Rigenerazione urbana a Ponte San Giovanni con 50 nuove case
Margherita Scoccia, consigliera comunale di Perugia, ha scelto di raccontare direttamente dai cantieri di Ponte San Giovanni la trasformazione dell’ex complesso Palazzetti, un tempo noto come “Hotel Gomorra”. L’area, simbolo per anni di degrado e insicurezza, sta cambiando volto grazie a un progetto di rigenerazione urbana che punta a restituire dignità e servizi al quartiere. La visita, svolta insieme a rappresentanti della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Perugia, ha permesso di verificare lo stato di avanzamento dei lavori. Scoccia ha ricordato come l’intervento sia frutto di una lunga battaglia politica e amministrativa: «Abbiamo combattuto il degrado con azioni forti e senza paura. Oggi vediamo i risultati».
Il progetto, sostenuto da Ater Umbria con un investimento di circa 5,5 milioni di euro, prevede la demolizione di parte delle strutture esistenti e la costruzione di circa 50 appartamenti, spazi commerciali, un asilo nido, un parco della musica e un laboratorio didattico collegato al parco archeologico dei Volumni. L’intervento rientra nel programma nazionale Pinqua, risultando il terzo più grande in Italia per dimensioni.
La trasformazione non riguarda solo gli edifici, il piano punta a ridisegnare gli spazi pubblici, con nuove aree verdi, percorsi ciclopedonali e una piazza condivisa. Ogni giorno circa 70 operai lavorano in cantiere, segno della concretezza di un progetto che mira a migliorare la qualità dell’abitare e a rafforzare la coesione sociale. Scoccia ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento dei cittadini, che hanno partecipato attivamente alla definizione delle scelte progettuali. «La rigenerazione urbana non è solo architettura, ma un processo che restituisce fiducia e sicurezza alla comunità», ha spiegato.
Il complesso, un tempo percepito come “palazzoni della vergogna”, diventerà un ecoquartiere moderno, capace di coniugare sostenibilità ambientale, economica e sociale. La consigliera ha ribadito che l’obiettivo è restituire al quartiere un’identità positiva, cancellando definitivamente l’immagine di un luogo associato a criminalità e abbandono. «Non più insicurezza e bivacchi, ma servizi, cultura e nuove opportunità», ha dichiarato.
Il progetto di Ponte San Giovanni diventa così un modello di rigenerazione urbana, come riporta il comunicato di Margherita Scoccia Press – capace di trasformare un ecomostro in un polo di vita sociale e culturale. Perugia si prepara a vedere nascere un quartiere che non solo offre nuove abitazioni, ma diventa simbolo di riscatto e di rinascita collettiva.

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