alcuni sedicenti industriali umbri, forse accontenta di più i poteri forti locali, forse attrae subito i soldi (che importa poi se vanno sprecati?!?). Ma, questo tipo di strade uccide un territorio, danneggia i cittadini, va contro l’idea e la pratica dello sviluppo e di una mobilità sostenibile, spreca come detto denaro pubblico.

Quello che noi chiediamo ORA come Coordinamento dei comitati, imprese, organizzazioni e cittadini “Sciogliamo il Nodo di Perugia” è un cambiamento radicale. Il cambiamento della buona politica.

 
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