Nuovi dirigenti regionali, opposizioni contro Palazzo Donini

Nuovi dirigenti regionali, opposizioni contro Palazzo Donini

Minoranza sul bando, chiesti chiarimenti sui costi e criteri

📌 FLASH NEWS – Le opposizioni in Consiglio regionale contestano il nuovo bando della Giunta Proietti per sei dirigenti e altre figure professionali. Chiedono chiarimenti su costi, criteri di selezione, tempi di pubblicazione e sul fabbisogno.


Le opposizioni in Consiglio regionale dell’Umbria aprono un nuovo fronte politico sulle assunzioni previste dalla Regione e chiedono alla Giunta guidata dalla presidente Stefania Proietti chiarimenti sul fabbisogno di personale, sui costi, sui criteri delle selezioni e sulla scelta del periodo nel quale è stato pubblicato il bando.

La presa di posizione è stata diffusa l’11 agosto 2026 dai consiglieri regionali Donatella Tesei, Enrico Melasecche, Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei, Paola Agabiti, Andrea Romizi, Laura Pernazza e Nilo Arcudi, esponenti di Lega Umbria, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Tp-Uc.

Al centro delle contestazioni c’è il nuovo bando per l’assunzione di personale regionale, che, secondo quanto riportato dai gruppi di minoranza, comprende sei nuovi dirigenti e diverse altre figure professionali. Le opposizioni quantificano in circa 2 milioni di euro l’anno il costo complessivo dell’operazione.

Il confronto politico sulle nuove assunzioni

Secondo i consiglieri di opposizione, la decisione di ampliare l’organico regionale deve essere valutata anche alla luce delle scelte adottate dalla Giunta sul versante fiscale. La minoranza richiama infatti gli aumenti di Irpef e Irap fino al 2029 e sostiene che le maggiori risorse richieste ai cittadini dovrebbero essere indirizzate prioritariamente ai servizi.

L’attacco politico si concentra in particolare sulla sanità. I consiglieri citano una serie di problemi che, a loro giudizio, continuerebbero a caratterizzare il sistema sanitario regionale.

Nel documento vengono richiamate liste d’attesa indicate oltre quota 70 mila, insieme al ridimensionamento di alcuni servizi, alle difficoltà di accesso alle prestazioni e al ricorso dei cittadini alla sanità privata. Secondo l’opposizione, esisterebbero quindi priorità che renderebbero necessario spiegare in maniera dettagliata l’opportunità delle nuove assunzioni.

La critica riguarda pertanto non soltanto il costo del personale, ma anche la scelta politica nella destinazione delle risorse pubbliche.

Contestata anche la pubblicazione nel mese di agosto

Un secondo elemento sollevato dalla minoranza riguarda i tempi della procedura. Il bando è stato pubblicato nel mese di agosto e prevede, secondo quanto riferiscono i consiglieri, un periodo di circa un mese per presentare le candidature.

Per Lega Umbria, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Tp-Uc, la scelta temporale merita un chiarimento perché coincide con una fase dell’anno caratterizzata da una fisiologica riduzione dell’attività politica, istituzionale e dell’attenzione pubblica.

Le opposizioni sostengono che una procedura riguardante posizioni dirigenziali e una spesa strutturale significativa debba essere accompagnata dal massimo livello possibile di trasparenza. Da qui la richiesta di conoscere le ragioni che hanno portato la Regione a procedere proprio in questo periodo.

Il tema della tempistica viene quindi collegato a quello più generale delle garanzie di pubblicità e trasparenza delle procedure amministrative.

Nel mirino anche i criteri per i dirigenti

Un ulteriore punto della contestazione riguarda le modalità previste per la selezione dei dirigenti. In base a quanto evidenziato dai consiglieri regionali di minoranza, il percorso sarebbe fondato sulla valutazione dei titoli e su un colloquio, senza prove d’esame.

Gli stessi esponenti dell’opposizione riconoscono che una simile procedura può essere prevista dalla normativa, ma ritengono necessario conoscere nel dettaglio i criteri utilizzati per le valutazioni e le garanzie predisposte per assicurare l’imparzialità della selezione.

