Ferrovie umbre, Regione a confronto sui disagi dei pendolari

Ferrovie umbre, Regione a confronto sui disagi dei pendolari

Trenitalia riferisce su puntualità, nuovi treni e criticità.

Ferrovie umbre 🚆 Trasporto ferroviario in Umbria, confronto a Palazzo Cesaroni: Trenitalia riferisce su puntualità, nuovi Etr e direttissima. Francesco De Rebotti, chiede più garanzie sui treni del rientro da Roma e vivibilità a bordo.


Il trasporto ferroviario torna al centro del confronto regionale

I disagi segnalati dai pendolari umbri e le criticità del trasporto ferroviario sono tornati al centro dei lavori della Seconda commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. Dopo l’audizione del 17 luglio a Terni con il Comitato “Vita da Pendolari Umbria”, la commissione, presieduta da Letizia Michelini, ha convocato a Palazzo Cesaroni i rappresentanti delle aziende ferroviarie per approfondire la situazione.

All’incontro ha partecipato Amelia Italiano, direttrice regionale Umbria di Trenitalia, accompagnata da tecnici di Rete Ferroviaria Italiana e del Gruppo Ferrovie dello Stato. Presente anche l’assessore regionale ai Trasporti Francesco De Rebotti.

L’audizione ha affrontato le principali difficoltà indicate da chi utilizza quotidianamente il treno per raggiungere il luogo di lavoro, gli istituti scolastici, le università o altre destinazioni. Tra le problematiche emerse figurano ritardi, cancellazioni, coincidenze perse, modifiche improvvise alla composizione dei convogli e informazioni giudicate non sempre tempestive quando si verificano disservizi.

Tre aree di intervento per il servizio ferroviario

Nel suo intervento Amelia Italiano ha individuato tre ambiti principali sui quali concentrare l’attenzione: programmazione dell’offerta, gestione operativa del servizio e investimenti, con particolare riferimento al rinnovo del materiale rotabile.

La programmazione ferroviaria regionale deriva dall’accordo quadro tra Regione Umbria e Rete Ferroviaria Italiana, attraverso il quale vengono definite le caratteristiche e la qualità delle tracce che Trenitalia è chiamata successivamente a gestire.

In Umbria circolano complessivamente circa 130 treni ogni giorno. La metà dei collegamenti interessa direttrici extraregionali, in particolare quelle verso Roma, Firenze e Ancona. Una parte rilevante delle criticità riguarda proprio i servizi che utilizzano la linea direttissima verso la Capitale.

L’infrastruttura, secondo quanto illustrato durante l’audizione, è stata dichiarata satura da Rete Ferroviaria Italiana. La Regione Umbria ha ottenuto una deroga che consente ai convogli capaci di raggiungere i 170 chilometri orari di utilizzare la direttissima. Questa possibilità permette, tra l’altro, di mantenere tempi di viaggio tra Terni e Roma intorno a un’ora.

La direttissima e gli effetti della congestione

Quando la programmazione non consente l’accesso alla direttissima, i convogli devono invece utilizzare la linea lenta, con un conseguente aumento dei tempi di percorrenza. Proprio questo elemento rappresenta uno dei punti centrali delle difficoltà affrontate dai pendolari.

Amelia Italiano ha ricordato che nel corso del 2025 il sistema ferroviario nazionale è stato interessato da numerosi cantieri distribuiti in diverse aree del Paese. Per stabilizzare l’offerta sulla linea congestionata, il gestore dell’infrastruttura ha proposto una rimodulazione temporanea dei servizi sulla direttissima.

Il provvedimento ha avuto conseguenze anche sull’Umbria. Alcuni collegamenti che storicamente utilizzavano la direttissima sono stati trasferiti sulla linea lenta, mentre determinati treni regionali provenienti da altre regioni sono stati limitati alla stazione di Orte.

La modifica della programmazione è prevista, per alcuni collegamenti, fino alla fine del 2026. Una situazione che incide sui tempi di viaggio e sulla gestione complessiva delle relazioni ferroviarie utilizzate dai pendolari umbri.

