L’Assessore Regionale Enrico Melasecche replica alla Cgil su TPL

L’Assessore Regionale Enrico Melasecche replica alla Cgil su TPL

L’Assessore Regionale Enrico Melasecche replica alla Cgil su TPL

Lo scaricabarile ed i tiri in calcio dangolo non fanno parte della nuova cultura dellUmbria, quella dellassunzione di responsabilità, del merito, del buon governo”.  Leggo con simpatia quanto dichiara in solitaria il Segretario della CGIL che mi accusa di fare lo scaricabarile sulla situazione a dir poco pesante, per usare un eufemismo, in cui versa il TPL in Umbria. Così lAssessore Regionale Enrico Melasecche che prosegue:  Probabilmente non mi conosce perché può accusarmi di tutto ma non di certo di quella pratica malsana di cui sono stati protagonisti coloro che hanno governato e sgovernato la Regione nell’ultimo decennio,  almeno in questo settore, con implicazioni di tutti i tipi, societarie, finanziarie, giudiziarie, direi anche etiche visto come è stato “privatizzato” il settore del TPL rispetto alla struttura pubblica precedente.

Se mi consentisse di lavorare in pace per qualche altra settimana, per approfondire seriamente i problemi, spero di essere in grado di fornire a lui ed a tutti gli umbri un quadro reale dei problemi e delle più oneste possibili soluzioni.

Non sono solito proporre ricette mirabolanti perché Mago Merlino non fa più parte delle mie letture serali.

“Le cittadine ed i cittadini”, come lui ama chiamare gli umbri, hanno bisogno di risposte concrete, sollecite e soprattutto chiare e sanno giudicare da soli, come hanno peraltro già fatto recentemente, a chi dare la fiducia.

Purtroppo, come ben sa chi ha a che fare con qualsiasi amministrazione sia pubblica che privata, per affrontare con professionalità questi problemi, occorre prima con coraggio chiamarli con il loro nome e cognome e gradualmente superarli, non edulcorando le necessarie pillole oppure scaricando il barile su chi sarebbe venuto dopo, come ha fatto chi ci ha amministrato dalla creazione di Umbria Mobilità in poi.

Credo opportuno, ma ognuno fa sindacato come preferisce, lasciare la difesa d’ufficio di chi ha portato l’Umbria nelle attuali condizioni, ai rappresentanti di quella politica che, nel bene e nel male, ha gestito tutto quanto c’era da gestire in modo monopolistico.

L’esercizio del metodo democratico ha consentito agli umbri di dare fiducia ad una compagine che ha oggi il dovere ed il diritto di governare. Sono convinto che sotto la guida sapiente della Presidente Tesei e della capacità non comune della sua squadra di governo si apre una nuova stagione di grandi riforme e di buoni risultati nonostante le difficoltà che chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale non può negare.

Chiedo solo di poter lavorare con un pizzico di serenità nel rispetto dovuto che io stesso per mia cultura personale porto a chiunque porta rispetto. L’Umbria ha bisogno di impegno e concretezza. Sono anche moderatamente ottimista sul fatto che, se il buon giorno si vede dal mattino, saranno ben pochi i delusi.

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