Il Nodo nodino di Perugia, Opposizioni, non s’ha da fare né ora né mai

Un’infrastruttura che sarebbe devastante, oltre che inutile, per un’area ad alto valore ambientale

 
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Infrastrutture: Smacchi e Casciari scrivono al Ministro De Micheli
Infrastrutture: Smacchi e Casciari scrivono al Ministro De Micheli

Il Nodo nodino di Perugia, Opposizioni, non s’ha da fare né ora né mai

Ieri in III commissione consiliare permanentesi è discusso un ordine del giorno atteso da tanto e da tanti: quello sul “nodino”, con cui i Gruppi consiliari Partito Democratico, Idee Persone Perugia, Rete Civica Giubilei chiedono che venga abbandonato tale progetto, un’infrastruttura che sarebbe devastante, oltre che inutile, per un’area ad alto valore ambientale ed economico del territorio comunale.

La buona notizia è che l’odg del centro sinistra è passato a larga maggioranza, e con i voti favorevoli dello stesso centro destra, che dunque si è schierato, con qualche impaccio, contro l’opera.

La brutta, anzi pessima, notizia, è che l’ipotesi del “nodino”, contrariamente a quanto è apparso come indiscrezione sulla stampa nei giorni scorsi, è tutt’altro che naufragata nelle intenzioni della Regione e di Anas.

La Regione nel corso della seduta ha infatti fatto sapere che Anas considera il nodino di Perugia un problema prioritario per l’intera viabilità nazionale, e che la stessa Anas ha già avviato la procedura per un nuovo progetto, che sostanzialmente ricalca quello di quasi vent’anni fa.

È vero che negli ultimi documenti regionali non compare l’opera, ma questo non dipende dal fatto che sia stata accantonata, ma semplicemente in quanto non rientra nei progetti dl Recovery Found, bensì in altri capitoli di spesa già aperti. Una doccia fredda per i rappresentanti delle associazioni e dei vari comitati che stavano partecipando alla riunione della commissione.

Lo stesso sindaco Romizi, straordinariamente in commissione, prendendo la parola, ha voluto marcare la differenza con le scelte della Regione, criticando la posizione di Palazzo Donini e in particolare dell’assessore Melasecche.

Dopo la presentazione dell’atto da parte della consigliera dem Ranfa, si sono susseguiti gli interventi dei numerosi ospiti invitati in audizione: dai rappresentanti dei vari presidi (Collestrada; Balanzano; Madonna del piano) del gruppo “Sciogliamo il nodo” a Italia nostra, da Legambienteal WWF.

Tutti d’accordo nella richiesta di abbandonare il“nodino”e di valutare soluzioni alternativea un progetto fortemente impattante, che tra l’altro non risolverebbe i problemi di traffico se non in percentuale irrisoria (circa il 15% o forse di meno).

I proponenti hanno sottolineato l’inadeguatezza di un’opera il cui progettorisale a circa 20 anni fa, e pertanto ad oggi non si può non tener conto degli indiscutibili e ovvi cambiamenti che le dinamiche di sviluppo e tutela hanno determinato in materia di flussi di traffico, salvaguardia ambientale e compatibilità tra costi e benefici.

Tutti gli interventi hanno da una parte evidenziato gli irrimediabili danni che un’infrastruttura del genere comporterebbe, ma soprattutto hanno suggerito una serie di azioni possibili per la risoluzione dell’annoso problema del traffico, che si concentra intorno alle 9 e alle 18 nelle rampe che si distaccano a Ponte San Giovanni per Perugia, e a Collestrada per Assisi-Foligno la sera.

Si tratta di mettere in campo interventi che rispondano ai principi di sviluppo sostenibile e attuino una transizione ecologica autentica, in linea con quanto richiesto dal piano Next Generation EU.

Le proposte avanzate: migliorare la viabilità provinciale ed interregionale intorno all’area perugina, sfruttare in maniera adeguata le sedi stradali attuali, e soprattutto riorganizzare il sistema pubblico dei trasporti, per renderlo più efficiente ed efficace.

Povere le risposte. I dirigenti regionali, intervenuti a nome dell’Assessore Melasecche, hanno sostenuto che le proposte avanzate non sono risolutive, e hanno invece sostenuto, sempre a nome dell’assessore regionale, la bontà del progetto di ANAS.

Dall’altra parte, come detto, il sindaco Romizi non solo ha espresso in maniera chiara l’apprezzamento per l’odg della minoranza, ma ha soprattutto mosso un’aspra critica all’assessore regionale della Lega per aver estromesso dalle decisioni non solo i cittadini e le associazioni, ma il massimo organo amministrativo e di rappresentanza dalla partecipazione.

Partecipazione alla quale l’ordine del giorno dei gruppi di centro sinistra hafatto più volte appello, e che ci si augura possa essere da qui in avanti parola chiave nel ripensamento di un progetto a dir poco inadeguato e nella valutazione di alternative percorribili e realmente risolutive.

Gruppo Partito Democratico

Gruppo Idee Persone Perugia

Gruppo Rete Civica Giubilei

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