Trenitalia indica una puntualità di 9,8 treni su dieci

Sul fronte della puntualità, Amelia Italiano ha fornito i dati registrati dall’inizio dell’anno. Secondo Trenitalia, 9,8 treni su dieci arrivano alla destinazione finale entro cinque minuti rispetto all’orario previsto.

Il dato sale a 9,9 treni su dieci per i collegamenti pendolari della mattina che non incontrano le condizioni di congestione riscontrate in altre fasce della giornata.

Su questo aspetto è intervenuto Francesco De Rebotti. L’assessore ha evidenziato che il parametro viene rilevato nella stazione di destinazione e che, nel corso del viaggio, possono verificarsi ritardi successivamente recuperati durante le tratte successive.

Il confronto ha quindi evidenziato una differenza tra il dato complessivo riferito all’arrivo finale e l’esperienza dei passeggeri nelle singole fasi del viaggio, soprattutto lungo le direttrici maggiormente interessate dalla saturazione dell’infrastruttura.

Guasti e disservizi incidono sulla regolarità dei collegamenti

Amelia Italiano ha riconosciuto che possono verificarsi situazioni specifiche, come guasti e problemi operativi, capaci di determinare ritardi rispetto agli orari programmati.

La gestione quotidiana del servizio deve quindi confrontarsi sia con le caratteristiche strutturali della rete sia con eventi puntuali che possono modificare la circolazione. Un quadro particolarmente complesso sulla direttissima, dove l’elevato numero di convogli riduce gli spazi disponibili per assorbire eventuali variazioni.

La direttrice regionale di Trenitalia ha inoltre riferito che viene trasmesso quotidianamente all’assessore Francesco De Rebotti il dato relativo alla puntualità dei cosiddetti treni “gold”, rilevato nella stazione di Terni.

Si tratta dei collegamenti considerati particolarmente rilevanti per i pendolari, soprattutto nelle fasce orarie utilizzate per il rientro verso l’Umbria.

Nuovi Etr a 200 chilometri orari sulla rete umbra

Una parte dell’audizione è stata dedicata al rinnovo del materiale rotabile. Dal 6 luglio i nuovi Etr 108, capaci di raggiungere una velocità di 200 chilometri orari, sono entrati in circolazione in Umbria. Dal 17 luglio hanno iniziato a viaggiare anche sulla direttissima.

Secondo quanto illustrato da Amelia Italiano, questi convogli costituiscono un elemento centrale nel processo di svecchiamento della flotta ferroviaria regionale.

Entro la fine del 2026 è previsto l’arrivo a sei convogli, mentre la flotta dovrebbe raggiungere complessivamente dodici treni entro il primo semestre del 2027.

Il rinnovo dei mezzi rappresenta uno degli interventi già avviati per migliorare il servizio, anche se le prestazioni dei nuovi treni rimangono strettamente collegate alle caratteristiche delle linee sulle quali vengono utilizzati.

De Rebotti: la direttissima è estremamente satura

Francesco De Rebotti ha individuato nella saturazione della linea direttissima una delle principali origini delle difficoltà riscontrate dai pendolari umbri. L’assessore ha spiegato che gli spazi destinati ai collegamenti ad alta velocità sono aumentati e che attualmente sulla linea entra un treno ogni quattro minuti, considerando Frecciarossa e servizi regionali.

In un sistema caratterizzato da una frequenza così elevata, qualsiasi variazione può produrre conseguenze sulla regolarità della circolazione. De Rebotti ha inoltre richiamato la gerarchia esistente tra le diverse tipologie di collegamento, con i servizi ad alta velocità collocati a un livello superiore rispetto al trasporto pubblico regionale.

Secondo l’assessore, l’equilibrio che in passato aveva consentito di sostenere questo modello operativo si è progressivamente modificato, rendendo più evidente l’impatto delle perturbazioni sui collegamenti regionali.

L’attenzione sui cinque treni del rientro da Roma

Nel corso di una riunione tenuta la settimana precedente all’audizione, la Regione ha proposto di concentrare l’attenzione soprattutto sui viaggi di ritorno da Roma verso l’Umbria.

La fascia mattutina, secondo quanto riferito dall’assessore, presenta complessivamente minori difficoltà. Le criticità più rilevanti riguardano invece il rientro dalla Capitale, momento particolarmente importante per i lavoratori pendolari.

