Rifiuto sindacale inatteso complica il tavolo a Roma con Busitalia
L’incontro del 28 gennaio presso la sede delle Ferrovie dello Stato a Roma avrebbe dovuto segnare l’avvio ordinato del percorso verso il nuovo contratto aziendale di Busitalia. Le segreterie nazionali, i rappresentanti territoriali e la delegazione aziendale erano riuniti per definire un calendario condiviso e fissare i passaggi necessari alla trattativa. Il confronto, impostato per costruire una base solida e operativa, si è però interrotto bruscamente nel momento decisivo: la firma del verbale d’intesa.
Rottura improvvisa al momento della firma
Secondo quanto ricostruito, scrive Faisa Cisal Il Segretario Christian Di Girolamo, una delle organizzazioni sindacali ha scelto di non sottoscrivere il documento che avrebbe formalizzato modalità e tempistiche del negoziato. Una decisione inattesa, motivata con ragioni giudicate incompatibili con quanto dichiarato nelle fasi preliminari. La scelta ha sorpreso le altre sigle presenti, che avevano già dato disponibilità a procedere.
A rendere più tesa la situazione è stato il comunicato diffuso successivamente dalla FIT-CISL, che ha attribuito all’incontro esiti diversi da quelli percepiti dagli altri partecipanti. Una ricostruzione contestata apertamente dalla Faisa Cisal Umbria, rappresentata al tavolo da Christian Di Girolamo, che ha denunciato l’uso della stampa per veicolare una versione ritenuta distante dai fatti.
Un precedente che aveva già incrinato la fiducia
La frattura non nasce dal nulla. Già dopo il 22 dicembre, quando era stata raggiunta un’intesa verbale per i lavoratori destinati ai servizi legati alle Olimpiadi di Milano-Cortina, erano emersi segnali di incertezza. In quell’occasione, la stessa organizzazione sindacale aveva mostrato resistenze, lasciando sospesa una convergenza che sembrava acquisita.
La mancata firma del verbale del 28 gennaio riapre ora quel solco, con conseguenze concrete: i lavoratori coinvolti nelle attività olimpiche rischiano di non avere garanzie economiche sugli impegni già assunti dall’azienda. Una prospettiva che alimenta preoccupazione e malcontento, soprattutto tra chi attende da anni un adeguamento del proprio trattamento.
Attese lunghe otto anni e un percorso che non può fermarsi
Per molti dipendenti Busitalia, il rinnovo del contratto aziendale rappresenta un passaggio atteso da oltre otto anni. Un periodo in cui, nonostante l’evoluzione dei servizi e l’aumento delle responsabilità operative, non è arrivato un aggiornamento né economico né normativo. Da qui l’appello delle sigle che hanno confermato la loro disponibilità a proseguire: garantire dignità e certezze ai lavoratori non può essere rimandato ulteriormente.
La richiesta rivolta a Busitalia è chiara: andare avanti con il percorso definito, rispettando gli impegni assunti al tavolo e mantenendo aperto il confronto con chi resta disponibile a costruire un accordo. La trattativa, pur segnata da una battuta d’arresto, resta un passaggio imprescindibile per restituire stabilità e prospettive a un settore che sostiene quotidianamente la mobilità di migliaia di cittadini.

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