L’attenzione viene concentrata soprattutto sulle posizioni dirigenziali, considerate particolarmente rilevanti per il funzionamento della struttura amministrativa regionale.

Per questo motivo la minoranza domanda alla Giunta di chiarire come saranno valutati i candidati, quali parametri verranno utilizzati e in che modo saranno garantite competenza e adeguatezza professionale rispetto agli incarichi da ricoprire.

Dubbi sui titoli di studio richiesti

Nel documento viene sollevata anche una questione relativa ai requisiti previsti per alcuni profili professionali. I consiglieri citano, in particolare, settori come servizi sociali, ambiente e spettacoli.

Secondo quanto sostenuto dalle opposizioni, per alcune posizioni sarebbe possibile presentare la candidatura disponendo di una laurea non necessariamente appartenente allo stesso settore professionale nel quale il candidato potrebbe successivamente essere impiegato.

La minoranza teme che questa impostazione possa determinare una distanza tra formazione universitaria e funzioni concretamente esercitate. Nel comunicato viene inoltre evidenziato che tale requisito sarebbe accompagnato dalla richiesta di esperienze specifiche maturate nel settore interessato.

Proprio questa combinazione porta gli esponenti dell’opposizione a chiedere ulteriori spiegazioni alla Giunta regionale sulle finalità e sulla struttura complessiva delle selezioni.

I consiglieri arrivano inoltre a porre pubblicamente la questione di una possibile futura stabilizzazione dei dirigenti, formulandola come interrogativo politico sul quale chiedono una risposta dell’esecutivo.

L’attacco alla maggioranza regionale

La contestazione assume quindi un carattere più ampio e investe direttamente la politica della Giunta Proietti. Secondo i gruppi di opposizione, da una parte vengono richiesti sacrifici agli umbri per esigenze legate al bilancio regionale, mentre dall’altra viene programmato un ampliamento della struttura amministrativa con nuovi costi.

Nel comunicato viene chiamato in causa anche Tommaso Bori, assessore regionale, insieme alla presidente Stefania Proietti.

Lega Umbria, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Tp-Uc criticano inoltre il comportamento delle altre forze che sostengono la maggioranza, citando espressamente Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Secondo i consiglieri firmatari, queste forze politiche non avrebbero assunto una posizione pubblica sulla vicenda.

Il confronto sul bando diventa così anche terreno di scontro tra maggioranza e opposizione sulla gestione delle risorse regionali e sulle priorità dell’amministrazione.

Le opposizioni annunciano ulteriori verifiche

I gruppi di minoranza anticipano che continueranno ad approfondire la questione. Gli aspetti sui quali intendono chiedere spiegazioni riguardano innanzitutto il reale fabbisogno di personale che avrebbe determinato l’apertura delle nuove posizioni.

Vogliono inoltre conoscere le motivazioni della tempistica scelta per il bando, i criteri utilizzati nelle procedure selettive e l’effettivo impatto economico delle assunzioni sul bilancio della Regione Umbria.

La richiesta politica è dunque quella di ottenere un quadro completo dell’operazione, dalla fase di programmazione fino agli effetti finanziari nel medio periodo.

Al centro resta il rapporto tra nuove assunzioni, sostenibilità della spesa regionale e situazione dei servizi pubblici, con particolare riferimento alla sanità.

Le opposizioni annunciano quindi di voler proseguire l’azione politica e istituzionale sulla vicenda, chiedendo alla Giunta regionale dell’Umbria di fornire tutti i chiarimenti ritenuti necessari sulle ragioni, sui costi e sulle modalità del nuovo piano di reclutamento.

1 Commento

  1. Mi permetto di fare una personale previsione. La Giunta di Centro-Destra perse le elezioni a causa della Sanità e ciò accadrà anche all’attuale Giunta di Centro-Sinistra. Gli aumenti dell’IRPEF e dell’IRAP, le liste d’attesa, nonchè i Servizi Pubblici offerti dalla Sanità regionale saranno il cavallo di battaglia del Centro-Destra. Come già dichiarato altre volte, i “professionisti” della politica, specialmente nelle Amministrazioni locali, non servono, anzi ritengo preferibile non ci siano.

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