La Regione ha quindi individuato cinque treni “gold” nella fascia del ritorno da Roma, chiedendo che su questi collegamenti venga garantita la massima attenzione sotto il profilo della regolarità.

Il problema si intreccia con le limitazioni imposte ad alcuni treni provenienti dalla Toscana, che terminano il proprio percorso a Orte. I viaggiatori diretti verso Roma sono così costretti a utilizzare altri collegamenti, aumentando il numero di passeggeri anche sui treni umbri.

La richiesta sui collegamenti provenienti dalla Toscana

Tra le richieste avanzate dalla Regione figura quindi il ripristino fino a Roma dei collegamenti provenienti dalla Toscana attualmente limitati a Orte.

La misura viene considerata importante per ridurre la pressione sui convogli regionali umbri e migliorare le condizioni di viaggio nelle fasce maggiormente utilizzate.

Un altro nodo riguarda l’Intercity 598 che interessa Orvieto, indicato dall’assessore come una possibile alternativa per i pendolari dell’area. Il collegamento, tuttavia, utilizza da tempo la linea lenta, con conseguenze sulle potenzialità del servizio.

Il tema riguarda quindi non soltanto il numero dei collegamenti disponibili, ma anche le infrastrutture utilizzate e la possibilità di sfruttare pienamente le caratteristiche dei diversi convogli.

Vivibilità a bordo e condizioni dei mezzi più datati

Francesco De Rebotti ha richiamato anche il tema della vivibilità dei treni, con particolare riferimento al materiale rotabile più anziano.

I nuovi convogli capaci di raggiungere i 200 chilometri orari stanno producendo, secondo quanto emerso dall’audizione, risultati positivi. La loro efficacia, tuttavia, dipende dall’effettiva possibilità di utilizzare infrastrutture compatibili con le prestazioni previste.

Se un treno progettato per raggiungere velocità elevate viene instradato sulla linea lenta, infatti, non può sfruttare completamente le proprie caratteristiche. Per questo il rinnovo della flotta e la programmazione delle tracce ferroviarie risultano strettamente collegati.

Parallelamente resta aperta la necessità di intervenire sulle condizioni dei convogli più datati, ancora utilizzati su una parte dei servizi regionali e interregionali.

Un problema che supera i confini regionali

Dall’audizione è emersa anche la dimensione interregionale delle criticità ferroviarie. I collegamenti umbri verso Roma, Firenze e Ancona si inseriscono infatti in un sistema che coinvolge reti e servizi di più territori.

Francesco De Rebotti ha indicato la necessità di sviluppare un’analisi interregionale più ampia, coinvolgendo anche il Governo e il Ministero competente. L’obiettivo indicato è valutare come il modello operativo possa essere organizzato diversamente per garantire maggiore efficacia ai collegamenti che attraversano più regioni.

La saturazione della direttissima, le priorità assegnate ai diversi servizi, le limitazioni dei convogli provenienti dalla Toscana e l’utilizzo della linea lenta costituiscono elementi che non possono essere affrontati esclusivamente all’interno dei confini umbri.

Le domande dei commissari e il nuovo appuntamento

Nel corso della seduta sono intervenuti anche i componenti della Seconda commissione, con considerazioni e domande rivolte ai rappresentanti del sistema ferroviario e alla Giunta regionale.

Hanno preso parte al confronto Francesco Filippo Betti del Partito Democratico, Enrico Melasecche della Lega, Fabrizio Ricci di Alleanza Verdi e Sinistra, Laura Pernazza di Forza Italia e Stefano Lisci del Partito Democratico.

Il confronto ha consentito di approfondire i diversi aspetti del servizio, dalla programmazione delle tracce alla puntualità, dalla congestione della direttissima al rinnovo della flotta, fino alle condizioni affrontate quotidianamente dai passeggeri.

La presidente della Seconda commissione Letizia Michelini ha infine annunciato una nuova audizione per settembre 2026. L’appuntamento servirà a proseguire l’approfondimento sui disagi e sulle criticità del trasporto ferroviario regionale, dopo il confronto con il Comitato “Vita da Pendolari Umbria” e quello con Trenitalia, Rete Ferroviaria Italiana, Gruppo Ferrovie dello Stato e Regione Umbria.

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