Chi salverà Ponte San Giovanni? La misura è colma e il sistema stradale non ce la fa più

Chi salverà Ponte San Giovanni? La misura è colma e il sistema stradale non ce la fa più

Andando avanti così anche il commercio di Ponte San Giovanni sarà danneggiato!

dal Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni? riceviamo e pubblichiamo
“Ieri, contemplando il serpente ininterrotto di automobili che avanzavano faticosamente, metro dopo metro, tra continui colpi di clacson che denunciavano l’esasperazione dei conducenti, molti dei quali impossibilitati a tornare a casa, ma altrettanti forse a rispettare appuntamenti, impegni di lavoro o forse semplicemente avvertendo l’angoscia di sentirsi intrappolati in questa condizione inumana, che si ripete ormai a ritmi quasi giornalieri, ci siamo detti che ormai la misura è colma, non si può andare avanti così, che ci deve essere una pronuncia pubblica dell’amministrazione comunale: vengano a Ponte San Giovanni, in assemblea pubblica, a dire la loro sulla situazione, a dire se ritengono che sia ancora sostenibile dalla popolazione e dai cittadini in genere, se stanno ancora aspettando gli esiti di una fantomatica ‘”indagine sul traffico”, come se il groviglio inestricabile di ieri non parlasse ancora abbastanza chiaro: il sistema stradale attuale non ce la fa più, non era concepito per gli attuali volumi di traffico, destinati per di più a crescere in previsione di altre correnti di traffico che convergeranno su queste poche centinaia di metri.

E che non ci si venga a dire che un sistema di treni veloci – dei quali peraltro non c’è nemmeno un disegnino a matita su un foglio a quadretti di prima elementare – sia in grado di risolvere la situazione. Come, quando, finanziato e realizzato da chi? Servendo quali necessità?

E soprattutto per quante persone, dato che qui, in questi tre Km tra Collestrada e Ponte San Giovanni passano quotidianamente 90.000 mezzi (dati ANAS), tra auto e mezzi pesanti, con ben più di 100.000 persone a bordo.

E, soprattutto, non ci vengano a prendere per il fondo dei pantaloni parlandoci di biciclette ed altre amenità di questo genere. Per una quota minima di questa massa di persone un servizio di trasporto pubblico efficace può essere una risposta, ma certo non una soluzione adeguata alla massa attuale di persone e veicoli.

Quanto alle biciclette, sarebbero benedette, se fossimo una stazione turistica, con un’urbanistica studiata ad hoc, ma sarebbero una trappola, anche mortale, per chi volesse avventurarsi sulle nostre strade già molto strette, concepite molte decine di anni fa, per un paesotto come tanti altri e non per un nodo stradale di rilievo nazionale, come ormai Ponte San Giovani è diventato.

Perciò pensiamo che la misura sia colma, che si debba pubblicamente invitare le amministrazioni comunale e regionale ad un confronto qui, sul territorio, davanti ai cittadini, per dire cosa si ha intenzione di fare.

Noi avanzeremo la nostra proposta, che rimane il Nodo di Perugia nel suo complesso, a cominciare dalla sua prima tratta, il Nodino, che è già pronto, progettato e approvato in tutte le sedi, che deve solo essere finanziato dal governo nazionale. Non che ci si possa mettere mano da oggi a domani, ma che almeno sia un obiettivo condiviso, sul quale la politica comunale e regionale possa lavorare concordemente presso il governo nazionale. E con l’appoggio e la spinta della popolazione.

Così intendiamo muoverci nel prossimo futuro come Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni?”

I video

 

[youtube-feed feed=1]

 

1 Commento

  1. E’ molto difficile aggiungere qualcosa all’ennesima lamentela (a dir poco) del Comitato che ritengo sia anche troppo soft. Certi amministratori meriterebbero dichiarazioni ancora più dure perchè a tutto c’è un limite invalicabile. I Cittadini vanno rispettati perchè non sono sudditi, ma persone che hanno diritto al rispetto che deve essere reciproco altrimenti c’è il caos.
    Aggiungo che sono molto pessimista vista la composizione sia della giunta Comunale che di quella Regionale. Ciò non toglie che coloro che subiscono quotidianamente l’angoscia di questa condizione disumana abbiano tutto il diritto di protestare civilmente e nel rispetto delle leggi vigenti.

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*