Mancano le risposte del Governo su ferrovie e strade locali.
La protesta formale della Giunta regionale
Allarme trasporti – L’istituzione regionale dell’Umbria esprime una profonda e rinnovata preoccupazione a causa del prolungato silenzio e della mancanza di provvedimenti tangibili da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di Rete Ferroviaria Italiana e di Anas. I vertici dell’amministrazione umbra hanno evidenziato come le ripetute segnalazioni formali, discusse in passato anche dinanzi ai Prefetti delle province di Perugia e di Terni, non abbiano ricevuto il riscontro necessario. La situazione dei collegamenti viari e ferroviari all’interno del territorio regionale ha ormai oltrepassato ogni limite tollerabile per la comunità, configurando un’emergenza non più gestibile con gli ordinari strumenti di programmazione.
Il rischio di isolamento e il blocco della mobilità
La sovrapposizione di numerosi cantieri e interventi sulla rete, privi di una cabina di regia e di un coordinamento efficace, sta generando ripercussioni insostenibili sulla circolazione stradale e sull’accessibilità complessiva del territorio. Le autorità locali denunciano il rischio concreto di un isolamento geografico della regione, un fattore che rischia di danneggiare pesantemente il tessuto economico e la stabilità sociale dell’Umbria. La problematica incide direttamente sui diritti fondamentali legati alla mobilità quotidiana e si riflette in modo negativo sulla qualità della vita di migliaia di residenti, lavoratori e pendolari.
Le pesanti criticità del trasporto su ferro
Il comparto ferroviario registra le criticità più severe, con un susseguirsi quotidiano di ritardi sistematici e massicci, variazioni d’orario repentine e cancellazioni improvvise di corse. I viaggiatori si trovano regolarmente penalizzati anche dalla totale assenza di comunicazioni tempestive e trasparenti da parte dei gestori del servizio. Sebbene i lavori di manutenzione programmati risultino essenziali nel lungo periodo, le modalità di attuazione stanno compromettendo la regolarità delle tratte. Tra i disagi più rilevanti si inserisce il blocco totale del collegamento Frecciarossa programmato dal 5 al 10 luglio, a cui si sommerà la sospensione completa della linea ferroviaria tra Perugia e Terontola, prevista dal 14 luglio al 6 settembre.
Il cumulo dei cantieri nel capoluogo e l’impatto sul turismo
L’interruzione della tratta Perugia-Terontola, un intervento che non rientra tra le scadenze vincolanti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, costringerà i passeggeri a usufruire di autobus sostitutivi. Questi mezzi su gomma andranno a sovraccaricare la medesima rete stradale già fortemente penalizzata dai complessi interventi diurni all’interno della galleria di Madonna Alta. La concomitanza di questi flussi e la presenza del cantiere per il Bus Rapid Transit riverseranno un volume di traffico straordinario nelle arterie stradali del centro di Perugia. Il cumulo di queste criticità rischia di rendere la stagione estiva estremamente complessa per i cittadini e per i moltissimi turisti che, in numero record rispetto all’inizio dell’anno, desiderano raggiungere le manifestazioni culturali, i centri storici e le aree naturalistiche della regione.
Lo scontro con Anas sulla statale Pian d’Assino
La situazione non è meno critica sul fronte della rete viaria principale, con particolare riferimento alla strada statale della Pian d’Assino. Lungo questa direttrice persiste un livello di pericolosità stradale elevatissimo, documentato da numerosi incidenti mortali che configurano una vera emergenza di ordine pubblico. Nonostante le pressanti richieste di un intervento strutturale e risolutivo avanzate dalla Giunta guidata dalla Presidente Stefania Proietti, la società Anas ha fornito risposte ritenute insufficienti, sottovalutando la gravità del contesto. La stessa società stradale ha comunicato alla Presidente Proietti che l’ultimo stralcio dei lavori sulla Pian d’Assino, dal valore stimato di 326 milioni di euro, non potrà essere finanziato poiché la precedente amministrazione regionale non lo aveva inserito nel contratto di programma 2021-2025, nonostante l’attuale esecutivo Proietti lo abbia regolarmente inserito nel piano presentato al Ministero lo scorso autunno.
Il sovraccarico della E45 e la proposta sui mezzi pesanti
Parallelamente, si registra un forte congestionamento della superstrada E45, segnata da una moltitudine di cantieri caratterizzati da una scarsa presenza di maestranze e operai. L’arteria è interessata da un incremento anomalo del transito di mezzi pesanti, un fenomeno alimentato anche dal forte aumento dei costi dei carburanti e dei pedaggi sulle reti autostradali tradizionali. Per salvaguardare la sicurezza e ridurre la precoce usura delle infrastrutture, la Regione Umbria ha proposto ufficialmente di limitare temporaneamente il transito sulla E45, consentendo il passaggio ai soli veicoli industriali che abbiano come origine o come destinazione logistica il territorio umbro. L’amministrazione regionale ha concluso ribadendo che non accetterà ulteriori rinvii o risposte interlocutorie da parte del Governo e delle aziende di Stato, chiamate ad assumersi le proprie responsabilità attraverso lo stanziamento immediato di risorse adeguate e la definizione di cronoprogrammi certi.

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