Medio Etruria sull’Alta Velocità, il parere di Vannio Brozzi
La stampa locale interviene spesso sulla problematica della cosiddetta stazione Medio Etruria sull’Alta Velocità dove appaiono prese di posizione, le più varie, sulle ipotesi che man mano si affacciano.
Premesso che per l’Umbria qualsiasi scelta dal punto di vista ferroviario collochi una nuova stazione dell’Alta Velocità in terra toscana è una scelta che io definisco scellerata per le popolazioni e per i territori umbri, in quanto non ho mai visto che una politica di una Regione veda in maniera interessata e lavori per collocare un’opera definita strategica in un’altra Regione.
Ma a maggior ragione, il mio sconcerto aumenta quando apprendo che la posizione della Regione Umbria propone questa collocazione della stazione in località “Creti”, sulla cui ubicazione non mi dilungo in quanto la posizione di un quotidiano locale ha ampiamente illustrato la sua inadeguatezza per i tempi di percorrenza dalle maggiori città dell’Umbria.
Ma la cosa ancora più sconvolgente della quale sembra che la Presidente regionale e l’Assessore regionale ai Trasporti non si rendano conto è gli effetti nefasti, negativi che comporterà nei collegamenti interregionali con particolare e significativa perdita di efficacia e di utilizzazione della Foligno Terontola.
Giova ricordare che oggi la Foligno Terontola svolge un ruolo principalmente per il collegamento verso nord oltre la nostra regione, mentre nei collegamenti regionali il flusso dei viaggiatori è del tutto ininfluente in quanto la linea a semplice binario con treni ad orario oggi non svolge più nel traffico locale alcuna funzione strategica e trasportistica.
Da ciò la scelta di Creti porterà nel breve periodo a considerare la Foligno Terontola un ramo secco.
La Regione dell’Umbria quando aveva Dirigenti Politici e Presidenti di Regione tipo Pietro Conti, quando si realizzò la direttissima pretesero che venissero realizzate le interconnessioni con la vecchia linea per consentire il collegamento dei territori umbri.
In pratica l’attuale governo della Regione lavora per lo smembramento della Regione stessa proponendo Orte come hub della zona sud dell’Umbria, Creti per il perugino, mentre gli eugubini, per il collegamento nord, utilizzeranno la Fabriano-Ancona-Milano. Con ciò non si realizza quello che si definiva la politica policentrica dell’Umbria ma il definitivo smembramento dell’Umbria nella sua unità territoriale.
Si utilizza tanto il concetto che il servizio Frecciarossa è un servizio “a mercato”.
Credo che sia giunto il momento di sfatare anche questo mito. Mercato di che? Se la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete è a carico dello Stato a carico (tramite la tassazione generale). Se il trasporto pubblico locale è a carico delle regioni (e quindi indirettamente dello Stato).
Quando in Umbria si spendono centinaia di milioni di euro per garantire il TPL e la mobilità regionale credo che non sia né velleitario, né sciocco, né inopportuno contribuire al pari delle altre regioni a garantire tempi di collegamento celeri e in linea con gli altri Capoluoghi di regione nei collegamenti nazionali sia verso nord che verso sud, possibili soltanto utilizzare in maniera intelligente e innovativa le strutture esistenti magari ammodernandole dopo anni e anni di abbandono.
Al Partito Democratico regionale al quale io sono ancora iscritto rivolgo un accorato appello. Dica una volta per tutte: no a questa scelta scellerata.
Vannio Brozzi – Ex Amministratore Unico FCU

mi sembra di ricordare che la sua gestione non sia andata un granché bene !